JR entra in una prigione e la trasforma in opera d’arte

JR entra in una prigione e la trasforma in opera d’arte

Giulia Guido · 2 settimane fa · Art

Tutto è iniziato qualche tempo fa, quando JR ha ricevuto la chiamata di un amico che gli proponeva di realizzare un’opera all’interno di un carcere. L’artista, da sempre affascinato da questi luoghi, ha iniziato ad analizzare le piante e le forme dei cortili di diverse prigioni californiane, scegliendo alla fine il carcere di massima sicurezza di Tehachapi

A questo punto i protagonisti dell’opera non potevano che essere gli stessi detenuti, i loro familiari e i membri del personale della prigione che, oltre ad essersi fatti fotografare da JR e averlo aiutato nella fase di allestimento dell’opera, si sono aperti con l’artista raccontando le loro storie, i loro percorsi di redenzione. 

Così, la realizzazione di un’opera d’arte si è trasformata in qualcosa di più profondo, di più importante: è diventata il pretesto sia per analizzare la condizione di questi uomini molti dei quali sono stati incarcerati in età adolescenziale, sia per mostrare come la visita di un artista all’interno di una prigione si trasformi in un evento eccezionale che ha la forza di cambiare tutti.  

Sul suo profilo Instagram JR racconta: 

Mi è stato chiesto di non avvicinare troppo i ragazzi perché non sono a loro agio con le interazioni, ma quando sono entrato, non ho potuto evitare di guardarli negli occhi, di stringergli la mano, di presentarmi e chiedere i loro nomi. Solo perché è quello che fanno gli umani. Sono stati incredibilmente grati per questo.”

Durante la realizzazione del pezzo, lo stesso artista si è accorto che stava prendendo forma qualcosa di più grande, per questo motivo prima di svelare l’opera ultimata è stata creata l’app JR:murals – scaricabile per iOs e Android – dove è stato possibile dare il giusto spazio alle storie dei detenuti. 

Con quest’opera JR ci pone un quesito: “Può un uomo cambiare?”, e ci invita a riflettere bene prima di rispondere, pensando “Io sono cambiato? Ho commesso errori, mi sono scusato e ho fatto ammenda? Se l’ho fatto, perché loro non dovrebbero riuscirci?

JR | Collater.al
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Right Runner, un gioco sui diritti dei bambini

Right Runner, un gioco sui diritti dei bambini

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

Oggi, 20 novembre, è la Giornata Internazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza e molte associazioni e brand si sono attivati per sensibilizzare le persone rispetto a questo argomento tramite campagne pubblicitarie, donazioni, giochi e molto altro.

A distanza di 30 anni da quando le Nazioni Unite hanno approvato e riconosciuto ai bambini i diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, l’Unicef ha deciso di contribuire creando Right Runner. Si tratta di un gioco realizzato in collaborazione con Nexus – uno studio di animazione e produzione con sede a Londra e a Los Angeles – ed è stato ideato per ispirare, informare e responsabilizzare i bambini riguardo i loro diritti.

Il mondo animato all’interno del gioco e i suoi personaggi sono stati creati in particolare dai registi Nexus Jack Cunningham e Felix Massie.
Right Runner è composto da cinque livelli da superare che equivalgono ai cinque diritti fondamentali che ogni bambino possiede fin dalla nascita ovvero il diritto di giocare, imparare, vivere in un ambiente pulito e sicuro, liberi dalla violenza e di essere ascoltati.

Nexus e Unicef hanno lavorato con un gruppo di giovani illustratori per disegnare i dettagli del gioco, che traggono ispirazione da diverse parti del mondo come l’America Latina e i Caraibi e dalle loro situazioni sociali.
Grazie a una grafica mozzafiato e un gameplay intuitivo vengono rappresentati centri storici, città buie, comunità isolane che permettono di esplorare un paesaggio ricco e vario.
Il gioco in stile Temple Run invita gli utenti a rivendicare e difendere i propri diritti superando delle barriere. Queste sono basate su minacce reali che i bambini meno fortunati affrontano quotidianamente in Sud America. L’obiettivo è raccogliere i megafoni per diffondere la parola e superare il livello e, dopo averli superati tutti, si arriva all’ultimo in cui i personaggi salgono su una montagna, un po’ simbolo della faticosa lotta per i diritti, dove questi devono sfruttare la propria voce per farsi sentire.

Right Runner si può scaricare gratuitamente su Google Play e su Apple Store.

Right Runner | Collater.al 2
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Testo di Anna Cardaci

Right Runner, un gioco sui diritti dei bambini
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Estonia, i megafoni di legno amplificano la natura

Estonia, i megafoni di legno amplificano la natura

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

In Estonia, i boschi e le foreste sono considerati un patrimonio inestimabile in quanto coprono circa il 45% del territorio e ne costituiscono la risorsa naturale principale. Per questo motivo, un paio di anni fa, degli studenti di architettura dell’Accademia di Belle Arti hanno progettato e costruito tre megafoni dalle forme essenziali e coniche dal diametro di circa tre metri. Questi sono stati posizionati nel Pähni Nature Centre, un bosco situato sul confine con la Lituania. I megafoni sono interamente realizzati in legno e sono stati costruiti per amplificare i suoni della natura e anche per essere usati come spazi ricreativi. La foresta è stata quindi trasformata in un luogo di meditazione, ascolto, e rilassamento.

