La mostra curata da Sergio Zambon per Moncler MONDOGENIUS

La mostra curata da Sergio Zambon per Moncler MONDOGENIUS

Andrea Tuzio · 3 settimane fa · Style

Sergio Zambon, Head of Menswear di Moncler, ha sempre tratto ispirazione da molteplici forme espressive.
La sua visione creativa viene costantemente alimentata da altre discipline, l’arte contemporanea è una sua ispirazione quotidiana, sia attraverso le opere che tramite il rapporto di amicizia che porta avanti da anni con tantissimi artisti. 

Zambon ha condiviso questo suo amore per l’arte organizzando e curando per Moncler MONDOGENIUS, con lo stesso approccio olistico ed eclettico applicato alla moda, la mostra Instant Message – A One-Day Exhibition, invitando gli interessati presso la Stazione Centrale di Milano dove gli artisti contemporanei Andrea Anastasio, Erwin Wurm e Prem Sahib hanno esposto le loro opere d’arte legate alla sua collezione MONDOGENIUS 2 MONCLER 1952 MAN

La serie interpreta il DNA di Moncler in contesti alternativi e inaspettati e il lavoro di ogni artista riflette la sensibilità di Zambon nell’esplorare i contrasti, nel giocare con le prospettive e nel sovvertire al realtà quotidiana. 

La Fat Mini di Erwin Wurm stravolge la forma e la cache culturale pop di un’auto iconica trasformando il piumino Moncler in una silhouette rosa shocking che provoca un’introspezione sul consumismo, sull’iconografia e sull’arte stessa. 

Puffer Desk di Prem Sahib esamina il concetto di scrivania come un artefatto culturale e simbolo di produttività solitaria. Andrea Anastasio applica la curiosità filosofica al simbolismo degli oggetti funzionali: nei vasi Alta Quota, avvolti e decorati con corde da alpinismo, nel vaso Giubbotti, coibentato con i piumini Moncler e nelle sedute Pillow, un interrogativo giocoso, una dichiarazione visiva concisa che fonde le idiosincrasie orientali e occidentali nella forma del cuscino.

La mostra è seguita da un’asta di beneficenza su Artsy – il più importante marketplace di arte online nel mondo – dal 25 settembre all’11 ottobre. I proventi saranno devoluti a favore dell’organizzazione no-profit FREE THE WORK, per conto di The Film Path, con l’obiettivo di supportare e promuovere neri, indigeni, persone di colore (BIPOC -Black, Indigenous and people of color) e transgender nel mondo del cinema.

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La consapevolezza nella Spring/Summer 2022 di Marine Serre

La consapevolezza nella Spring/Summer 2022 di Marine Serre

Andrea Tuzio · 3 settimane fa · Style

In questi due anni vissuti con difficoltà e abituandoci a nuovi modi di stare insieme come comunità, siamo stati quasi costretti a trovare un nuovo dialogo con noi stessi, con gli altri e con l’intero mondo che ci circonda. 

Con la collezione Spring/Summer 2022, Marine Serre ha setacciato a fondo queste dinamiche immaginando quale potrebbe essere il futuro se tutti noi cambiassimo radicalmente le nostre abitudini e provassimo a comportarci in maniera più rispettosa nei confronti del nostro pianeta, partendo da un consumo del cibo più sostenibile, dal modo in cui scegliamo di spostarci e muoverci, agli abiti che indossiamo. 

La solitudine come scelta – quando abbiamo bisogno di riconnetterci con noi stessi, e non come imposizione dovuta alle circostanze – significa tornare a vivere e a riprenderci i nostri spazi sia fisici che emotivi.

“Ostal24”, questo il titolo della SS22 di Marine Serre, significa casa in occitano, una lingua storica parlata nella zona del sud della Francia dove la stilista è cresciuta e dove ha imparato a conoscere e fare propri quei valori che poi ha impiantato nella sua collezione.

 
 
 
 
 
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Attraverso un impegno leal, un’attenzione ai nostri istinti primari e un atteggiamento generale più consapevole, è possibile ricreare quel senso di accoglienza, di familiarità e serenità che i danesi sono riusciti a racchiudere in una sola parola: Hygge.

“Voglio che la gente senta la bellezza e la semplicità dello stare insieme e trovare la gioia nel cucinare, mangiare, ballare, fare yoga. E allo stesso tempo riconoscere che ogni giorno facciamo delle scelte che hanno un impatto. La moda è qualcosa di più che drappeggiare tessuti e fare profitti, può essere un luogo dove siamo liberi di intraprendere azioni significative”, ha dichiarato la Serre.

Una collezione ampia, composta al 90% di tessuti riciclati o rigenerati e che abbraccia un ampio spettro di materiali e lavorazioni: dal patchwork in denim rigenerato alle tovaglie olandesi ricamate, alle calze di nylon riciclate che rinascono in mantelli, cappelli e portaborracce dove su tutto domina l’ormai iconico logo della mezzaluna, simbolo del brand.

