Marcello Maloberti, nel cuore di Cremona, accende la spiritualità contemporanea con una sola parola, fragile e potentissima: DIO. Succede nella chiesa sconsacrata di San Carlo, dove l’artista ha dato vita a METRONOTTE, un intervento site-specific durato una sola notte, dalle 18:00 del 17 luglio alle 9:00 del mattino successivo. Curato da Giulio Dalvit e realizzato in collaborazione con la Galleria Raffaella Cortese, il progetto ha trasformato l’antica navata in un tempo sospeso, tra luce e attesa.
Al centro dello spazio, una scritta al neon azzurro campeggia sul pavimento: DIO, tracciata con l’ingenuità grafica di un bambino di Cremona. È una visione effimera, alimentata da una batteria da camion. Un gesto semplice ma carico di tensione: da un lato un’energia concreta e instabile, dall’altro una sacralità che si esaurisce lentamente, fino allo spegnimento totale.

La scelta della batteria come fonte energetica è la chiave di questa installazione site-specific. DIO a batteria è un ossimoro che racconta quanto oggi il sacro sia un sistema da preservare, quasi da ricaricare. Marcello Maloberti non parla quindi solo del Dio cristiano, ma della necessità di coltivare un senso mistico nelle cose, di cercare una luce anche fragile, anche destinata a spegnersi.

A vegliare sull’opera c’erano due metronotte in divisa, le cui auto sono rimaste ferme davanti all’ingresso della chiesa. Non sono simboli, non raccontano storie: semplicemente stanno lì, come guardiani museali di un oggetto prezioso ed estremamente vulnerabile. Il loro silenzio si fa cornice alla precarietà della luce, rafforzando l’idea che ogni manifestazione del sacro debba essere protetta, anche quando è prossima a svanire.
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Courtesy immagini l’artista, San Carlo Cremona e Galleria Raffaella Cortese, Milano – Albisola
Fotografie di Andrea Rossetti
