Photography Juergen Teller non ha segreti
Photographyexhibition

Juergen Teller non ha segreti

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Anna Frattini

I ritratti di Juergen Teller sanno essere crudi, schietti e in i need to live, la più grande retrospettiva del fotografo tedesco, torna tutto. La moda, l’autoironia e anche la sua infanzia, ma non solo. Curata da Thomas Weski in collaborazione con Dovile Drizyte, questa personale ha un sapore genuino che rispecchia molto bene il carattere di Teller; unico nel suo genere e in grado di mostrare modelle e celebrities esattamente per quello che sono. La sua è un’estetica estremamente realista strizza l’occhio al mondo della moda grazie a collaborazioni come quelle con Dazed & Confused, The Face o i-D che nel corso degli anni hanno coltivato un rapporto speciale con Juergen Teller portandolo a collaborare anche con grandi maison come Saint Laurent, main partner della mostra.

juergen teller
Scattata durante uno shooting di Isabel Marant (SS18), Paris

La schiettezza di Juergen Teller

Teller è in grado di fare qualcosa che in pochi fanno: mettere tutti sullo stesso piano davanti alla sua fotografia. Iconico il nudo di Vivenne Westwood che risulta così menefreghista attraverso lo sguardo di Teller da ricordarci la sua personalità punk ed esplosiva anche senza nulla addosso. Nelle oltre 1000 fotografie esposte c’è tutto: da lavori realizzati su commissione a progetti più intimi e personali. Leggermente diverso da quanto visto al Grand Palais Ephémere di Parigi, questa mostra è pensata apposta per gli spazi della Triennale.

Insomma, i need to live non racconta solo celebrities ma anche altri capitoli della vita di Teller, come quello della paternità. Insieme al suicidio del padre, forse il capitolo più intimo. Gli scatti della figlia talvolta ripercorrono i momenti più importanti della sua carriera, talvolta si rifanno alla sfera più tenera e privata del fotografo. L’occasione di mettersi a nudo – anche letteralmente – è al centro di questa mostra che ci apre le porte della vita di Teller che nel corso degli anni ha scattato moltissimi dei personaggi chiave della pop culture degli ultimi trent’anni. Ma non solo, c’è anche tantissima autoironia. La parete più esilarante e – a nostro parere – una delle più coinvolgenti è sicuramente quella dedicata ai meme raccolti nel corso degli anni. Da Twitter fino a pagine di articoli dove Teller viene scherzosamente preso in giro, il fotografo dimostra ancora una volta di non aver paura di mostrarsi anche attraverso le parole (e il punto di vista) di chi non capisce la sua fotografia.

juergen teller
Bjork, No.62, November 1993 / Taschen book / ‘Juergen Teller Portrait‘ supplement, November/December 2000

i need to live durerà fino al 1 aprile negli spazi della Triennale di Milano.

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Scritto da Anna Frattini
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