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Jules Renault celebra il Durag

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Giorgia Massari
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La storia del Durag l’abbiamo già raccontata qui, ma oggi ci torniamo con Wave Check, la serie fotografica analogica di Jules Renault con protagonista il modello Annael. L’omaggio al durag è chiarissimo. Non solo per la sua estetica, ma soprattutto per la sua storia. Spopolato a livello globale negli anni Settanta, il durag nasce durante l’epoca della schiavitù, quando veniva utilizzato dagli schiavi africani per proteggere i capelli dalle condizioni ambientali avverse. Insomma, da simbolo di oppressione e di discriminazione razziale ad accessorio popolarissimo nella comunità afroamericana e non solo. Oggi infatti il durag è un trend ch anche se si appropria di una cultura e di una storia durissima, diventa allo stesso tempo simbolo di orgoglio culturale e di appartenza. Scopriamo meglio la sua storia insieme a Jules Renault e ai suoi scatti.

Se «oggi il durag si è preso il proprio posto nella cultura americana, diventando un must have della moda contemporanea» lo si deve ad «artisti del calibro di ASAP RockyJay-Z, Tyler the Creator e tantissimi altri, che lo hanno indossato spesso o che lo indossano costantemente», spiegavamo nell’articolo Breve storia del durag. Ma come ci siamo arrivati?

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La percezione del durag iniziò a cambiare durante quello che viene chiamato il Rinascimento di Harlem negli anni Venti. Artisti e intellettuali neri riscattarono l’immagine di questo accessorio fino a che negli anni Novanta il durag guadagnò una notevole popolarità, diventando un elemento chiave della cultura hip-hop americana. Nonostante la sua popolarità, il durag fu oggetto di controversie per la sua associazione alla figura del gangsta e percepito così negativamente in molte istituzioni – tra cui le scuole che vietarono di indossare il durag, temendo che indicasse affiliazione a bande. Anche la NFL proibì ai giocatori di indossarlo, seguita dalla NBA preoccupata per la sicurezza. Queste azioni furono viste come un attacco ai giocatori neri e ai loro simboli culturali, tentando di ridurre l’influenza della cultura nera nelle grandi leghe sportive.

La serie di Jules Renault parte dal modo di dire wave check, un termine radicato nella cultura hip-hop che si riferisce al momento in cui qualcuno rimuove il durag per rivelare la propria acconciatura. Il fotografo fa poi creare tre durag su misura con lunghissime “code” che nei suoi scatti svolazzano nell’aria, acquisendo una nota di eleganza e delicatezza che entra in netto contrasto con quella che è la sua comune percezione. La scelta di dedicare una serie al durag viene senza dubbio dalle sue influenze, fortemente radicate nella cultura hip-hop degli anni Novanta e da icone come il regista Hype Williams e i fotografi Chi Modu e Jonathan Mannion, che inserivano spesso il durag nei loro scenari. In Jules Renault il modello Annael è vestito dalla stylist Mathilde Fouquet che abbina al durag gioielli vintage di Chanel e pantaloni Courrèges e Lanvin degli anni Settanta, enfatizzando l’eleganza e l’eternità del durag.

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Courtesy Jules Renault

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Scritto da Giorgia Massari
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