7 domande a Louis De Belle

7 domande a Louis De Belle

Collater.al Contributors · 2 anni fa · Photography

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Louis De Belle, fotografo ed editore di Milano, checi ha parlato del suo lavoro e del suo recente progetto Disappearing Objects. Scopri cosa ci ha detto qui sotto.

Louis De Belle | Collater.al

Louis, cosa significa per te disappearing?

Diciamo che se dovessi trovare una connessione tra i miei lavori, probabilmente prenderei in prestito la locuzione “estetica dell’invisibile”. In tre dei miei lavori tratto tre argomenti molto diversi tra loro – tassidermia in Failed Dioramas 2015, religione in Besides Faith 2017 e illusionismo in Disappearing Objects 2018 – ma condividono una terreno comune, fatto di ciò che ci è permesso vedere o meno. C’è infatti un limite morale che collega questi argomenti, ma ce n’è anche uno fisico.

Spiegaci meglio quest’ultimo concetto.

La collezione di tassidermia di Failed Dioramas è inaccessibile, così come la più grande fiera di paramenti liturgici e abbigliamento ecclesiastico documentata in Besides Faith. Con Disappearing Objects, invece, questo doppio limite si manifesta ancora di più: l’invisibile morale è dettato dalla prima legge dell’illusionismo (i trucchi non vanno svelati) ma è anche fisico, poiché gli oggetti ritratti sono progettati per non essere visti durante le performances.

Louis De Belle Besides Faith book | Collater.al

Ci racconti come è stato lavorare a Disappearing Objects?

Il processo dietro a ogni lavoro fotografico prevede una fase iniziale di studio e ricerca. Una volta scelto l’argomento e il modo in cui approcciarlo, la fase di fotografia tout court è molto breve, specialmente rispetto al tempo che intercorre tra lo scatto e la resa finale del progetto come libro o mostra. Per Disappearing Objects, nonostante si tratti di una tassonomia scattata in studio, ci sono voluti quasi due anni.

Come mai c’è voluto tutto questo tempo?

Reperire gli oggetti è stato laborioso ma ancora più tempo lo ha richiesto la produzione del libro edito da Bruno (Venezia). Quello che inizialmente doveva essere un piccolo libro fotografico è diventato un oggetto più articolato e complesso. In questo senso è stato prolifico l’incontro con i grafici Giacomo Covacich e Andrea Codolo, nonché la collaborazione con lo scrittore americano Jordan Hruska. Tutti hanno accettato di lavorare a un progetto il cui esito era incerto fino alle ultime prove di stampa alle Grafiche Veneziane, ma che alla fine è stato molto apprezzato in contesti importanti come Paris Photo o i D&AD Awards di Londra. 

Hai studiato e vissuto in Germania, poi sei tornato a Milano, la tua città. Come hanno influito sulla formazione?

Nella mia formazione, avvenuta principalmente all’Università Bauhaus di Weimar e negli anni successivi a Berlino, è stato molto utile conoscere persone e realtà diverse dalla mia città di origine (Milano). Sono riuscito a partecipare a importanti mostre, come una recente collettiva al KINDL Centre for Contemporary Art o la mia prima personale al museo di anatomia animale della Humboldt Universität di Berlino. Tuttavia sono tornato volentieri a Milano, dove c’è molto fervore nonostante mi sembri più complicato accedere a simili circuiti. Per questo motivo rimango molto attento a quello che succede fuori – come probabilmente gran parte della mia generazione.

Altri progetti recenti?

Da poco abbiamo invece celebrato una collaborazione con l’etichetta di musica elettronica AWRY, che mi coinvolge assieme a fotografi e artisti che stimo come Leonardo Scotti, Ronni Campana e Domenico Romeo. Allo stesso tempo affianco ai progetti personali lavori su commissione con studi di grafica (come TOMO TOMO o Matteo Gualandris di Mousse) e architettura (come Salottobuono, Ganko, Casatibuonsante o Raumplan), con i quali si instaurano rapporti di amicizia che generano a loro volta nuove iniziative – alcune delle quali vedranno luce a breve…

Allora aspettiamo novità. E progetti futuri che puoi anticipare?

Al momento sto lavorando con Claire Huss, designer di Parigi, a una pubblicazione di Cartographies, una serie di fotografie ravvicinate scattate a New York durante una residenza d’artista. È un lavoro che ritrae dettagli di corpi dei passanti, resi come grandi campi monocromatici in cui le uniche informazioni disponibili sono pieghe, sudore e drappeggi.

Louis De Belle Cartographies | Collater.al 1
Louis De Belle Cartographies | Collater.al 1

Articolo di Bianca Felicori.

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Nicolas Miller, un fotografo cinematografico neo-noir

Nicolas Miller, un fotografo cinematografico neo-noir

Collater.al Contributors · 13 ore fa · Photography

Provate a immaginare New York in una notte d’inverno: nebbia fitta, pioggia intensa, i riflessi delle luci al neon si riflettono sull’asfalto bagnato, fa freddo, in giro non c’è quasi nessuno e sembra di vivere dentro a un film. È spettacolare, ma non è solo cinema.
Nicolas Miller, fotografo francese oggi residente a New York, vive la città di notte e trasporta tutti nelle atmosfere sognanti e minacciose di una delle metropoli più suggestive del mondo.

