Della mia mente potrei raccontarvi quando è pieno o vuota, quando i pensieri si succedono ad altissima velocità e quando invece regna il nulla cosmico, ma mi fermerei qui, perchè cosa accade realmente al suo interno non mi è dato saperlo.
Questo non vuol dire che non si possa realizzare una rappresentazione più o meno scientifica di ciò che avviene, magari tramite un’installazione, quando ricordiamo.
Refik Anadol ha condotto una serie di esperimenti presso il Neuroscape Laboratory dell’università della California e ha indagato grazie ad essi sui meccanismi neurali del controllo cognitivo tramite un elettroencefalogramma che misura in onde i cambiamenti della mente. A quel punto aveva ottenuto l’algoritmo alla base della sua installazione, Melting Memories, una struttura multidimensionale che intreccia data paintings, proiezioni di luci e scultura aumentata di dati.
Per semplificare, quel movimento scomposto che sembra appartenere a masse di sabbia è ciò che accade quando ci ricordiamo dopo minuti di ricerca dove abbiamo messo le chiavi di casa.

