Light Tellers – L’intervista di What Italy Is a Simone Enei

Simone Enei è il protagonista della terza intervista di What Italy Is per la nuova rubrica di Collater.al dedicata agli instagramers italiani.

Amanti della natura e della montagna oggi ci rivolgiamo (soprattutto) a voi. Questo mese What Italy Is intervista Simone Enei, che si definisce fotografo ed esploratore dell’ambiente naturale, a partire dai boschi di fondo valle fino ad arrivare ai ghiacciai e alle cime rocciose. Trattiene faticosamente il respiro dopo aver corso sulle creste per racchiudere le sue esperienze in uno scatto fotografico e a volte anche sotto forma di parole.

Simone vi consiglia di leggere la sua intervista ascoltando “A Mountain of Ice” di Helios.

Dal tuo profilo Instagram e dalla breve bio si capisce che ti piace stare in mezzo alla natura, in particolare in montagna. Com’è nata questa passione e quanto è importante per te il concetto di esplorazione?

La mia passione per la natura, e successivamente per la montagna, è nata negli anni dell’adolescenza quando insieme ad uno dei miei più cari amici eravamo soliti svegliarci prima dell’alba per raggiungere in bicicletta le colline dietro casa per poi ammirare caprioli ed altri animali brucare alle prime luci del sole. Con il passare del tempo i confini si sono allargati, ho iniziato a guardare sempre più in alto, da qui il passaggio all’escursionismo e poi all’alpinismo. L’esplorazione per me è un concetto fondamentale, non è soltanto un atto fisico, è crescita interiore.

Qual è il viaggio a cui sei più legato?

La vita stessa. Amo pensare che sia un lungo viaggio senza mete di partenza o di arrivo.

Come decidi la tua prossima meta/esplorazione e cosa porti con te?

Potrebbe sembrare banale, ma ciò che più influenza la decisione di una possibile meta è il meteo. L’alpinismo è strettamente legato alle condizioni del cielo, delle pareti, della neve e del ghiaccio, per cui spesso mi ritrovo a decidere la destinazione all’ultimo, in base alle previsioni. Nonostante questo a volte è proprio l’imprevisto o il non calcolato ad innescare le circostanze più interessanti, soprattutto a livello fotografico.

3 consigli su luoghi che hai visitato e che meritano una “scarpinata” di breve, media e lunga durata

Un bel luogo facilmente raggiungibile da chiunque con mezz’ora di cammino è il Lago d’Arpy, sopra al Colle San Carlo, nel territorio di Morgex, Valle D’Aosta. Nelle sue acque si rispecchia parte del meraviglioso gruppo montuoso del Monte Bianco, dal Dente del Gigante fino alle Grandes Jorasses.

Un’escursione di medio impegno e lunghezza (con qualche tratto un po’ esposto) è il bellissimo giro ad anello effettuabile su Monte Giovo, a cavallo tra Modenese e Lucchese partendo da Lago Baccio e arrivando a Lago Santo. La cresta che si percorre regala bellissimi scorci.

Una salita più impegnativa, che richiede nozioni tecniche di alpinismo nonché allenamento in salita e in alta quota, è Punta Gnifetti, cima di 4.554 mslm. posta tra Italia e Svizzera. Su questa cima sorge il rifugio più alto d’Europa, Capanna Margherita, e il colpo d’occhio sulla Cresta Signal verso il paese di Alagna è davvero mozzafiato. Da qui inoltre, la parete Est del Monte Rosa precipita verso l’abitato di Macugnaga formando l’unica parete di tipo Himalyano (è alta 2600 metri e larga 4 km) presente sulle Alpi.

Ti senti più fotografo o più esploratore?

Fin da bambino ero solito fotografare le mie esplorazioni e le mie scoperte con macchine fotografiche usa e getta. Paesaggi, tracce animali, piante e dettagli naturali erano i miei soggetti preferiti. Ad oggi la situazione non è cambiata, continuo a fotografare le mie esperienze e i luoghi in cui le vivo. Non riesco a scindere la fotografia dall’esplorazione, penso che siano state e continuino ad essere due cose strettamente correlate tra loro.

A chi ti ispiri, qual è il fotografo/artista che ammiri di più?

Tra gli artisti e i fotografi che più ispirano il mio lavoro e la mia poetica c’è sicuramente Hamish Fulton. Il suo fare arte unicamente attraverso l’esperienza del cammino è stata la base di partenza per la mia tesi di laurea intitolata “Tracce dell’errare”. Abbraccio totalmente la sua teoria riguardo l’arte: “Un oggetto non può competere con un’esperienza”.

Ad oggi, qual è la tua più grande soddisfazione?

La mia soddisfazione più grande è quella di aver rinunciato a raggiungere la vetta del Monte Bianco a pochi minuti dal suo raggiungimento a causa del malessere del mio amico e compagno di cordata. Trovo che l’etica sia molto importante in alpinismo e considero la cordata come un legame che va oltre al semplice concetto di minimizzazione dei rischi in montagna. È condivisione di gioia e successi così come di dolore e rinunce.

Che cosa sogni per te stesso?

Il mio sogno è quello di potermi svegliare, aprire la finestra e vedere come prima cosa boschi e montagne. Sarebbe una stupenda routine.

Instagram: come lo utilizzi, cosa ti piace di più e cosa di meno di questa piattaforma

Sono iscritto a Instagram dal 2011 e da sempre lo utilizzo per raccontare attraverso immagini le esperienze che vivo e i luoghi che visito. Questo tipo di condivisione con persone di tutto il mondo, ma anche con persone a noi vicine, è ciò che apprezzo di più. D’altro canto non mi piace la tendenza sempre più spiccata all’utilizzo della piattaforma per scopi promozionali, cosa che in certi casi trovo veramente triste.

Se ti chiedessi di consigliarci un luogo Italiano da fotografare, cosa risponderesti ?

Consiglierei di visitare attraverso un’escursione (ce ne sono di tutte le lunghezze e difficoltà) il gruppo montuoso del Lagorai. È una zona poco conosciuta, lontana dal turismo di massa e ancora selvaggia, che sa regalare scorci unici. Trovo che raggiunga l’apice della bellezza nel periodo autunnale, quando i colori accesi dei larici, dei prati e delle cime rocciose si rispecchiano nei tantissimi laghi presenti.

Potrebbe esserci una vita, per te, lontano dalle montagne? 

Per un periodo della mia vita ho vissuto e lavorato in Islanda e uno dei motivi principali per cui sono tornato in Italia è proprio la forte mancanza che provavo nei confronti delle montagne. Con le loro creste, i loro silenzi, i loro colori, e i loro abitanti, le Alpi e gli Appennini sono i miei luoghi dell’anima e non posso farne a meno. 

Cos’è per te l’Italia, fuori dai luoghi comuni 

Il paese più bello e vario del mondo, per paesaggio e per cultura.

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Intervista a cura di Giulia Dini
Tutte le immagini © Simone Enei

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