La nostra intervista a RED per la campagna “Wear More Art” di Foot Locker

La nostra intervista a RED per la campagna “Wear More Art” di Foot Locker

Giulia Pacciardi · 5 mesi fa · Art

Per la nuova campagna Spring 2021 “Wear More Art”, Foot Locker ha collaborato con due giovani artisti della scena europea, la tattoo artist inglese Jade Chanel e lo street artist italiano Rediet Longo.
I due creativi hanno illustrato la campagna e ideato una serie di disegni per alcune sneaker della collezione, dedicata a uomini, donne e bambini, con l’obiettivo di incoraggiare la community di Foot Locker a indossare l’arte che amano.

Sempre per questa occasione, RED ha tenuto un workshop in collaborazione con ‘Paint the Change’ in cui ha lavorato fianco a fianco con numerosi giovani di cui ha ascoltato idee, pensieri e visione creativa.
Workshop che è sfociato nella realizzazione di un murale a Milano che rappresenta l’unità dei giovani cittadini di diverse etnie.

Noi lo abbiamo intervistato per conoscere meglio la sua storia, la sua arte a per farci raccontare l’intero progetto a cui ha preso parte.

Il tuo nome è Rediet Longo ma chi segue il tuo lavoro ti conosce come Red. Ci racconti com’è nato questo nome d’arte e qual è suo significato?

Mi chiamo Rediet Longo, in arte Red. Rispecchiando la mia passione per l’arte, ho deciso di riassumere tutto, anche il mio nome, attraverso i colori.
Dopo un’adolescenza turbolenta, ho concluso che né la mia eredità etiope né quella italiana potevano rappresentare pienamente la mia persona. Ho sofferto di continui episodi di razzismo che mi hanno fatto rifiutare la mia identità. Questo trauma mi ha portato alla creazione di un’identità trasversale, più completa e rappresentativa; io sono ROSSO, come l’argilla africana ultisol con cui giocavo da bambino. 

I tuoi studi sono sempre stati legati al mondo dell’arte e mentre frequentavi il liceo artistico hai iniziato a fare i graffiti in giro per Milano. Ti sei ispirato a qualche writer in particolare? Quali sono le esperienze di quel periodo che maggiormente ti hanno formato come artista?

I graffiti sono da sempre una mia grande passione, ma ammetto che sia stato l’incontro con Zoow24 ad avermi stravolto per sempre la vita. Oltre a essere uno dei writer che più stimo nella scena, Zoow mi ha introdotto a un mondo completamente nuovo in cui i graffiti incontrano la moda, ho iniziato a customizzare dei capi con gli spray e ho così trovato un nuovo modo di comunicare. 

La tua produzione è molto varia, spazi dai graffiti, alla pittura fino alla moda. Come riesci a lavorare con mezzi diversi tra loro rimanendo sempre coerente e riconoscibile?

Mi piace definirmi spesso un artista a 360° proprio per questo motivo. Graffiti, pittura, moda e musica sono forme di espressione diverse, ma che fanno tutte parte di uno stesso nucleo, l’arte. Grazie alla pittura ho imparato le tecniche accademiche, grazie ai graffiti ho creato un personaggio tutto mio da mostrare al mondo, un modo più facile per stare in mezzo alla gente facendomi riconoscere dalla mia tag. Infatti se aggiungo una R al contrario o 5 capelli ripresi dal mio logo, spesso la gente capisce subito che l’abbia disegnato io senza che abbia bisogno di firmarmi con il nome. 

Raccontaci la tua collaborazione con Foot Locker, a cosa ti sei ispirato per le illustrazioni che hai realizzato per la campagna primavera 2021 “Wear More Art”?

La campagna “Wear More Art” con Foot Locker è stata una delle mie collaborazione preferite finora, ho creato delle illustrazioni finalizzate al lancio di 3 sneaker: Puma, Converse e Nike. Ho lavorato su grafiche che successivamente sono state applicate alle foto della campagna ispirandomi ai lettering che faccio con le scritte in strada, utilizzando slogan che spingono ad abbracciare la street art e renderla propria. 

In questa occasione hai anche realizzato un murale a Milano e tenuto un workshop in collaborazione con “Paint the Change”. Com’è stato lavorare al fianco di giovani creativi che vorrebbero seguire le tue orme? Cosa racconta il murale che avete realizzato?

L’esperienza del workshop in collaborazione con “Paint the Change” è stata senz’altro un momento magico. Ho interagito e raccontato il mio percorso a ragazzi afro discendenti di seconda generazione, confrontandomi con loro su problematiche in cui mi ci sono rivisto. Ho imparato molto anch’io dai ragazzi con cui ho fatto questa esperienza. Spesso sono sempre di corsa intento più a dipingere e di rado mi soffermo su fatti di attualità che colpiscono le mie radici. Ringrazio i ragazzi con cui ho potuto fare questa esperienza perché mi hanno fatto sentire parte di una comunità molto grande.
Per l’occasione ho voluto rappresentare una mia interpretazione della danza di Matisse. Volevo dipingere con i ragazzi qualcosa che simboleggiasse l’unione; a differenza dell’opera originaria i personaggi hanno colori di pelle diversi, l’armonia della danza è la stessa però, al centro un mondo senza continenti: siamo tutti essere umani e ora più che mai dobbiamo essere uniti. 

