Art L’universo sospeso fra le visioni di Miranda Makaroff e Víctor González
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L’universo sospeso fra le visioni di Miranda Makaroff e Víctor González

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Anna Frattini

In a Nebulous State è un incontro sensoriale tra due mondi apparentemente opposti, eppure sorprendentemente connessi. La mostra, presentata da Sorondo Projects all’interno di CAN Art Ibiza 2025, mette in dialogo per la prima volta le opere di Miranda Makaroff (di cui abbiamo già parlato qui) e Víctor González, creando uno spazio sospeso in cui forma e percezione si sciolgono in qualcosa di indefinibile, di fluido. Un’atmosfera sognante che non chiede di essere capita, ma semplicemente vissuta.

miranda makaroff

Miranda esplode, Víctor sussurra. Eppure è proprio in questa tensione tra caos e calma che nasce un’armonia nuova, fatta di energia e ascolto. «Sono completamente affascinata dagli estremi, mi elettrizzano», racconta Miranda. «Non credo nella neutralità, la trovo noiosa. Così condividere lo spazio con Víctor, la cui energia è più quieta, più introspettiva, è stato super stimolante. Gli opposti si attraggono, no? Quando metti qualcosa di esplosivo accanto a qualcosa di sereno, crei un equilibrio che nessuno dei due potrebbe ottenere da solo».

Il titolo della mostra — In a Nebulous State — è già una dichiarazione d’intenti. Richiama una condizione sfumata, in trasformazione, dove tutto è potenziale. Una nuvola di sensazioni, forme, stati d’animo che non trovano mai una definizione netta. «Ultimamente trovo che il ‘nebuloso’ conduca il mio processo in uno spazio indefinito, atmosferico», spiega Víctor, «quasi come un momento di rivelazione durante l’atto del creare».

miranda makaroff

Le opere di González sono costruite lentamente, con cura, ma anche con l’intento di lasciare vuoti, ambiguità, respiri. I suoi spazi astratti si aprono silenziosamente, chiedendo allo spettatore di entrare attraverso la percezione, non attraverso il concetto. «Passo tanto tempo a osservare quanto a dipingere», dice, «è come un ascolto attento, come se stessi cercando di scoprire il carattere stesso della pittura».

Miranda Makaroff, al contrario, si lascia attraversare. La sua pratica è un flusso, un canale tra corpo, istinto e visione. Mescola pittura, tessuti e scultura in composizioni vibranti, popolate da creature umane, animali e vegetali. «Sono estremamente sensibile, forse troppo!», confessa. «Quando creo, non penso. È come se il mio corpo fosse un’antenna: i dei sussurrano e io lascio semplicemente che fluiscano attraverso di me. Il lavoro è un’estensione del mio paesaggio emotivo, del mio bambino interiore, della mia gioia».

Entrambi, pur partendo da modalità espressive distinte, si ritrovano nella fiducia nel sensibile, nell’intuizione, nella possibilità che l’immagine parli da sola, senza bisogno di spiegazioni. Le opere esposte da CAN art diventano così una zona franca, una soglia. «Per me, lo spazio nebuloso è quello in cui avviene la magia», aggiunge Miranda. «È come fluttuare in un sogno. Amo l’incertezza, l’assenza di confini. Condividere questo spazio con un altro artista è come aprire insieme un portale».

In a Nebulous State è un invito a rallentare, a sostare in ciò che è ancora indistinto. A lasciarsi toccare dall’immagine prima che diventi parola. A sentire, senza dover capire.

ph. courtesy fair @SayanaCairo

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Scritto da Anna Frattini

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