Art Jessi Reaves mette ancora in discussione il confine tra arte e design
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Jessi Reaves mette ancora in discussione il confine tra arte e design

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Anna Frattini

Siamo a Cremona, precisamente nello spazio San Carlo, una chiesa sconsacrata che da qualche anno ospita mostre di alto profilo e che da qualche settimana ha inaugurato Above the Cold, una personale di Jessi Reaves. Il percorso espositivo si dipana intorno a una grande struttura impalcata, un fac-simile grezzo di una casa moderna. Incuriositi, siamo andati a vedere di cosa si tratta. La mostra raccoglie sculture e video, in parte inaccessibili al pubblico. Nel caso della componente scultorea vi sono miglioramenti formali a oggetti familiari, dove ci si può specchiare o sedere.

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Due monitor personalizzati mostrano il secondo lavoro video firmato dall’artista, Jessi Reaves, Reflects as one. Si tratta della commistione di un collage audio e di una rievocazione drammatica, il tutto doppiato dalle voci del film americano The Women (2008), un film imperdibile. La pellicola in questione è una ricostruzione melodrammatica dell’omonimo film del 1939 diretto da Georg Cukor. Le voci delle attrici, tagliate e ricomposte sulla traccia del video montato da Reaves danno l’idea di un film che ci accompagna nel sottofondo, da guardare passivamente.

Jessi Reaves mette da parte la distinzione tra arte e design grazie alla sua pratica scultorea poliedrica e trattando gli oggetti d’arredo sia come materiali che come oggetti cancellando anche il legame tra funzionale ed estetico. La sua non è altro un’azione che rende il materiale accessibile ed efficiente, grezzo ma intenzionale, in grado di ricontestualizzare superfici meno raffinate. In questo percorso espositivo ci si trova a veder stravolta la nostra percezione della storia degli oggetti distorcendo anche le associazioni apparentemente infinite che questo crea sullo spettatore.

Ma chi è Jessi Reaves? E cosa ci fa una sua personale a Cremona? Partiamo dall’inizio. Classe ’86, l’artista newyorkese ha già lavorato con istituzioni del calibro dell’Arts Club di Chicago, il Contemporary Arts Museum di Houston e molte altre. I suoi lavori sono parte di collezioni pubbliche come il Whitney Museum of American Art e l’Hammer Museum di Los Angeles. A Cremona è arrivata grazie all’artista Servane Mary, anche lei newyorkese, che ha invitato gli artisti a portare i loro lavori site-specific presso lo spazio San Carlo.

La particolarità di Jessi Reaves sta proprio nell’occuparsi di un’area grigia specifica, quella che divide il design e l’arte. L’artista ha collaborato anche con Acne Studios per una limited edition capsule collection di gioielli e oggetti riciclati per la Fall/Winter 2022. Ma non solo, anche John Galliano l’ha coinvolta per la realizzazione di un’opera site-specific che ha fatto da sfondo alla collezione couture Spring/Summer 2018 di Maison Margiela. Era la prima volta che Galliano ha chiesto a un’artista di realizzare qualcosa da affiancare alle collezioni di Margiela.

Courtesy the artist, Bridget Donahue NY. Photo credit: Form Group.

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Scritto da Anna Frattini

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