Il secondo artista che abbiamo intervistato per #OriginalsMilano Grid Talk, l’evento che trasformerà il flagship store originals in una mini exhibit dal 22 Marzo fino al 4 Aprile, è Adrian Schachter.
Classe 1996 è nato a New York dove, dopo una parentesi londinese, oggi studia alla School of Visual arts.
Nonostante la giovane età il suo lavoro interseca pittura, scultura e fotografia tutto caratterizzato da un’impronta fortemente satirica.
Abbiamo chiesto ad Adrian di raccontarci qualcosa di lui, ecco come ci ha risposto:
Come hai iniziato e qual è elemento più rappresentativo del tuo modo di fare arte?
Ho iniziato a disegnare ancora prima di imparare a camminare, da bambino volevo fare il fumettista.
Sono sempre stato molto vicino al mondo dell’arte quindi ho deciso di unire la mia passione per il disegno a quella per la fine art.
Qual è il tuo approccio creativo quando ti misuri con un nuovo progetto?
Quando inizio dei nuovi progetti cerco sempre di farlo nella maniera più organica possibile.
Penso a qualche idea e poi comincio a rifinirla con degli scketch, scrivendo e confrontandomi. Cerco di essere deciso fin dal principio tenendo sempre in considerazione che il concetto viene prima e che le immagini servono per sostenerlo.
Com’è nata la tua collaborazione con adidas per il lancio di DEERUPT e che tipo di intervento hai pensato di realizzare?
Il mio rapporto con adidas è iniziato l’anno scorso, quando io e mio fratello Kai siamo stati contattati dal brand durante la settimana del design di New York.
Quando è venuto il turno di DEERUPT, il cui tema fondamentale è la griglia, ho capito che il progetto mi avrebbe dato la possibilità di creare qualcosa che non ha niente a che fare con il conformismo. Ho iniziato a pensare a all’atletica più radicale, a tutti quegli sportivi che fanno cose fuori dalla ragione. Ho aderito a questo progetto con molto entusiasmo e non ho mai pensato di cambiare idea su quello che volevo fare.
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