Masakatsu Sashie in mostra alla Dorothy Circus Gallery

Masakatsu Sashie in mostra alla Dorothy Circus Gallery

Giulia Guido · 1 settimana fa · Art

Inaugura domani, sabato 20 febbraio, “LOOP”, la prima mostra personale in Europa dell’artista giapponese Masakatsu Sashie. A ospitare una selezione inedita di 7 oli su tela è la Dorothy Circus Gallery di Roma che ancora una volta propone un artista che ha fatto degli spazi urbani il fulcro della sua ricerca e della sua produzione. 

MOSTRA:
“LOOP” di Masakatsu Sashie
DOVE:
Dorothy Circus Gallery, via dei Pettinari 76, Roma
QUANDO:
20 FEB – 20 MAR

Classe 1974, Masakatsu Sashie è nato a Kanazawa, dove ha studiato al College of Art e dove  tutt’oggi vive e lavora. Traendo ispirazione dall’arte di Tetsuya Ishida, dalle città volanti di Miyazaki, dalle architetture oniriche di Laurent Chehere, ma soprattutto dalla nostra contemporaneità, l’artista dà una sua interpretazione e rappresentazione degli spazi urbani

Quelli immaginati da Sashie sono scenari post apocalittici in cui microcosmi fatti di scarti, insegne al neon, rifiuti, schermi, cartelli stradali e lamiere fluttuano a mezz’aria e diventano i protagonisti delle sue tele. 

L’utilizzo dell’olio su tela, una tecnica che vediamo sempre meno spesso, e uno stile iperrealistico creano paesaggi surreali che trasmettono allo spettatore un senso di disorientamento, ma allo stesso tempo suscitano curiosità. 

Oltre a presentare al pubblico “LOOP”, la Dorothy Circus Gallery presenterà anche una reprise delle mostre “Parade of Emotions” e “Mirrored Souls” degli artisti BLIC e Bobby Leash, che a causa delle restrizioni degli scorsi mesi non è stato possibile apprezzarle a dovere. 

Infine, la galleria romana viene incontro anche a tutti coloro che non hanno a possibilità di visitare fisicamente le mostre e, il prossimo 11 marzo, lancerà “Abracadabra Selection”, un evento espositivo online che proporrà una selezione di opere dedicate al tema della magina e della spiritualità, un toccasana in questo periodo. 

Visitate il sito della Dorothy Circus Gallery per prenotare la vostra visita! 

Masakatsu Sashie in mostra alla Dorothy Circus Gallery
Art
Masakatsu Sashie in mostra alla Dorothy Circus Gallery
Masakatsu Sashie in mostra alla Dorothy Circus Gallery
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L’enorme artwork dello studio Karlssonwilker a New York

L’enorme artwork dello studio Karlssonwilker a New York

Emanuele D'Angelo · 1 settimana fa · Art

Immerso nell’immenso skyline di New York, “The Mural at the Max” è l’ultimo spettacolare lavoro dello studio di design Karlssonwilker.
Un artwork immenso che ha richiesto 5 settimane, lavorando 12 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Giusto per farvi capire la grandezza, l’artwork (129 x 250) ricopre in altezza una superficie equivalente a un edificio di 11 piani e si sviluppa in larghezza su un terzo di un isolato della città.
Ma la sfida, oltre realizzare qualcosa di così grande, era quella di dare nuova vita a una facciata completamente anonima, che si affaccia sul retro di un deposito dei camion della spazzatura.

Un murales concepito con l’idea di portare nuova luce ed energia ai residenti della zona, ritrasformandola con una bellissima opera d’arte contemporanea.

“The Mural at the Max” presenta un rendering futuristico di un paesaggio tridimensionale di nuvole sopra New York City. Ma non è tutto, se fate bene attenzione in mezzo al cielo pieno di nuvole potrete notare anche delle brevi poesie.
Lo studio Karlssonwilker ha infatti collaborato con la Poetry Society of New York per inserire i lavori di alcuni artisti emergenti e non.
Dieci poeti sono stati incaricati di scrivere poesie di 25-40 parole che celebrano il quartiere di New York, prestando particolare attenzione alla sua storia e architettura.

