Style Man Ray continua a influenzare la moda
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Man Ray continua a influenzare la moda

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Anna Frattini

“Man Ray and Fashion” è la mostra – aperta fino al 13 agosto presso il MoMu Fashion Museum ad Antwerp, in Belgio – che racconta del rapporto dell’artista e fotografo americano con il mondo della moda. Un’occasione perfetta per ripercorrere la storia di Man Ray attraverso le sue fotografie scattate per brand del calibro di Elsa Schiapparelli, Chanel e riviste come Harper’s Bazaar, Vanity Fair e Vogue.

La mostra si concentra sulle fotografie di Man Ray dagli anni ’20 fino agli anni ’30 compresi, quasi 200. Vediamo la forza innovativa di Man Ray nel suo humour, nel suo non volersi mai prendere troppo sul serio e nella sua ingenuità. Una strategia che è riuscita a cambiare radicalmente la percezione degli abiti che scattava attraverso il suo punto di vista. Il suo sperimentalismo, insieme alla forza del Surrealismo, lo hanno avvicinato alla fotografia di moda in modo del tutto anti-convenzionale. Un ambito, quello del fashion design, che continua a influenzare anche ai nostri tempi.

Lo sperimentalismo di Man Ray si riflette su alcune tecniche fotografiche in mostra al MoMu come lo stark shadowing, la solarizzazione e le rayographies. Non solo fotografia di moda in mostra ad Antwerp ma anche abiti ispirati dalle sue opere. Vestiti arrivati dagli archivi di case di moda quali Chanel, Yves Saint Laurent, Martin Margiela, Diers Van Noten, Olivier Theyskens e LOEWE. Molti di questi sono belgi infattti, un dato che non dovrebbe stupirci visto l’avanguardismo che caratterizza la storia del paese.

“Man Ray and Fashion” è stata presentata nel 2019 a Marsiglia per poi spostarsi a Parigi dal 2020 fino all’approdo ad Antwerp, dove è stata riadattata per includere altrettanti riferimenti all’ambiente belga del fashion design contemporaneo. Questa mostra rivela un lato di Man Ray poco conosciuto, quello di fotografo di moda. Un’attività molto redditizia per l’artista e che ha lasciato il segno nel mondo della moda nonostante il suo dissenso per il sistema, generando un corpus ampissimo.

Concludendo, l’operazione del MoMu Fashion Museum mette l’accento sulle influenze del surrealismo nei lavori di alcuni fashion designer belgi – come nel caso di Ann Demeulemeester o Diers Van Noten, parte degli Antwerp 6 – in modo davvero innovativo, lasciando libero spazio all’humour di Man Ray. Sempre impegnato nel non prendere troppo sul serio il mondo della moda, un fatto che lo ha sicuramente reso il precursore di Andy Warhol.

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Scritto da Anna Frattini
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