Molo, l’ultima opera di Alberonero negli USA

Molo, l’ultima opera di Alberonero negli USA

Collater.al Contributors · 4 mesi fa · Art

Siamo a Fall River, negli Stati Uniti d’America, una città che è parte della contea di Bristol nello stato del Massachusetts. Qui, dal 25 al 29 settembre 2019, si è tenuta l’edizione pilota del “Fabric Arts Festival”, un festival che “celebra l’arte, la musica, la comunità e la città stessa”. Organizzato da Casa dos Açores de Nova Inglaterra (CANI), questo festival propone un programma multidisciplinare che mira a intrecciare tradizioni, luoghi e persone del posto per proporre agli abitanti un nuovo modo di vivere la città. Quattro giorni di concerti di musica, film, mostre d’arte e murales. 

Tra gli artisti coinvolti, Alberonero, che porta a Fall River la sua opera “Molo”. L’artista ce la racconta: “Molo è un installazione temporanea costruita sull’acqua nella città di Fall River. L’opera è dedicata allo sguardo e alla relazione tra il nostro corpo e lo spazio. Un luogo dove entrare e scoprire un nuovo e straordinario punto di vista sulle caratteristiche del paesaggio industriale e naturale della città, tradizioni e radici del posto. L’opera è effimera, si attraversa con lo sguardo, e fragile. Costruita con legno e rete agricola respira: il vento, la luce e le ombre la trasformano in diversi momenti della giornata. Un luogo da scoprire giocando con le sue superfici dei veli d’ispirazione l’architettura nomade temporanea e primitiva.” L’elemento-chiave per la lettura dell’opera di Alberonero, il modulo quadrato, qui torna e assume una forma rettangolare, nel taglio delle reti e nella “pianta” di questo padiglione effimero che si apre verso il mare. Un corridoio verso l’infinito azzurro, una struttura fatta di materiali poveri, che si rispecchia nell’acqua e che cambia volto a seconda della luce e dell’orario del giorno. 

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Testo di Bianca Felicori
Foto di Diogo Lima e Alberonero

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Il Terrone a Milano: cosa fa il meridionale a Milano? Si lamenta.

Il Terrone a Milano: cosa fa il meridionale a Milano? Si lamenta.

Giulia Guido · 4 mesi fa · Art

Era il 21 ottobre del 2018 quando la pagina e canale YouTube This is Racism pubblicò il video Ciao Terroni – Quando i neri erano i meridionali: ovvero, l’ultimo è “il più terrone” di tutti, in cui Andrea Pennacchi interpretava un testo di Marco Giacosa. 

Oggi, esattamente un anno dopo, This is Racism torna a farci riflettere con il video Il Terrone a Milano

Questa volta, in piedi di fronte alla telecamera troviamo Francesco Olivieri aka Frekt che, nato a Vieste, si è trasferito a Milano per studiare e realizzare il suo sogno di diventare un fumettista. 

A lui viene affidato l’arduo compito di rimproverare i suoi conterranei trasferiti a Milano. 

Cosa fa il meridionale una volta arrivato a Milano? Si lamenta. 

È questo il tema affrontato da Frekt, che è stanco di ascoltare i suoi amici terroni lamentarsi della città che gli ha permesso di studiare, di lavorare, di sfogare le loro velleità artistiche. Le frasi che il fumettista cita sono sentite e risentite: “giù si mangia meglio”, “a Milano manca il mare”, “a Milano manca il sole” o il sempreverde “la cosa più bella di Milano è il treno per Roma”.

Basta! dice Frekt. Basta! lo diciamo anche noi. 

Il Terrone a Milano: cosa fa il meridionale a Milano? Si lamenta.
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The Crown 3, guarda il trailer ufficiale!

The Crown 3, guarda il trailer ufficiale!

Giulia Guido · 4 mesi fa · Art

Uno dei ritorni più attesi di quest’anno è quello di niente meno che la Regina Elisabetta II. The Crown, la serie originale Netflix che ripercorre le vicende della vita della regina d’Inghilterra, arriva alla sua terza stagione. 

