InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 

Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @luc.lattanzi, @claudiacosi_, @anateixas, @lollo_169, @l.a.cinelook, @frica_ed, @marta_ruggi11, @moulayahmed2.0, @laurapasini3, @kara_mova.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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Place of Promise, il vero volto dell’industria fieristica

Place of Promise, il vero volto dell’industria fieristica

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

In un mondo completamente votato e dedito al capitalismo, al mercato e alla compravendita, le fiere rappresentano un luogo sacro dove vengono presentati gli oggetti – ma non solo – che caratterizzeranno il domani.  Nell’immenso mondo dell’industria fieristica, la Germania gioca un ruolo chiave e con oltre 170 fiere nazionali e 10 milioni di visitatori si è aggiudicata il ruolo di più importante sede fieristica al mondo. Sono questi luoghi di incontro e scambio che hanno affascinato il giovane fotografo Jakob Schnetz, portandolo a dedicare ad essi la serie “Place of Promise”. 

Classe 1991, Jakob nasce in Germania e fin dalla giovane età mostra un interesse per la fotografia che lo ha impegnato fin da subito in progetti caratterizzati da uno spiccato taglio giornalistico. Attraverso i suoi lavori vuole presentare al suo pubblico una critica attenta e curata della società e dei suoi meccanismi, collegandosi a temi come la globalizzazione e l’economia. E quale miglior modo se non catturando il lato più vero delle fiere, che secondo lo stesso Jakob Schnetz rispecchiano la società globale e capitalistica, che si concentra sulla crescita, le prestazioni e i consumi. Per ogni gruppo di interesse c’è una fiera diversa: Armi, sesso, animali domestici, informatica, bestiame, industria, tappeti, tempo libero, turismo, bellezza e così via.

Nasce così Place of Promise, una collezione di immagini realizzate in oltre 40 fiere diverse che catturano i momenti di pause, i pranzi, le chiacchiere, le file, le attese; scenari standardizzati in cui tutti cercano di prevalere sugli altri semplicemente perché è ciò che il sistema impone. 

Place of Promise, il vero volto dell’industria fieristica
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Place of Promise, il vero volto dell’industria fieristica
Place of Promise, il vero volto dell’industria fieristica
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Erik Witsoe, il mondo visto da un tram

Erik Witsoe, il mondo visto da un tram

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Nato a Seattle e trasferitosi a Varsavia, Erik Witsoe è un fotografo conosciuto soprattutto per i suoi scatti realizzati per strada. Tutto ciò che popola le città finisce per essere catturato dall’obiettivo della sua macchina fotografia, i passanti, i cartelli, le vetrine e, non ultimi, i mezzi di trasporto. 

I tram, in particolare modo, sono i protagonisti di molte delle sue fotografie. Con il loro aspetto vintage, i tram arrivano alle banchine annunciati dallo stridulo rumore di freni portando con loro tutto il fascino di un periodo non così lontano, ma estraneo all’alta velocità, agli ecobus e alle auto con cambio automatico. 

Lo stesso Erik Witsoe dice: 

Amo il modo in cui i tram aggiungono un’altra profondità alla strada e rendono le scene ordinarie più dinamiche e spesso cinematografiche.

Così, attraverso centinaia di scatti realizzati sia dalla strada, sia dall’interno dei tram, Erik racconta il mondo da un punto di vista che molti conoscono bene, ma che sembrerà inedito. Senza capire il perché noterete che i vostri viaggi in tram, noiosi, interminabili e sempre in coda dietro a qualche macchina parcheggiata sulle rotaie, non hanno niente a che fare con gli scatti di Erik, sospesi e romantici. 

Scopri nella nostra gallery una selezione di scatti, per scoprire gli altri vai sul sito di Erik Witsoe. 