La consapevolezza nella Spring/Summer 2022 di Marine Serre
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La consapevolezza nella Spring/Summer 2022 di Marine Serre
La consapevolezza nella Spring/Summer 2022 di Marine Serre
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La capsule collection di Noah dedicata agli indimenticabili Roxy Music

La capsule collection di Noah dedicata agli indimenticabili Roxy Music

Andrea Tuzio · 3 settimane fa · Style

Noah, brand newyorkese fondato da Brendon Babenzien, ha da sempre mostrato un gusto e un approccio unici nei progetti che porta avanti.
Stavolta il marchio ha reso omaggio a una delle band britanniche più influenti del panorama glam rock, new romantic e synthpop a cavallo tra l’inizio degli anni ’70 e la fine degli ’80.

Formatisi a Londra nel 1970, i Roxy Music hanno da subito evidenziato il loro stile sperimentale e coraggioso sia da un punto di vista dei suoni che da quello estetico. Sin dall’inizio della loro carriera hanno mostrato una sensibilità molto diversa rispetto ai gruppi che condividevano con loro la scena musicale britannica, soprattutto con il loro primo album omonimo del 1972. Tra i membri fondatori della band troviamo nomi del calibro di Brian Eno, Paul Thompson e Bryan Ferry. Nel 2019 i Roxy Music sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame.

 
 
 
 
 
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La loro estetica glam rock – insieme a quella del frontman Ferry, il cui abbigliamento negli anni si faceva sempre più ricercato – e il romanticismo miscelato all’umorismo, hanno fatto dei Roxy Music un punto di riferimento a tutto tondo della musica britannica di quegli anni. 

Non hanno mai barattato la loro vera essenza ma anzi, hanno sempre mostrato la loro vera identità spingendo i fan a fare lo stesso, ad abbracciare il loro vero io sottolineando il potere e la forza della diversità. Negli anni sono riusciti a costruire un mondo visivo il cui fascino è ancora estremamente attuale. 

L’omaggio di Noah ai Roxy Music consiste in una capsule collection composta da una bomber jacket tigrata con “Roxy Music” stampato sulla fodera interna, una camicia botton-down con grafica, t-shirt, accessori e tanto altro. 

La collezione Noah x Roxy Music verrà rilasciata negli store Noah e da Dover Street Market e online sul web shop del brand newyorkese giovedì 30 settembre.

Qui di seguito potete dare un’occhiata agli scatti di Ben Grieme dedicati alla capsule.

La capsule collection di Noah dedicata agli indimenticabili Roxy Music
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“The KXTH Book”, il libro che festeggia il 10° anniversario di Kith

“The KXTH Book”, il libro che festeggia il 10° anniversario di Kith

Andrea Tuzio · 3 settimane fa · Style

Kith non è semplicemente un brand. Quella fondata da Ronnie Fieg è una powerhouse che in 10 anni ha saputo mettere insieme una serie di collaborazioni, attivazioni e idee che esprimono la vera essenza di ciò che Kith rappresenta per l’intero mondo streetwear nella sua accezione più ampia.

In occasione del 10° anniversario dalla sua fondazione, Kith ha svelato e messo in vendita The KXTH Book, un libro di oltre 300 pagine nelle quali sono descritti e raccontati i momenti chiave che hanno portato il marchio a diventare ciò che è oggi.

 
 
 
 
 
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Grazie alla direzione creativa di Jim Moore e Fieg, lo styling di  Eugene Tong e la fotografia di Sebastian Kim, The KXTH Book racchiude i progetti più importanti che hanno coinvolto il marchio nel corso della sua decennale esistenza.

A proposito dei progetti che gli sono più cari, Fieg ha dichiarato in un comunicato stampa: “Non penso di poter scegliere uno soltanto, amo ogni singolo progetto a cui ho lavorato per ragioni diverse. Mi guardo indietro e vedo cose che avremmo potuto fare molto meglio, ma non saremmo nella posizione in cui siamo oggi se non avessimo fatto le cose come le abbiamo fatte allora. Fa tutto parte del viaggio”.

Sul futuro del brand invece ha detto: “Vogliamo continuare a massimizzare il nostro potenziale approcciandoci ai progetti con gusto e tatto. Dal momento che Kith è un marchio/azienda di lifestyle, ci sono così tante parti della mia vita che non ho ancora affrontato attraverso la lente del brand. Quindi, man mano che cresciamo, continueremo ad aggiungere nuove dimensioni per creare un’esperienza olistica per i clienti”.

The KXTH Book è già disponibile in tutti gli store Kith e online attraverso il web shop del brand.