Leggi anche: L’installazione floreale di Lewis Miller a New York

Adesso vi lasciamo le foto del monumentale lavoro realizzato dallo studio Karlssonwilker per la città di New York.

Karlssonwilker
Karlssonwilker
Karlssonwilker
Karlssonwilker

L’enorme artwork dello studio Karlssonwilker a New York
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L’enorme artwork dello studio Karlssonwilker a New York
L’enorme artwork dello studio Karlssonwilker a New York
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Timidessen, il profilo che stravolge gli scaffali dei supermercati

Timidessen, il profilo che stravolge gli scaffali dei supermercati

Emanuele D'Angelo · 5 giorni fa · Art

Un po’ per caso ci siamo imbattuti in Timidessen, un luogo mistico, un supermercato atipico dove i prodotti più noti cambiano nome facendo spazio all’ironia ma in principal modo alla timidezza.

Benvenuti nel nostro punto perdita.

Timidessen

Il gruppo di ragazzi dietro questo progetto riesce a trasformare i nostri malumori in simpatiche illustrazioni, parole come ansia, pandemia e molte altre non sono più dei tabù, ma al contrario diventano dei prodotti quasi uguali a quelli che troviamo sugli scaffali dei supermercati.

Timidessen

Timidessen, un po’ timido, rispettoso degli spazi altrui.

La pagina è nata proprio in periodo di pandemia, in un momento in cui tutti conoscevamo ormai a memoria tutti i prodotti e gli scaffali del nostro supermercato di fiducia.

Timidessen

Storpiare i nomi dei prodotti commerciali non è una novità, ma in questo caso l’approccio di questi giovani ragazzi è geniale, tutto sempre accompagnato da un copy accuratissimo e pungente.

Timidessen

Leggi anche: La dura vita dei creativi nel progetto di FM Visual Designer e Alessia Epifani

Sperando di non trovare una data di scadenza, vi lasciamo con una selezione dei prodotti di Timidessen che ci hanno colpito di più.
Per non perdervi tutte le loro fantastiche creazioni, cliccate qui.

Timidessen, il profilo che stravolge gli scaffali dei supermercati
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Timidessen, il profilo che stravolge gli scaffali dei supermercati
Timidessen, il profilo che stravolge gli scaffali dei supermercati
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Diego Vicente, un illustratore e street artist multidisciplinare

Diego Vicente, un illustratore e street artist multidisciplinare

Federica Cimorelli · 4 giorni fa · Art

Diego Vicente è un artista multidisciplinare, illustratore, pittore, designer e street artist spagnolo, più precisamente di Saragozza. Proprio a Saragozza inizia il suo percorso artistico, lì inizia studiando illustrazione, poi si sposta ad Aragona per approfondire gli studi di design, e dopo una tappa in Inghilterra, nel 2014 si ferma a Madrid per unirsi al collettivo artistico Boa Mistura

Da qualche anno Diego è diventato un artista indipendente, ha fatto esperienza con altri professionisti del suo campo, è cresciuto e maturato e oggi sta cercando di raggiungere nuovi obiettivi. Scopriamo insieme il suo lavoro. 

La produzione artistica di Diego Vicente è decisamente molto ampia, il suo lavoro spazia infatti dalla piccola illustrazione al murales in larga scala.

Artisticamente cerco di collegare l’astratto con il figurativo, la pittura con il disegno, il mio lato più viscerale con quello più razionale. Cerco portare questa fusione sempre più lontano per trovare nuovi linguaggi e letture per la stessa immagine. In questo modo, spesso trovo risultati imprevedibili che si intrecciano e coesistono con la parte più controllata di ogni lavoro. Composizioni cariche di significati e sentimenti che pongono lo spettatore come responsabile della decifrazione.

