Lo scorso 24 aprile il couturier francese Jean-Paul Gaultier ha compiuto 69 anni.
Per omaggiarlo abbiamo deciso di tornare indietro nel tempo e di riscoprire una delle collezioni e degli show più incredibili della storia della moda, quello dedicato alla “Cyber” collection della Fall/Winter 1995.

Gaultier fu uno dei primi stilisti che coniugò in modo importante la tecnologia e la moda, percependo l’importanza di questo connubio per lo sviluppo stesso del mondo del fashion.
Tutto questo molto prima che il fanatismo legato proprio alla tecnologia per l’arrivo del nuovo millennio deflagrasse definitivamente.
Quella collezione rappresentava una sorta di visione apocalittica del futuro miscelata perfettamente all’approccio del tutto personale che Gaultier metteva in tutto ciò che realizzava.
I look più rappresentativi erano dei body stampati a punti e disegnati al computer, le cui sfumature di colore vennero utilizzate per delineare la silhouette di una donna grazie a un perfetto effetto ottico. Gaultier si ispirò al lavoro di Victor Vasarely, “il padrino francese della Op Art”.
Per realizzare questa collezione il couturier francese ha fatto riferimento molto al mondo del cinema, infatti la sfilata del 1995 venne chiamata da alcuni addetti ai lavori “Mad Max” – anche se Gaultier in persona ha dichiarato che sarebbe stato più accurato dire “Mad Maxette” – come la tetralogia distopica, apocalittica e post apocalittica di George Miller iniziata nel 1979 e conclusasi con “Mad Max: Fury Road” nel 2015.
L’intera collezione era destinata ad una donna definita amazzone, “coraggiosa, sicura di sé e molto in controllo della sua vita”, come dichiarò lo stesso stilista francese e con una femminilità spiccata, enfatizzata da due modelle incinta che sfilarono in passerella, Claudia Huidobro e Estelle Lefébure.
Lo show si tenne in uno spazio industriale buio e scarno, pieno di gente, e iniziò con con una nuvola di fumo che avvolgeva l’ingresso della passerella attraverso il quale spuntò all’improvviso una moto. Il passeggero/modello della moto in questione scese e si arrampicò sulle impalcature che formavano il set della sfilata, e questo fu soltanto l’inizio: la modella Carmen Dell’Orefice sfilò con un falco legato al polso mentre alla fine le modelle sfilarono in abiti di nylon imbottiti con degli asciugacapelli che gonfiavano i copricapi abbinati.
Il “maestro del caos”, come lo definì Vogue, realizzò uno show che collegava passato, presente e futuro in un contesto storico e culturale in cui la spasmodica “attesa” di un futuro avveniristico lasciava “indietro” il passato quasi dimenticandosene. Gaultier invece include, in quella che è una rappresentazione di ciò che sarà, tanti elementi del passato proprio per non perdere il legame con ciò che eravamo.
L’incredibile genio dell’enfant terrible della moda francese diede sfogo a tutto il suo estro in quello show per la Fall/Winter del 1995 per presentare la collezione “Cyber”, regalandoci uno dei momenti più memorabili della storia della moda di tutti i tempi.








