La FW21 di Louis Vuitton critica la società e i suoi archetipi

La FW21 di Louis Vuitton critica la società e i suoi archetipi

Andrea Tuzio · 1 mese fa · Style

In occasione della Paris Fashion Week Mens, Louis Vuitton ha presentato la collezione uomo Fall/Winter 2021-2022 intitolata “Ebonics / Snake Oil / The Black Box / Mirror, Mirror” la sesta collezione disegnata da Virgil Abloh, con un fashion film di 13 minuti.

Una critica alla società nella quale viviamo che giudica ogni individuo con una superficialità aberrante secondo quelle che sono le norme arcaiche che la stessa società ha costituito. Il più delle volte il giudizio arriva osservando come una persona è vestita declinando opinioni sul background culturale, sull’identità di genere o sulla sessualità. 

La collezione FW21 di Vuitton si pone l’obiettivo di svuotare i pregiudizi che costruiamo attorno a ogni singolo individuo modificando i valori che solitamente associamo ai codici d’abbigliamento legati a determinati archetipi. 

Lo show comincia con un paesaggio innevato – una collina in Svizzera –  e la narrazione da parte del rapper, poeta e scrittore americano Saul Williams che indossa un completo con uno dei pezzi più importanti della collezione, un bauletto con un monogramma cromato. Partendo da un bosco in lontananza vediamo quella che sembra una piccola città e immediatamente dopo ci ritroviamo dentro a un edificio dove le stanze sono sostituite da grandi spazi ricoperti da marmi colorati e inondati di luce, siamo all’interno Tennis Club de Paris dove è stata costruita la scenografia.

Il riferimento è al saggio “Stranger in the Village” del 1953 dello scrittore James Baldwin nel quale racconta il tempo trascorso in un villaggio in Svizzera e la sua vita negli Stati Uniti come afro-americano ma in realtà l’intero show si ispira al saggio di Baldwin e utilizza come punto di partenza proprio gli archetipi della nostra società, quelli che Virgil definisce personaggi “normali”: l’artista, il venditore, il vagabondo e l’architetto.

Sugli accessori e sui gioielli di questa nuova collezione troviamo messaggi come “YOU CAN TELL A BOOK BY ITS COVER”, “THE SAME PLACE AT THE SAME TIME”, “(SOMEWHERE SOMEHOW)”, realizzate da uno degli esponenti principali dell’arte concettuale Lawrence Weiner. Un altro claim che ritroviamo spesso nella collezione è “TOURIST VS. PURIST”, dove il turista è l’outsider che osserva e vorrebbe dominare tutto ciò che concerne l’arte, la moda, l’architettura e che si contrappone all’insider (il purista) che già domina a pieno questi aspetti.

Il messaggio di Virgil Abloh è chiaro: riflettere sulla società nella quale viviamo dove le disuguaglianze di genere, razza e sessualità stanno continuando a martoriare il mondo intero. 

C’è bisogno di creare una “nuova normalità” nella quale ci si liberi finalmente di ogni pregiudizio, dove si possano creare le stesse opportunità, gli stessi sogni e le stesse libertà per ognuno di noi a prescindere dalla razza, dal sesso o dal genere. Virgil spera che alla classica domanda “cosa vuoi fare da grande?”, un bambino qualsiasi possa rispondere “tutto quello che voglio” e che questo sia vero e fattibile. 

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 4 ore fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @to.street, @caterina_cantu, @martinacuscuna, @veber.photos, @littlejos_, @ivananoto_, @elaverre, @radekzawadzki, @tonepantone, @fotopabo.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
Photography
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Margaret Durow e la fotografia come cura

Margaret Durow e la fotografia come cura

Giulia Guido · 2 ore fa · Photography

Lontano dalla East e dalla West Coast, viaggiando verso il centro degli Stati Uniti e lasciandosi alle spalle città come New York, Washington o San Francisco, è possibile scoprire un’altra America. Margaret Durow ci porta a passeggio tra il Wisconsin e i suoi suggestivi paesaggi. 

Classe 1989, Margaret Durow è una fotografa che ha iniziato a scattare da adolescente immortalando le giornate trascorse con gli amici. Poi l’obiettivo della sua macchina fotografica ha iniziato a posarsi su altro: su ciò che la circondava, ma anche lei se stessa. 

