Identikit della Mob Wife

Identikit della Mob Wife

Anna Frattini · 1 mese fa · Style

Nel 2011 andava in onda per la prima volta Mob Wives, un serie tv americana in onda su VH1 che seguiva le storie di circa dodici donne di Staten Island, le cui famiglie e i mariti sono stati arrestati per crimini legati alla mafia italo-americana. Ma chi è davvero la Mob Wife e perché se ne sta parlando così tanto? Cosa indossa e come si presenta agli altri? Il nostro intento è di tracciare un vero e proprio identikit partendo da TikTok, la piattaforma che ha permesso a questo fenomeno di emergere, in netto contrasto con la semplice e pulita Clean Girl aesthetic di cui tanto si è parlato negli ultimi due anni. Quella della Mob Wife, d’altronde, è un esempio che in molti casi non è stato accolto con grande favore. La ragione sta nella tossicità che questo modello di donna porta con sé, a partire dalle associazioni mafiose.

Dal cinema a TikTok

A ogni modo, il mito della Mob Wife inizia molto prima del 2011. «Carmela Soprano walked so you could run» dice Kayla Trivieri su TikTok ufficializzando questa nuova era. Anche Francis Ford Coppola, d’altronde, sul suo profilo Instagram sembra aver preso nota del ritorno della Mob Wife con un post molto curioso. Proprio ne Il Padrino – punta di diamante del regista americano – ritroviamo Connie Corleone, interpretata da Talia Shire. Ma ancora, in The Sopranos, c’è Carmela Soprano e Karen Hill in Goodfellas. Michelle Pfeiffer è Angela De Marco nell’eloquente pellicola Married to the Mob (1988). Più recentemente, sono arrivati personaggi come Rosalyn Rosenfeld, interpretata da Jennifer Lawrence in American Hustle o l’indimenticabile Patrizia Reggiani di House of Gucci. Per quanto la maison italiana sia lontana da associazioni mafiose, il personaggio di Reggiani – indimenticabile la performance di Lady Gaga – incarna alla perfezione lo stile delle Mob Wives di cui abbiamo parlato sopra. E ora scopriremo il perché.

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Francis Ford Coppola (@francisfordcoppola)

Cosa indossa la Mob Wife?

Nel guardaroba della Mob Wife non posso mancare stampe animalier e pellicce di ogni tipo. Nel suo portagioie, invece, solo braccialetti tennis e gioielli con pietre decisamente ingombranti insieme a orologi altrettanto vistosi. Su TikTok @thesweetpaisana – autoproclamatasi OG Mob Wife – sviscera le caratteristiche che differenziano la Mob Wife da tutte le altre donne. Lo fa con una french manicure e una felpa Juice Couture che cattura l’attenzione. Secondo The Business of Fashion, questo trend sembra anche la ragione dietro all’inaspettato ritorno delle pellicce – meglio se finte – ma d’altronde come facciamo a dimenticare la Mob Wife era di Carrie Bradshaw in Sex and the City?

@thesweetpaisana #stitch with @kayla trivieri the OG mob wife aesthetic CEO is reporting for duty 🫡 who’s excited? It’s our time to SHINE! #mobwives #mobwife #mobwifeaesthetic #mobwifewinter #mobwivesoftiktok #2024fashiontrends ♬ original sound – The Sweet Paisana

Emilia Petrarca su Harper’s Bazaar non si azzarda a definire quello delle Mob Wives un vero e proprio trend da passerella ma sembra impossibile non notare un avvicinamento a questa estetica in look che abbiamo visto in alcune collezioni Fall 2023. Da Versace fino a Dolce Gabbana passando per gli ingombranti gioielli di Schiaparelli e le silhouette di Alaïa in pelle nera e bodycon. D’altronde, come dice @trovlov su TikTok, se sembra che stai andando a un funerale vuol dire che sei sulla strada giusta per il perfetto outfit da Mob Wife. Insomma, la Mob Wife dei nostri sogni non solo indossa outfit total black ma anche una pelliccia vintage – vera o finta a questo punto non importa – scovata in un mercatino qualsiasi e si spruzza Lady Million di Paco Rabanne tutte le mattine.

