Il Meltdown Festival di Robert Smith è un sogno che si avvera

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Deftones, The Libertines, My Bloody Valentine, The Notwist. Il leader dei Cure non poteva che essere una garanzia.

WHEN: 15 GIU - 24 GIU
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15 marzo 2018

Il Meltdown Festival ha due costanti: si tiene a Londra e viene curato sempre da un musicista diverso. Non da uno di quelli di cui credi di aver sentito parlare ma forse è meglio cercare il suo nome su Wikipedia, ma da un mostro sacro della musica. Per intenderci, nell’arco degli ultimi 25 anni il Meltdown è stato affidato a gente come Nick Cave, David Bowie, Morrissey e Patti Smith.

Il curatore scelto per l’edizione 2018 – che si terrà, come di consueto, al Southbank Centre, dal 15 al 24 giugno – è Robert Smith.
La cosa che più apprezzo di Robert Smith – a parte essere il fondatore dei Cure – sono i suoi capelli. Il fatto che abbia lo stesso taglio dal 1976 la dice lunga sulla sua personalità. Robert Smith è Robert Smith ed è così grande da non aver bisogno di cambiare.
Quando, lo scorso febbraio, ha annunciato il suo ruolo di direttore artistico per la 25esima edizione del Meltdown, le aspettative sono decollate. Che musica ascolta? Quali sono gli artisti che apprezza di più? Chi farà salire sul palco?

La risposta è arrivata un mese dopo: DeftonesThe Libertines, Manic Street Preachers, Mogwai, My Bloody Valentine, Nine Inch Nails, Placebo, The Psychedelic Furs, 65daysofstatic, Alcest, The Anchoress, Kristin Hersh, Kathryn Joseph, MONO, The Notwist.
Gli stessi nomi che hanno segnato l’adolescenza disagiata di quelli della mia generazione, e non solo. Robert Smith avrebbe mai potuto tradirci? No, ovviamente. Non ne ho mai dubitato, nemmeno per un attimo.

Il Meltdown Festival di Robert Smith | Collater.al

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