Erik Witsoe, il mondo visto da un tram
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Erik Witsoe, il mondo visto da un tram
Erik Witsoe, il mondo visto da un tram
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Restricted Residence, il progetto fotografico di Giles Price

Restricted Residence, il progetto fotografico di Giles Price

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Era l’11 marzo del 2011 quando la regione giapponese di Tōhoku venne colpita prima da un terremoto di magnitudo 9.0 e poi da uno tsunami che causarono il disastro nucleare della centrale di Fukushima

Appena dopo l’incidente gli abitanti delle città di Natie e Iitate furono obbligati ad evacuare e ad allontanarsi dalle proprie case. Per molti anni questi luoghi sono rimasti completamente sfollati, fino a due anni fa, quando il governo giapponese ha cominciato lentamente a ridurre le zone di esclusione e investendo finanziariamente alla ricostruzione sia fisica sia economica di queste aree. 

Nonostante ciò, le persone che hanno avuto effettivamente il coraggio di tornare nelle proprie case sono state molto poche, lasciando alcune zone ancora totalmente inabitate. 

È questo lo scenario che ha attirato il fotografo inglese Giles Price, che da sempre attraverso il suo lavoro esamina l’impatto dell’uomo sull’ambiente, e che lo ha portato a realizzare Restricted Residence

Questo progetto fotografico è una collezione di scatti realizzati con la tecnologia termica di solito adoperata in campo medico o nei rilevamenti. Il risultato sono delle fotografie quasi surreali che mostrano i paesaggi e le persone tornate nelle zone di esclusione. 

Giles Price Restricted Residence | Collater.al
© Giles Price 2020 courtesy Loose Joints

Tutti gli scatti di Restrected Residence sono stati raccolti in un libro omonimo e accompagnati da un saggio di Fred Pearce, scrittore ambientalista. Giles Price restituisce l’atmosfera e le tensioni presenti in un luogo che ha vissuto un disastro nucleare cercando di interrogare lo spettatore non solamente sulla portata dell’impatto della natura sull’uomo, ma anche quella che ha l’uomo sulla natura. 

Il libro Restricted Residence è edito da Loose Joints.

Restricted Residence, il progetto fotografico di Giles Price
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Restricted Residence, il progetto fotografico di Giles Price
Restricted Residence, il progetto fotografico di Giles Price
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Hereafter, Federico Clavarino fotografa il passato

Hereafter, Federico Clavarino fotografa il passato

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Classe 1984, Federico Clavarino nasce a Torino, ma vive a Londra dove lavora come insegnate e si dedica alla fotografia. Uno dei progetti più affascinanti che ha realizzato si intitola Hereafter, con il quale Federico ha ripercorso la storia dei suoi nonni e attraverso questa anche quella degli stati coloniali dell’Impero britannico. 

John Phillips – il nonno di Federico – ha vissuto nella Gran Bretagna imperiale prima di spostarsi in Sudan per motivi di lavoro. È proprio qui che ha conosciuto Mary, con la quale visse in Libia, in Oman, in Giordania e a Cipro. Insieme vissero in prima persona il declino dell’Impero britannico e il passaggio da colonia a stato indipendente di diversi paesi. 

Così, unendo la sua passione per la storia e la voglia di ripercorrere e rendere omaggio alla vita dei suoi nonni è nata Hereafter, una serie fotografica che alterna e mixa materiali d’archivio o, addirittura, scatti realizzati dagli stessi nonni di Federico, e scatti personali del fotografo italiano. 

Questa alternanza crea una sorta di legame tra passato e presente che sottolinea sia ciò che è cambiato nel corso degli anni, sia tutti gli aspetti che sono rimasti inalterati. 

L’anno scorso tutti gli scatti di Hereafter sono stati raccolti in un libro edito da Skinnerboox. Per scoprirne di più vai sul sito di Federico Clavarino e per comprare il libro vai qui

Hereafter Federico Clavarino | Collater.al
Hereafter Federico Clavarino | Collater.al
Hereafter, Federico Clavarino fotografa il passato
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Hereafter, Federico Clavarino fotografa il passato
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