@ktrivz

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♬ original sound – kayla trivieri

Mob Wives: donne sfacciate ma anche sfaccettate

Essere una Mob Wife – seppur abbia dei codici ben precisi dal punto di vista estetico – porta con sé anche un’energia fuori dal comune. Un’aura di sicurezza e di fermezza che potrebbe tornare utile a molte di noi. Sempre su Harper’s Bazaar, Petrarca evidenzia come TikTok sia pensato apposta per portare nei nostri feed estetiche catchy ed esplicative abbastanza da colpirci ma anche per allontanarci da quelle che sono le dinamiche in atto nella vita di tutti i giorni. Un punto di vista interessante che ci fa riflettere sul perché un esempio di femminilità così tossica sia riuscito ad andare virale. La Mob Wife è sicuramente un tipo di donna sfacciata ma soprattutto sfaccettata. Le caratteristiche poco eleganti che la contraddistinguono, però, dimostrano anche che si può andare oltre alle apparenze. La complessità del concetto dietro alla Mob Wife sta nel conflitto tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Il tutto però rimanendo sempre fedeli a sé stesse. Se c’è qualcosa che possiamo imparare dal proliferare di questo trend – lasciando da parte ogni associazione mafiosa o criminale – è proprio l’importanza di essere noi stesse, in tutte le nostre sfaccettature, anche in quelle più oscure.

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L’interiorità di Mariella Bettineschi in Triennale

L’interiorità di Mariella Bettineschi in Triennale

Anna Frattini · 4 giorni fa · Art

Fino al 24 marzo 2024 sarà possibile visitare Mariella Bettineschi. All in One, la mostra che ripercorre quattro gruppi di lavori realizzati dall’artista bresciana fra il 1980 e il 2023. Un vero e proprio viaggio che attraversa alcune stagioni della carriera dell’artista che non può essere racchiusa in una definizione lineare. La mostra, sponsorizzata da Dior e da partner istituzionali quali Lavazza Group e Salone del Mobile.

Mariella Bettineschi, Morbido

La poetica di Mariella Bettineschi si rifà alla capacità di sperimentazione e sul linguaggio piuttosto che sul proprio corpo o di altre donne. L’osservatore viene condotto verso riflessioni sulla storia dell’arte e sul ruolo della donna attraverso scultura, pittura e fotografia. Morbidi e Piumari sono alcune delle serie esposte al secondo piano della Triennale, organze imbottite di bambagia o di piume, decorate con parole di oro colato o trapunta in ciniglia, filo di nylon o metallo e perline. I Tesori, invece, sono carte da lucido che diventano materiche attraverso un percorso specifico di catramina, acquaragia e strati di colature di pigmenti dorati a caldo. C’è anche L’era successiva, una serie che Bettineschi inizia nel 2008 contestualmente alla sperimentazione con lo sdoppiamento fotografico di nature, biblioteche e ritratti femminili. È questo il momento in cui l’artista sposta l’attenzione dal presente per dedicarsi al futuro. Il tema di questa serie rimane la sovversione del tempo passando per lo scivolamento di una dimensione atemporale in cui «non ci sono relazioni tra i viventi perché tutto è fenomenologico ed eterno» come si legge nel testo curatoriale scritto da Paola Ugolini.

Le immagini di Mariella Bettineschi sono in bilico fra realtà e mondi immaginati, lontane dalla corporalità, del tutto bandita dalla sua ricerca formale. Si rivolge tutto verso l’interiorità e questo slittamento di percezione non è altro che quello che contraddistingue l’artista. Lo sguardo di Bia de’ Medici del Bronzino – attraverso l’intervento di Bettineschi – viene riattualizzato e decontestualizzato, per esempio. Il tutto catturando la nostra attenzione e facendoci interrogare sull’idea che abbiamo della donna oggi, a distanza di secoli rispetto a Raffaello, Leonardo, Tiziano, Veronese e lo stesso Bronzino.