“The KXTH Book”, il libro che festeggia il 10° anniversario di Kith
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“The KXTH Book”, il libro che festeggia il 10° anniversario di Kith
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Eredità ed evoluzione, come HYKE ha conquisto il mondo

Eredità ed evoluzione, come HYKE ha conquisto il mondo

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

Pochi giorni fa è stata presentata la collezione di HYKE disegnata per Moncler Genius.
Nel comunicato stampa che accompagna la collezione, l’estetica di HYKE viene descritta come discreta e sofisticata, minimale e utilitaristica e la loro attenzione alla performance si fonde perfettamente con lo spirito di Moncler.

 
 
 
 
 
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Partendo da questa collaborazione, abbiamo deciso di andare alla scoperta di HYKE per comprendere al meglio quali caratteristiche hanno portato il brand giapponese a conquistare il mondo partendo dalla passione per il vintage.

Fondato dai designer Hideaki Yoshihara e Yukiko Ode nel 2013, il brand Tokyo based rappresenta un unicum nel panorama del fashion system. Semplicità, estrema attenzione ai tessuti, ai ricami e alle finiture e una spiccata delicatezza nonostante il costante mantenimento del fattore utilitaristico, rappresentano il mondo attorno al quale vengono costruite le collezioni di HYKE.

Eredità ed evoluzione sono i cardini del processo creativo di Yoshihara e Ode, i capi si ispirano alle diverse silhouette provenienti dalla vastissima collezione vintage dei due designer, continuamente rivisitata valutando la storia di ogni elemento e la sua transizione nello stile di vita contemporaneo.
Nel 1997 la passione per il workwear vintage, le uniformi e lo sportswear più in generale, ha spinto Yoshihara e Ode ad aprire il loro vintage shop Bowles a Tokyo, e in seguito a fondare il loro primo brand Green. Dopo aver interrotto la collezione per tre anni per dedicarsi alle loro famiglie, i designer hanno deciso di rimettersi a lavoro, ma invece di ripartire con Green, il duo creativo ha deciso di creare un nuovo brand, HYKE, come sintesi del nuovo inizio ed evoluzione del loro design e dello studio fatto negli anni.

 
 
 
 
 
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“Siamo spesso influenzati dalle cose vecchie. Che si tratti di uniformi da lavoro, militari, sportive o di altro tipo, traiamo ispirazione dai vecchi abiti di cui ricercarchiamo le tecniche e il background storico. Analizziamo i tessuti, i modelli e gli accessori come materie prime, e poi li rielaboriamo in nuove forme attraverso il nostro filtro di idee”.

Vent’anni fa, ai tempi di Bowles a Daikanyama, i due designer hanno raccontato il loro rapporto con il vintage e ciò che li ha spinti ad intraprendere un loro progetto personale, mostrando il rapporto quasi morboso che i giapponesi hanno nei confronti degli abiti vintage.

“Andavamo a comprare solo i migliori vestiti d’oltreoceano e poi mettevamo i nostri articoli preferiti in mostra nel negozio. Ci rendeva però molto tristi quando questi articoli venivano venduti, quindi poteva essere che il business dell’abbigliamento vintage non facesse per noi. Quando trovavamo dei vestiti che ci piacevano, non volevamo venderli a nessun altro. Decidemmo invece di creare abiti che contenessero l’essenza di ciò che ci piaceva, ed è così che è nato il nostro primo marchio, Green”.

 
 
 
 
 
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La prima collezione di Green firmata da Ode e Yoshihara arrivò nel 1998 e venne presentata durante la Tokyo Collection – quella che ora è la Tokyo Fashion Week – riscuotendo immediatamente un grande successo grazie alla ventata di novità che riuscirono a trasmettere. 

Dopo la collezione Spring/Summer 2009 arrivò lo stop di quasi tre anni per i motivi che vi abbiamo descritto in precedenza e nel 2013 tornarono con HYKE.

“Abbiamo iniziato facendo una cosa per volta, di procedere passo dopo passo, come abbiamo fatto agli inizi di Green. Il nome ‘HYKE’ è solo una disposizione delle lettere dei nostri nomi, quindi non c’è davvero nessun significato particolare dietro. Crediamo che quando si produce qualcosa è meglio che il nome del marchio non abbia una sorta di connotazione limitativa”.

 
 
 
 
 
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L’utilizzo di materiali scelti con cura, un’attenzione spasmodica per i tessuti e la particolare cura nello scegliere i fornitori, sono tutti elementi che vengono fuori in maniera prorompente quando si osservano le collezione di HYKE. 

Il successo e il riconoscimento internazionale è arrivato grazie alle tante collaborazioni nel corso di questi anni come quella con Mackintosh, adidas, The North Face e tanti altri.

L’estetica giapponese espressa ai massimi livelli per un brand che, anche grazie all’hype attorno all’abbigliamento tecnico sviluppatosi negli ultimi anni, un punto di riferimento della moda contemporanea.

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