Gli ingredienti delle sue fotografie sono pochi, ma essenziali: un paesaggio urbano, il buio, il meteo minaccioso e le strade semi deserte. Non serve altro per raccontare la vita tenebrosa della città.

Con le sue fotografie Nicolas Miller riesce a raccontare le diverse dimensioni di New York, analizza i suoi spazi, guarda tra gli scorci illuminati dei grattacieli e riporta le storie misteriose di chi, come lui, cammina a tarda sera in solitudine. 

I suoi scatti rispettano un racconto visivo uniforme e coerente, sono immagini drammatiche con pochi colori accesi, molti contrasti e luci tenui. Gli ambienti dark che immortala sembrano ispirarsi ai grandi classici neo-noir del cinema, ogni scatto sembra essere catturato da una scena di un film.

– Leggi anche: Le fotografie notturne di Michael McCluskey

Nicolas Miller lavora tra la foschia, racconta il lato oscuro di New York e allestisce storie misteriose ed enigmatiche.
Guarda qui una selezione dei suoi scatti e seguilo su Instagram.

Articolo di Federica Cimorelli

Nicolas Miller, un fotografo cinematografico neo-noir
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Gli stravaganti ritratti di Alexandra Savina

Gli stravaganti ritratti di Alexandra Savina

Giulia Guido · 7 ore fa · Photography

A soli 22 anni Alexandra Savina ha già messo a punto uno stile unico e personale. La giovane fotografa e creativa di Mosca, infatti, è riuscita a rappresentare con le immagini la sua forte passione per le persone. 

Attraverso i suoi scatti, molto spesso ritratti, Alexandra Savina racconta ciò che si nasconde dietro i volti, ovvero le emozioni, le differenti personalità, abbattendo preconcetti ed apparenze. 

Ma come riesce a farlo? Con l’utilizzo del colore, sempre pieno e intenso, attraverso pose inusuali e poco convenzionali e, ultimo ma non per importanza, un pizzico di stravaganza che oltre a non mancare mai è proprio quel qualcosa in più che vi farà venire voglia di continuare a sfogliare i suoi scatti. 

“La fotografia è la mia voce, il mio linguaggio, il mio modo di dire: il mondo è bello, le persone sono belle, la creatività sorge dentro di noi ed è essenziale”. 

Questo suo approccio alla figura umana e alla sua essenza l’hanno portata a collaborare con diverse aziende tra cui Nike, adidas e StreetBeat, ma anche a scattare personaggi pubblici, giocando con loro e con la macchina fotografica. 

– Leggi anche: I ritratti intensi del fotografo David Van Dartel

Qui sotto potete trovare una selezione dei suoi scatti, ma per scoprire di più seguite Alexandra Savina su Instagram

Gli stravaganti ritratti di Alexandra Savina
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 3 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @palacheva_photo, @nuovi_obiettivi_, @mariyaleksa_ph, @bengal_light, @_eleonoram_, @elaverre, @stefaniaaugus80, @palindroma_, @missgherard, @noveprimavere__.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
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Aritz Dimas Aizpiolea e i suoi scatti intimi ed emozionanti

Aritz Dimas Aizpiolea e i suoi scatti intimi ed emozionanti

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Quanto sarebbe bello entrare di soppiatto nelle vite degli altri? Seguirli nella loro intimità, sicuri di non essere visti? È esattamente quello che ci permette di fare Aritz Dimas Aizpiolea

Aritz Dimas Aizpiolea, su Instagram come @greyheavens, nasce in Ucraina e all’età di tre anni viene adottato da una famiglia basca. La sua adolescenza l’ha passata in diverse città spagnole come Irun, Valladolid e Madrid, finché pochi anni fa non ha deciso di trasferirsi a Londra, dove ancora oggi vive e lavora. 
L’arte in tutte le sue forme, dalla danza alla musica, ha sempre fatto parte della vita di Aritz, ma alla fine la fotografia ha vinto du tutte. 

“C’è stato un momento in cui ho capito che non potevo fare ogni tipo di arte, ho scelto di seguire la fotografia perché mi dava la libertà di parlare della vita in un modo con cui gli altri potessero interagire.”

Noi non appena li abbiamo visto i suoi scatti ce ne siamo innamorati.

Si tratta di fotografie intime, in cui vediamo ragazzi, ragazze, giovani coppie catturate nella loro quotidianità, nei loro momenti privati, in cui ogni maschera cade e rimangono i sentimenti più veri. 

“Definirei la mia fotografia come intima, vulnerabile e persino psicologica, ma soprattutto umana.”

Attraverso i lavori di Aritz Dimas Aizpiolea ci intrufoliamo nelle vite degli altri, ne diventiamo spettatori invisibili, nascosti dietro a porte e finestre. Ci perdiamo nei volti malinconici e sentiamo tutta la pesantezza del corpo e delle emozioni lasciarsi andare. 

Qui sotto trovate una selezione di suoi scatti, ma per scoprirne di più seguitelo su Instagram

Aritz Dimas Aizpiolea e i suoi scatti intimi ed emozionanti
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