L’interiorità di Mariella Bettineschi in Triennale
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Rong Bao va oltre i confini dell’accettabile

Rong Bao va oltre i confini dell’accettabile

Giorgia Massari · 4 giorni fa · Art

Ridere dell’assurdità della vita, questo è l’invito che l’artista cinese Rong Bao fa ai visitatori della sua mostra di debutto da Saatchi Gallery. La prima artista cinese che la rinomata galleria londinese ospita, nonché vincitrice del premio COLAB della Royal College of Art / Yorkshire Sculpture Park 2023. Con il titolo Rong Bao Is Me, l’ironia è già anticipata. Dando un’occhiata al suo account Instagram, in particolare ai video delle sue opere, è evidente l’aspetto giocoso che Bao ricerca. Le sue opere gonfiabili, come quelle in mostra alla Saatchi fino al 31 marzo, sono l’esempio perfetto. Pensiamo a “Floating” o “The Enigma”, con una forte estetica colorata e in costante movimento, le due sculture su larga scala vogliono riflettere sulla complessità e diversità della vita, prendendo in giro l’assurdo tentativo di mettere ordine nella società.

Al centro del lavoro di Rong Bao c’è l’interazione, in particolare la mostra Rong Bao Is Me vuol essere «un parco giochi di gesti», si legge sul sito di Saatchi Gallery, che invita gli spettatori a entrare in contatto «con i loro lati maliziosi e a partecipare a un mondo che si spinge oltre i confini dell’accettabilità». L’aspetto interattivo è sì giocoso ma allo stesso tempo è provocatorio, con la chiara intenzione di sfidare lo spettatore a ragionare sulla percezione del mondo che lo circonda. Andare oltre l’accettabile significa per Rong Bao ricerare l’elemento deviante, che possa defamiliarizzare il pubblico. Un elemento quotidiano è ora privato dei suoi elementi caratterizzanti, sovvertito e svuotato di senso, portando il visitatore a compiere gesti – nei confronti delle opere – futili e insensati, così da mettere in discussione i preconcetti e l’ordine imposto dalla società.

Courtesy Saatchi Gallery & Rong Bao

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Rong Bao va oltre i confini dell’accettabile
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Nika Sandler parla fuori dai denti

Nika Sandler parla fuori dai denti

Giorgia Massari · 5 giorni fa · Art

«In questa serie esploro i denti come testimonianza dell’esperienza umana», ci racconta l’arista Nika Sandler, che basa la sua ricerca sull’indagine dell’elemento perturbante e disgustoso. In questa serie, dal titolo A History of Teeth, la sua intenzione è chiara: approfondire i segreti e i misteri dell’essere umano attraverso una parte del corpo così determinante come i denti. Possono suscitare disgusto, ribrezzo, ma possono essere anche sensuali, incarnando un paradosso estetico. Da un lato l’erotismo, dall’altro la repulsione. Oltre all’aspetto estetico, Sandler va oltre la percezione umana e si addentra in ambito scientifico, studiando i batteri della placca, offrendo uno sguardo alternativo sulla nostra bocca e sulla storia che i nostri denti raccontano. Sandler, nell’esplorare la dualità tra il piacere e il disgustoso, invita gli spettatori a riflettere sul significato più profondo dei denti come portatori di esperienze umane. La sua ricerca spazia dalla fisicità sensoriale alla visione tecnologica, creando uno spazio in cui il corpo diventa una tela ricca di narrazioni.

Courtesy Nika Sandler

Nika Sandler parla fuori dai denti
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Gli scontrini di Jonathan Monk sono arte

Gli scontrini di Jonathan Monk sono arte

Giorgia Massari · 6 giorni fa · Art

L’opera di un artista established può costare meno di cinquanta euro? Sembra impossibile, ma la risposta è sì. Stiamo parlando degli scontrini d’artista dell’artista britannico Jonathan Monk (1969), noto per la sua arte irriverente. Chi conosce Monk sa che la sua è un’arte concettuale, che spesso si appropria e cita in modo ironico elementi del mondo dell’arte contemporanea, per questo la sua serie sugli scontrini non sorprende gli addetti ai lavori. Da un po’ di anni ormai, Monk utilizza come supporto delle sue opere dei veri e propri scontrini e ricevute di pagamento di bar e ristoranti, su cui disegna con diversi stili, citando anche altri artisti, uno dei nostri preferiti è quello in cui omaggia l’artista italiano Alighiero Boetti o anche quello con l’iconica banana di Andy Warhol. Gli aspetti interessanti sono senza dubbio la vendita, che avviene su Instagram, e il prezzo, che corrisponde alla cifra riportata sullo scontrino.

Courtesy Jonathan Monk

Gli scontrini di Jonathan Monk sono arte
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