Queste tre strutture, chiamate in lingua madre “ruup”, offrono un luogo per la lettura e il riposo e possono essere utilizzate come un potenziale rifugio per i visitatori ed escursionisti di passaggio, ma anche come luogo dove poter fare lezione all’aperto, realizzare piccoli eventi e concerti.
È proprio questa forma ad assecondare la diffusione dei suoni: infatti le tre strutture, sono integrate perfettamente tra gli alberi e sono state create per fare da cassa di risonanza al fruscio delle foglie, al cinguettio degli uccelli, ai suoni naturali. È un luogo per scoprire la natura e viverla al meglio grazie all’ascolto e alla lettura della foresta attraverso il suono. 
Il silenzio che circonda i coni porta chi si sofferma lì ad ascoltare anche i propri pensieri. Un’esperienza unica, un mezzo per entrare in sintonia con il paesaggio e con la sua identità “acustica”, a noi quasi del tutto sconosciuta. L’inquinamento creato dal rumore incombente e sovrastante delle nostre città ci impedisce di recepire fino in fondo il suono naturale della Terra. In questo posto magico è possibile ricongiungersi con quella musica.

Megafoni di legno | Collater.al 2
Megafoni di legno | Collater.al 2
Megafoni di legno | Collater.al 2
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Testo di Anna Cardaci

Estonia, i megafoni di legno amplificano la natura
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Estonia, i megafoni di legno amplificano la natura
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Jiaqi Wang illustra la vita quotidiana

Jiaqi Wang illustra la vita quotidiana

Giulia Guido · 2 settimane fa · Art

Jiaqi Wang è nata in Cina e la sua sfrenata passione per l’illustrazione l’ha portata a viaggiare in lungo e in largo, dall’Italia dove ha fatto il suo primo stage, fino a Los Angeles dove oggi vive e lavora. All’interno del vasto mondo del disegno, l’artista cinese riesce a spaziare dall’illustrazione in 2D a quella in movimento, arrivando fino alla motion graphic. 

Tutti i suoi lavori, sia per clienti come Starbucks, Targets o Muji, sia personali si caratterizzano per la capacità di catturare il quotidiano, tutti quei momenti che spesso viviamo sovrapposero, senza darci troppa importanza. 

I disegni di Jiaqi Wang hanno la forze di mostrare allo spettatore quanta bellezza racchiudono i momenti ordinari come fare una fila, prendere un caffè o ascoltare della musica. 

Se la vita di tutti i giorni ispira i suoi soggetti, i luoghi in cui ha vissuto influiscono sulla scelta dei colori che utilizza, per esempio quando Jiaqi Wang stava in Italia le sue illustrazioni erano caratterizzate da colori brillanti e chiari, mentre una volta arrivata a Los Angeles hanno iniziato a essere molto più simili a quelli reali. 

Scopri una selezione delle sue illustrazioni nella nostra gallery!  

Jiaqi Wang | Collater.al
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Jiaqi Wang illustra la vita quotidiana
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Jiaqi Wang illustra la vita quotidiana
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Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht

Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

L’artista newyorkese Scott Albrecht ha creato un mega dipinto sulla parete di un palazzo a Brooklyn: Holding Onto What Will.
Scott è noto nel campo per questo genere di murales che ha proposto in diverse città americane tra cui Los Angeles e Philadelphia.
I suoi lavori trovano ispirazione dall’osservazione continua di ciò che lo circonda e da ogni cosa che lo possa colpire. Utilizza il suo lavoro come un’opportunità per riflettere e preservare questo genere di arte. Gran parte del suo approccio è legato alla tipografia in quanto l’artista tende a cercare modi di decostruire le forme delle lettere per esplorare un messaggio attraverso un linguaggio più visivo e concreto. Le sagome e le relazioni all’interno di ogni opera sono create secondo dei messaggi e caratteri sottostanti. Scott, tramite le sue opere, vuole spostare lo spettatore dalla semplice lettura e interpretazione delle parole a un’esperienza più complessa. Questa deve creare una profonda connessione all’idea che sta alla base attraverso un linguaggio più tangibile sia in forma che in colore.

Tramite il suo ultimo lavoro chiamato Holding Onto What Will, l’artista ha cercato di offrire a chi ne usufruisce un senso di sentimento positivo e un promemoria di ottimismo nei momenti più difficili. Se l’opera viene guardata abbastanza da vicino è possibile decifrate sia le lettere del titolo che Scott ha astratto e disposto in una griglia sfalsata sia il suo stile di firma. Il murales creato a Brooklyn è lungo quasi un quarto di isolato ed è il primo progetto permanente di Albrecht a New York. Ciò è molto importante per lui perché è un lavoro molto complesso realizzato nella sua città natale.

Per chi non riuscisse a passare a vedere l’opera dal vivo, l’artista sta preparando dei lavori realizzati sul legno e sulla carta che esporrà per la sua mostra personale il prossimo luglio all’Hashimoto Contemporary nel Lower East Side.

Scott Albrecht | Collateral1
Scott Albrecht | Collateral1
Scott Albrecht | Collateral4
Scott Albrecht | Collateral1

Testo di Anna Cardaci

Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht
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Holding Onto What Will, l’utimo murales di Scott Albrecht
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