Guardando il tuo percorso verrebbe da dire che la tua creatività è in continua evoluzione, c’è qualche forma d’arte con la quale non ti sei ancora espresso che vedi nel tuo futuro? Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Il mio percorso artistico varia molto, ho sempre stimoli nuovi e voglia di sperimentare tecniche nuove, parallelamente ai progetti in cui sono impegnato ora, mi sto allenando molto su disegni di dimensioni più grandi, vorrei portare i miei graffiti per commissioni su vere e proprie facciate di palazzi. 

La collezione ispirata e dedicata al mondo della street art è già disponibile su www.footlocker.eu e nei punti vendita di tutta Europa, mentre la linea ispirata ai tatuaggi sarà disponibile nel mese di maggio.

La nostra intervista a RED per la campagna “Wear More Art” di Foot Locker
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I migliori video a microscopio del 2021 secondo Nikon

I migliori video a microscopio del 2021 secondo Nikon

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Art

Di recente Nikon ha annunciato i vincitori del suo concorso dedicato alla fotografia a microscopio. Guardare da così vicino batteri, cellule e micro organismi è molto affascinante, ancora di più vedere i loro movimenti, per questo Nikon ha premiato anche i cinque migliori video realizzati a microscopio per l’11° Nikon Small World in Motion 2021.
Se tra le foto a vincere è stato lo scatto che ritraeva la superficie di una foglia di quercia, la clip premiata al primo posto è ancora più sorprendente. Un minuto di video in cui organismi ammassati si muovono come pesci in una vasca, è solo la didascalia a spiegarci che in realtà si tratta della microfauna viva nell’intestino di una termite.

Utilizzando un particolare microscopio degli anni ’70, il vincitore Fabian J. Weston ha voluto sensibilizzare il pubblico sull’importanza invisibile di questi organismi, fondamentali per il ciclo della natura. Vista la delicatezza di queste forme di vita, per realizzare il video Weston ha impiegato mesi di tentativi, ricerca ed errori.
Gli altri quattro video classificati mostrano un lato della natura misterioso, ma anche immagini che hanno un grande valore medico, come la microscopia a fluorescenza in time-lapse della formazione e della metastatizzazione di un microtumore umano. Un lavoro lungo e paziente che ha previsto che il campione in esame venisse ripreso ogni 15 minuti per 10 giorni consecutivi.
Di seguito tutti gli altri classificati. Immagini di una pulce d’acqua che partorisce, assoni che superano la linea media del sistema nervoso centrale e una zanzara infetta che espelle per via orale parassiti della malaria.

I migliori video a microscopio del 2021 secondo Nikon
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Andreu Zaragoza: illustrazioni come fumetti

Andreu Zaragoza: illustrazioni come fumetti

Tommaso Berra · 6 giorni fa · Art

Le prime esperienze di disegno spesso sono con pastelli e pennelli, quel modo di stendere i colori e di tracciare le linee, ripetuto in disegni infantili, rimane in qualche modo la cifra stilistica di ciascuno, artisti e non. L’illustratore Andreu Zaragoza ha scelto di realizzare le opere in digitale, ma la sua tecnica non ha abbandonato proprio i primi esperimenti con strumenti manuali e colori su carta.
Gli studi a Barcellona -città natale dell’artista- lo hanno aiutato a rielaborare la passione per i comic books e i manifesti dei concerti, primo contatto con le arti grafiche e tutt’ora fonte d’ispirazione per Andreu Zaragoza.
I temi trattati non potrebbero che prendere spunto da tutto quello che è l’immaginario fantasy, con la tecnologia e i cyborg che diventano soggetti delle illustrazioni.
Anche la natura, con fiori e piante aiuta a creare forme contorte e attorcigliate, con palette di colori mai ripetitive e uno stile che avvicina stilisticamente Zaragoza alla tattoo art.

Andreu Zaragoza | Collater.al
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Andreu Zaragoza: illustrazioni come fumetti
Art
Andreu Zaragoza: illustrazioni come fumetti
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Sono uscite nuove locandine di “The French Dispatch”

Sono uscite nuove locandine di “The French Dispatch”

Tommaso Berra · 6 giorni fa · Art

“Wes Anderson non è più cool” ho sentito dire di recente da un amico che mostrava tutto il suo falso disinteresse per l’uscita di “The French Dispatch”. Probabilmente non ha tutti i torti, l’indie non è più quello di “Moonrise Kingdom” e nemmeno quello de “I Tenenbaum”, resta il fatto che il film, in uscita negli Stati Uniti dal 22 ottobre e in Italia dall’11 novembre, è comunque uno dei titoli più attesi di questo autunno.
Per promuovere il film Wes Anderson ha presentato dodici nuove locandine, tante quante i protagonisti principali della pellicola, descritta dal regista come “una lettera d’amore nei confronti dei giornalisti, ambientata nella sede di una rivista statunitense in una città francese del XX secolo”.

