Photography In ufficio con Isabelle Wenzel
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In ufficio con Isabelle Wenzel

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Giorgia Massari
Isabelle Wenzel | Collater.al

In soli dieci secondi, la fotografa tedesca Isabelle Wenzel assume una posa premeditata e contorta, e aspetta che la macchina fotografica scatti. La produzione della Wenzel si compone interamente di autoscatti, nei quali l’artista utilizza il suo stesso corpo come strumento di ricerca. La figura umana perde qui la sua matericità in quanto organismo vivente e diventa piuttosto una forma inanimata, ponendo l’attenzione sull’aspetto statuario. In particolare, Isabelle Wenzel indaga la dimensione corporea nell’ambiente lavorativo, ribaltando la realtà. Tutto è posto sottosopra. Le posizioni sono totalmente surreali e insolite. Anche gli elementi – come documenti cartacei, faldoni e telefoni con filo – sono inseriti in modo caotico nello spazio, evocando un senso di scomodità che, per certi versi, manifesta un disagio psicologico di fondo. Spesso questi elementi sono posti in relazione al corpo, pesando su di esso o diventando un ostacolo. In questo modo è evidente la superiorità dell’oggetto, che comanda l’andatura del corpo. I suoi lavori invitano lo spettatore a riflettere sul modo innaturale e forzato con cui il corpo abita lo spazio in ufficio, non solo attraverso le fotografia ma anche con il supporto dell’allestimento che la Wenzel progetta per ogni mostra.

Le fotografie e le acrobazie di Isabelle Wenzel si traducono spesso in performance, che mette in scena durante le opening delle sue mostre, come quella di qualche settimana fa durante l’apertura della mostra Best, Isabelle (aperta fino al 15 settembre) nei nuovi spazi di C41 Gallery di Milano. Qui l’artista, con uno spara foglie in mano, si chiude all’interno di una stanza vetrata e piena di documenti, per poi azionare il macchinario e generando un caos indotto.
La mostra milanese è parte del programma BiM (Bicocca incontra Milano), che verte a una riqualifica del quartiere in un’ottica culturale. Qui l’artista pone l’attenzione su un elemento in particolare, la sedia ergonomica, chiedendosi “Cosa ci dice una sedia ergonomica sui nostri corpi e sul tempo che abitano?”. 

Isabelle Wenzel | Collater.al

Ph Credits set-up Marcello Maranzan

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Scritto da Giorgia Massari
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