Art Le narrazioni scultoree di Ioana Maria Sisea sono una satira della contemporaneità
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Le narrazioni scultoree di Ioana Maria Sisea sono una satira della contemporaneità

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Giorgia Massari
ioana maria sisea

Le micro-narrazioni scultoree di Ioana Maria Sisea traggono ispirazione dalla storia della Romania comunista, interpretata dall’artista in chiave contemporanea come pretesto per parlare di un’umanità in balia della perdizione e del materialismo. Stiamo parlando delle sculture parte della serie Le avventure di Orso Lache e dei suoi amici, presentate da Sisea alla Galleria Rosenfeld di Londra lo scorso anno. Le piccole opere, realizzate in ceramica e smalto, raffigurano degli orsi interagire con delle donne seminude. Le interazioni sono sensuali, maliziose e ambigue. Il risvolto inquietante è ben evidente soprattutto nell’avidità con cui gli orsi guardano le donne. Tutto si consolida su Instagram, dove l’artista pubblica le sculture accompagnate da video e foto che fanno riferimento a fatti contemporanei, in particolare guardano alla società e alla politica rumena, suo paese d’origine. Così la satira e l’indignazione emergono senza troppe maschere, affermandosi come palese critica alla contemporaneità.

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La storia dell’orso Lache, dallo zoo alla politica

Ioana Maria Sisea si ispira alla storia dell’orso Lache, un orso addomesticato in uno zoo di Oradea, trasferito successivamente a Brasov con l’intenzione di essere cacciato dall’ex dittatore rumeno Ceausescu per sfidare il record di Tito. Tutto parte infatti da un’analisi dell’artista che stava facendo una ricerca sulle battute di caccia di Ceausescu. Le foto immortalavano una distesa di orsi morti, uno in particolare aveva una sigaretta in bocca. Da qui il parallelismo tra l’orso e l’uomo, che trova nella morte – in particolare nella disposizione dei cadaveri ammassati – una similitudine che riconduce alla brutalità dell’essere umano stesso. Nel racconto di Ioana, l’orso diventa un simbolo potente di diversi significati, tra cui il caos, la corruzione politica e l’abuso di potere. Ioana crea opere d’arte che mettono in luce questi temi, inclusi riferimenti a personaggi politici controversi della storia rumena. Il secondo step arriva poi con l’interazione degli orsi con il corpo femminile.

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L’emancipazione femminile deve ancora passare dall’uomo?

Ioana Maria Sisea riflette sullo sfruttamento del corpo femminile che avviene in Romania. «Per le donne, l’uso della propria sessualità per raggiungere l’emancipazione economica è una danza con il diavolo, ma molte ne approfittano perché le ricompense sarebbero altrimenti irraggiungibili», ha dichiarato l’artista a Contemporary Lynx, e continua: «Il lavoro sessuale è probabilmente uno dei pochi lavori in cui rimane ancora la promessa del capitalismo di ottenere uno stile di vita migliore di quello dei propri genitori». Da qui proviene l’interazione tra orso e donna che Sisea attua nelle sue sculture, mettendo in risalto come l’emancipazione femminile deve ancora necessariamente e tristemente passare dall’uomo. La sua intenzione è quella di celebrare queste donne, affidando alla figura dell’orso – che qui incarna il patriarcato – una matrice del tutto negativa.

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Courtesy Ioana Maria Sisea

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Scritto da Giorgia Massari
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