Le sue immagini, ma soprattutto i suoi murales, nascono con l’obiettivo di sostenere i quartieri delle città, renderli dei posti migliori, appoggiare la sostenibilità, cultura, diversità e collettività che li muove. Per questi spazi Diego dona la sua coloratissima arte e la arricchisce di simboli e soggetti con un profondo significato.

Nell’opera Ofrenda, ad esempio, il racconto si concentra sulle azioni che gli uomini possono fare per la proprio quartiere. I fiori diventano così emblema di un regalo, atto di generosità che va dalla lotta sociale al più piccolo gesto quotidiano, capace di migliorare la convivenza tra vicini.  

Pertenezco a este fuego, realizzato l’anno scorso ad Alagón, parla del passare del tempo, delle tradizioni d’infanzia, della storia e della vita nel villaggio. È un omaggio a Carlos Sierra e alla sua poesia “Cenizas”.

Infine El olvido è un murales dedicato alle vittime di repressione. Per realizzare quest’opera Diego Vicente pensa a chi ha dovuto controllare le proprie idee politiche, credenze religiose, condizioni sessuali, etnie e origini. L’opera parla dell’oblio come malattia e evoca la memoria come unico antidoto, fonte di luce, speranza e giustizia. 

– Leggi anche: Dagli Uffizi a Cortina, la street art di Endless

Guarda qui altri sue creazioni, seguilo su Instagram e visita il suo sito ufficiale per rimanere sempre aggiornato sulla sua produzione artistica. 

Diego Vicente, un illustratore e street artist multidisciplinare
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Diego Vicente, un illustratore e street artist multidisciplinare
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Le installazioni dell’artista americano Rob Ley

Le installazioni dell’artista americano Rob Ley

Emanuele D'Angelo · 4 giorni fa · Art

Conosciuto per le sue installazioni, Rob Ley è un artista americano con sede a Los Angeles e che riesce a incantare il mondo intero. Attualmente insegna design alla University of Southern California (USC), ma nonostante ciò riesce a trovar del tempo per dedicarsi a reinventare luoghi.
Coinvolgendo il carattere e il contesto di un luogo, il suo studio crea opere d’arte pubbliche dinamiche che si intrecciano con il panorama esistente.

Il suo ultimo lavoro in ordine di tempo è “Pangaea”, un’installazione commissionata per il quartier generale della NCR nel centro di Atlanta, Georgia.

L’opera prende il nome dal supercontinente preistorico ed è composta da una serie di nastri di alluminio stratificati che creano una collezione di nodi interconnessi, hub e condotti.

Come si può intuire, l’artista americano è solito usare l’alluminio per le sue installazioni. Ecco un’altra delle sue opere che è rimasta senza dubbio scolpita nel cuore di chi ha avuto la fortuna di osservarla da vicino.

Si intitola “Field Lines”, si trova nell’hub di transito dell’aeroporto di Chicago, O’Hare. L’installazione, come ogni sua opera, diventa un tutt’uno con l’aeroporto. I piccoli elementi di alluminio infatti riproducono le correnti d’aria dinamiche che oscillano tra condizioni di vento stabile e turbolento. Un po’ come le correnti, i gorghi e i vortici che modellano il vento e hanno un impatto diretto sui voli.

Un’altra opera di Rob Ley che sicuramente è stata in grado di fermare lo spazio e il tempo è senza dubbio “Endless Miles“.

Una delle più acclamate dalla critica, l’opera se vista da vicino sembra che sia composta da pennellate individuali, mentre da lontano appare come una composizione a mosaico.

Leggi anche: Olafur Eliasson ha modificato la facciata della Willis Tower

Ma queste opere sono solo un assaggio della fantasia e della bravura di Rob Ley e del suo studio, per conoscerle tutte vi basta visitare il sito.

Le installazioni dell’artista americano Rob Ley
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