Lo stile riprende le illustrazioni e lo schema dei fascicoli e reportage giornalistici, con un’impostazione da locandina teatrale. Gli sfondi geometrici, così come i collage o le illustrazioni prendono spunto dalla storia grafica del The New Yorker, la testata giornalistica americana riuscita in quasi cent’anni di storia a porsi non solo come una delle migliori fonti d’informazione al mondo, ma anche un parametro estetico quasi irraggiungibile dagli altri quotidiani e periodici.
I font, le copertine illustrate e lo stile dei reportage hanno quindi ispirato le dodici nuove locandine di “The French Dispatch”, realizzate dallo studio cinematografico Searchlight Pictures

Nelle locandine del decimo film di Anderson non potevano che esserci gli attori, se non altro perché il cast di “The French Dispatch” è uno dei migliori mai avuto a disposizione del regista. Adrien Brody, Tilda Swinton, Frances McDormand, Mathieu Amalric, Léa Seydoux, Owen Wilson, Bill Murray, Benicio del Toro, Stephen Park, Lyna Khoudri, Jeffrey Wright e Timothée Chalamet sono solo alcuni degli protagonisti più attesi del cast. Per il momento possiamo vederli nei panni dei personaggi solo sulle locandine del film, aspettando le inquadrature simmetriche, i colori pastello e tutte quelle cose che, ormai, non sono più cool. 

The French Dispatch | Collater.al
The French Dispatch | Collater.al
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Sono uscite nuove locandine di “The French Dispatch”
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Sono uscite nuove locandine di “The French Dispatch”
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Suoni e immagini si fondono per il Live Cinema Festival

Suoni e immagini si fondono per il Live Cinema Festival

Giulia Guido · 5 giorni fa · Art

Si definisce “Live Cinema” quella tecnica narrativa applicata al video performativo che dà vita alla creazione simultanea di suoni e immagini in tempo reale, un termine utilizzato per definire tutti quegli spettacoli dal vivo che uniscono audio e video.
Artisti, musicisti e registi di tutto il mondo ogni anno creano e mettono a punto performance impeccabili e indimenticabili e in Italia c’è un evento che più di ogni altro celebra questa forma d’arte, il Live Cinema Festival

Inaugura domani l’ottava edizione del festival che dal 23 al 26 settembre trasformerà completamente la stupenda location offerta da Palazzo Brancaccio a Roma. I cortili del palazzo diventeranno il palco di esibizioni dal vivo, talk, screening, workshop e simposi tenuti da professionisti provenienti da oltre 10 nazioni diverse. 

Dimenticatevi i classici spettacoli e show e preparatevi a immergervi in atmosfere che toccheranno le corde più profonde dell’animo con l’obiettivo di comunicare e suscitare emozioni differenti. 

A rompere il ghiaccio giovedì 23 settembre sarà Mia Makela con la lecture “In The Beginning There Was Light” e che aprirà la strada alle installazioni a/v del canadese Herman Kolgen e del francese Benjamin Bardou, che rimarranno fruibili durante tutta la durata del Festival prima dei live. Più tardi poi sarà il momento del primo artista italiano, Franz Rosati, che presenterà per la prima volta “Latentscape” con cui ci farà scoprire paesaggi e territori virtuali. 

Tra gli appuntamenti di venerdì 24 c’è da segnalare l’imperdibile anteprima italiana di SECTIVE, progetto nato dalle menti di Michaelias e di Arno Deutschbauer, conosciuti anche come Dear-No, che affascineranno il pubblico con la performance dal titolo “[daːzaɪn]” che affronta i temi del legame tra il corpo umano e gli spazi digitali e virtuali.

Il weekend di Live Cinema Festival continua con un fitto programma di esperienze immersive di diverso genere, dal duo inglese Overlap con la sua “musica melodica minimalista” che accompagna le immagini all’italiana Camilla Pisani che indaga e approfondisce il concetto di amore proposto da Simone de Beauvoir che lo definiva “una forma superiore di personale libertà e rigenerazione dei rapporti sociali”.

Gli appuntamenti sono stati pensati per riempire tutte le 4 giornate e permettere agli spettatori di lasciarsi completamente avvolgere dalla spettacolarità del Live Cinema. Scoprite l’intero programma sul sito ufficiale di Live Cinema Festival e seguite il profilo Instagram per tutti gli aggiornamenti. 

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