Il periodo di tempo coperto dai dieci episodi che saranno disponibili dal 17 novembre va dal 1964, ovvero dalla nascita di Edoardo, quarto e ultimo figlio della regina, arrivando fino al 1977. 

In questi anni la corona inglese deve far fronte a diversi cambiamenti legati alla società, ma anche a problematiche interne, non ultime quelle legate al Principe Carlo, che proprio nel 1971 conosce Camilla Parker Bowls e che, sopratutto, nel 1977 incontra Diana Spencer. Su quest’ultimo punto non si hanno ancora certezza, non sappiamo se vedremo realmente Lady D o dovremmo aspettare la quarta stagione. 

Già all’inizio della produzione della prima stagione, tra i piani del creatore Peter Morgan figurava l’idea di cambiare gli attori ogni due stagioni, per questo motivo troveremo un cast interamente rinnovato partendo dalla protagonista: Claire Foy ha dovuto lasciare il posto a Olivia Colman, fresca di Oscar per la sua interpretazione ne La favorita. Al suo fianco vedremo, tra gli altri, Helena Bonham Carter nei panni della Principessa Margherita. 

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I cereali Kellogg’s a favore della comunità LGBTQ+

I cereali Kellogg’s a favore della comunità LGBTQ+

Giulia Guido · 4 mesi fa · Art

All Together, si chiama così il nuovo mix di cereali che Kellogg’s ha creato per sostenere GLAAD, una delle prime organizzazioni no profit di attivismo LGBT che da sempre ha come obiettivo quello di rappresentare al meglio la comunità LBGTQ+ e di combattere l’omofobia e qualsiasi altra forma di discriminazione legata all’identità di genere e all’orientamento sessuale. 

In particolar modo, Kellogg’s ha appoggiato la campagna contro il bullismo donando 50000 dollari all’organizzazione e realizzando questa nuova opzione per la colazione, in vendita solo per un periodo limitato al Kellogg’s NYC cafe. 

Il colore scelto per il nuovo pack è il viola, lo stesso che migliaia di persone indossano durante lo Spirit Day, giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tema LGBTQ+. Dato che la parola d’ordine è inclusività, sulla scatola vediamo 6 mascotte Kellogg’s: Tony The Tiger, Toucan Sam, Snap, Crakle e Pop, Cornelius ‘Corny’ Rooster, Sunny e, infine, Frosted Mini Wheats. e all’interno troviamo i loro sei cereali. Il mix finale include include Crusca d’uva passa, Corn Flakes, Riso soffiato, Frosted Flakes, Froot Loops e Frosted Mini Wheats. 

Sostenere le diversità e l’amore in tutte le sue forme non è mai stato così dolce. 

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Il meglio del LUMA Projection Arts Festival di Binghamton

Il meglio del LUMA Projection Arts Festival di Binghamton

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Art

Il LUMA Projection Arts Festival di Binghamton, giunto alla sua quinta edizione, è l’unico festival negli Stati Uniti con un importante focus esclusivo sulla projection mapping, una forma d’arte visiva 3D che proietta video spettacolari su edifici o oggetti di varie forme e dimensioni.

In occasione del LUMA nel distretto di New York, la zona di Binghamton si è trasformata in un’enorme galleria d’arte all’aperto piena di colori, luci e suoni. Questo è stato possibile solo grazie all’utilizzo di una potente tecnologia di proiezione e animazione 3D.

L’evento ha registrato la presenza di circa 45.000 partecipanti, catturando l’attenzione degli spettatori e trasformando l’ordinario in straordinario. Il tema di quest’anno ha posto un approfondimento sulla mitologia e sullo spazio e il rapporto fra l’uomo e la natura.

Dobbiamo anche sottolineare un altro aspetto innovativo del LUMA, cioè quello dell’accessibilità gratuita da parte del pubblico. Dai un’occhiata al video qui sotto:

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