Scorrendo il suo profilo Instagram o visitando il suo sito possiamo infatti notare come foto di tramonti e di infiniti campi d’erba si alternano a quelle del suo copro fragile ma indistruttibile. Margaret utilizza il mezzo fotografico per raccontare la sua storia, gli stati d’animo che prova, cercando di entrare in empatia con lo spettatore. 

Quando Margaret Durow aveva 5 anni le è stato trovato un tumore benigno alla spina dorsale. Le diverse operazione alle quali si è dovuta sottoporre hanno segnato la sua esistenza e il suo corpo, e oggi ci mostra le cicatrici sulla sua pelle per raccontarci cosa prova sotto quelle stesse cicatrici. 

Margaret Durow

Margaret imprime i suoi stati d’animo e noi non possiamo fare altro che lasciarci trasportare dai suoi scatti: in punta di piedi diventiamo testimoni della sua vita, il suo corpo diventa il nostro e il sollievo che proviamo guardando i paesaggi che fotografa non potrebbe essere più vero. 

Leggi anche: La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez

Noi abbiamo selezionato solo alcuni scatti di Margaret Durow, ma seguitela su Instagram e visitate il suo sito per non perdervi i suoi prossimi lavori.

Margaret Durow
Margaret Durow
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Margaret Durow
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La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez

La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Classe 1980, Alberto Polo Iañez vive a Barcellona ma l’isola di Palma di Maiorca, dove è nato, fa ancora parte di lui e soprattutto dei suoi lavori. 

Alberto ha cominciato a fotografare da adolescente, approcciandosi alla fotografia analogica in un periodo in cui il digitale stava letteralmente spopolando, e nei suoi lavori possiamo rivivere l’atmosfera che si respira sulla sua isola natale. 

I paesaggi incontaminati, la natura che si spinge fino alla spiaggia, la calma e la tranquillità tipiche dei luoghi che non hanno mai conosciuto il caos cittadino. Ma un elemento più di tutti gli altri ha influenzato e continua a influenzare il suo stile: la luce

La luce calda che accoglie chi visita Palma de Mallorca e che caratterizza la vita di chi ci vive tutto l’anno è la protagonista indiscussa degli scatti di Alberto Polo Iañez. Dai paesaggi a un vaso di fiori appoggiato su un tavolo, fino alle ragazze che che fotografa sono avvolti da fasci di luce dorati che riportano la nostra mente all’estate. 

Leggi anche: Joshua Rhodes fotografa la bellezza della California

Inoltre, le ragazze nude catturate nell’intimità della loro casa mentre scrutano fuori dalla finestra sembrano ricongiungersi alla natura, come quando facciamo il primo bagno della stagione estiva o ci perdiamo in un bosco e sentiamo finalmente di essere nel posto giusto, liberi. 

Lasciati trasportare dalla bellezza degli scatti di Alberto Polo Iañez e seguilo su Instagram per non perderti i suoi prossimi lavori. 

La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez
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Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire

Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire

Federica Cimorelli · 3 giorni fa · Photography

Vivere in un costante stato di divenire, è così che Bobby Mandrup – fotografo danese classe 1985 – si descrive al pubblico che lo segue. Noi non possiamo proprio contraddirlo, d’altro canto la sua fotografia sembra cucita esattamente intorno a queste parole. 

Bobby Mandrup scatta principalmente ritratti e lo fa quasi come un pittore.
I suoi scatti analogici sono immediati e intimi, si avvicinano alla figura umana con emozione e imprevedibilità e riescono a catturarne ogni sentimento e ogni sfumatura.

Non mi piacciono gli scatti costruiti in una scena, li trovo sprecati. Per me fotografare è come mostrare l’individualità di ogni momento fugace.

Guardando le sue fotografie nel complesso si riesce a costruire un tragitto simile e complementare ad ogni immagine. Bobby ricerca i difetti dei soggetti che immortala, cattura la vita imprevedibile di ogni persona e disegna un mondo imperfetto, caotico e disturbante.

Leggi anche: Le infinite espressioni del corpo umano negli scatti di Ophelia

Guarda qui una selezione dei suoi scatti, seguilo su Instagram e visita il suo sito personale

Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire
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