NIGO espone il suo archivio in un museo

NIGO espone il suo archivio in un museo

Andrea Tuzio · 3 settimane fa · Style

Se esiste un archivio degno di essere esposto in un museo, questo è decisamente quello messo in piedi della leggenda dello streetwear NIGO.

 
 
 
 
 
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L’attuale direttore artistico di Kenzo e fondatore di HUMAN MADE è probabilmente uno dei più grandi e importanti collezionisti nel mondo fashion, i video e gli speciali dedicati a lui e al suo archivio sono innumerevoli.

Finalmente la maggior parte dei pezzi vintage che NIGO conserva con estrema attenzione sono stati messi insieme ed esposti in una mostra al Bunka Gakuen Costume Museum di Tokyo, intitolata “NIGO’s VINTAGE ARCHIVE”.
L’esposizione è curata dallo stesso NIGO con la collaborazione di due dei nomi più importanti del vintage giapponese, sukimonobook e suntrap

La mostra ci da la possibilità di avere un posto in prima fila su una collezione unica, accumulata da NIGO lungo tutta la sua incredibile e rocambolesca vita nel mondo della moda non soltanto.

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Il founder di Patagonia vuole davvero salvare il pianeta

Il founder di Patagonia vuole davvero salvare il pianeta

Andrea Tuzio · 3 settimane fa · Style

Come ho avuto modo di scrivere qui, Patagonia, non è un semplice outdoor brand, rappresenta una filosofia precisa, uno stile di vita. Patagonia è una “compagnia di attivisti”.

Quest’ultima frase assume un significato ancora più forte dopo la decisione da parte del founder e miliardario ribelle Yvon Chouinard e della sua famiglia (moglie e due figli), di cedere l’intera azienda rinunciando a tutte le azioni e devolvendo l’intero ricavato alla lotta contro il cambiamento climatico. Secondo il New York Times Patagonia vale circa 3 miliardi di dollari.

Un vero e propio esempio di leadership aziendale in campo ambientale quella di Yvon Chouinard, che ha trasformato la sua passione per il climbing in uno dei marchi di abbigliamento di maggior successo al mondo.

Patagonia verrà amministrata e gestita da un fondo fiduciario e da un’associazione senza scopo di lucro strutturati come un’azienda unica, che si preoccuperà di destinare tutti i profitti del brand alla salvaguardia del nostro pianeta. 

L’annuncio è arrivato nella serata di ieri attraverso un video in cui lo stesso Chouinard spiega le motivazioni che hanno portato a questa scelta senza precedenti, qui di seguito potete leggere un estratto della lettera scritta dal founder di Patagonia – qui invece il testo completo.

“Anche se stiamo facendo del nostro meglio per affrontare la crisi ambientale, non è sufficiente. Dovevamo trovare un modo per destinare più denaro alla lotta contro la crisi, mantenendo intatti i valori dell’azienda. Un’opzione era quella di vendere Patagonia e donare tutto il denaro. Ma non potevamo essere certi che un nuovo proprietario avrebbe mantenuto i nostri valori o che avrebbe dato lavoro al nostro team di persone in tutto il mondo. Un’altra strada era quella di quotarsi in borsa. Che disastro sarebbe stato. Anche le aziende pubbliche con buone intenzioni sono sottoposte a troppe pressioni per creare guadagni a breve termine a scapito della vitalità e della responsabilità a lungo termine. A dire il vero, non c’erano opzioni valide disponibili. Così abbiamo creato la nostra”.

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Roxanne Lowit ha fatto la storia della fotografia glamour

Roxanne Lowit ha fatto la storia della fotografia glamour

Andrea Tuzio · 3 settimane fa · Style

Si è spenta a 81 anni Roxanne Lowit, una delle più straordinarie e anticonformiste fotografe contemporanee, grazie alla quale abbiamo avuto la possibilità di avere accesso, attraverso uno sguardo intimo e personale, ai backstage del mondo della moda.
Lo stile della Lowit ha aiutato a definire un’epoca fatta di edonismo, piacere e glamour grazie al suo stile unico, libero.

“Siamo molto tristi nel dire che oggi abbiamo perso una donna straordinaria. Roxanne Lowit è stata una fotografa leggendaria che ha fornito uno sguardo intimo sul mondo della moda e ci ha mostrato un lato della vita notturna che la maggior parte delle persone non ha avuto modo di vedere”, queste le parole attraverso le quali la famiglia, con un post sull’account Instagram della fotografa, ha annunciato la sua scomparsa.

Nata a New York nel febbraio del 1942 e cresciuta tra Long Island e il Bronx, Roxanne Lowit non ha mai studiato per diventare fotografa, bensì si è laureata presso il Fashion Institute of Technology di New York in storia dell’arte e design tessile. 

“Dipingo e c’erano persone che volevano posare per me ma non avevano tempo, così ho iniziato a fotografarle. Mi piaceva la gratificazione di ottenere un’immagine istantanea, così ho scambiato i miei pennelli con una macchina fotografica”, così la stessa Lowit racconta come ha iniziato a fotografare. 

Introdotta al mondo glamour del Greenwich Village degli anni ‘60 dal designer Antonio Lopez, la fotografa ha avuto la possibilità di condividere serate e nottate con artisti del calibro di Jean Michel Basquiat e Andy Warhol. 
Il suo lavoro da designer tessile andava alla grande ma l’amore per la fotografia e quella tensione e attrazione nei confronti del caos e dell’esuberanza tipica di quegli anni e di quel contesto. 

Mick Jagger, André Leon Talley, Kate Moss, John Galliano, la drag queen Divine, Naomi Campbell, Christy Turlington e Linda Evangelista sono alcune delle celebrità che Roxanne Lowit ha scattato: “All’epoca c’era sicuramente più voglia di giocareLe modelle avevano davvero una grande personalità e un grande fascino. Oggi trovo che le ragazze siano tutte un po’ uguali…le top model hanno davvero capito tutto”, ha dichiarato la Lowit a The Star nel 2014. 

Una donna e una fotografa capace di mostrarci lo sfarzo e gli eccessi della moda degli ani ’90 con un taglio vero, reale, genuino ma soprattuto irripetibile.

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ETROPÍA, il nuovo manifesto di Etro

ETROPÍA, il nuovo manifesto di Etro

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

Un nuovo corso, una nuova strada, un primo atto di un manifesto in divenire.
Queste le basi sulle quali è stata costruita ETROPÍA, una vera e propria dichiarazione di intenti da parte di Marco De Vincenzo, nuovo direttore creativo di Etro, la maison italiana fondata da Gerolamo “Gimmo” Etro nel 1968.

Se una delle caratteristiche principali di Marco De Vincenzo è la sua sensibilità per i colori, ETROPÍA è la rappresentazione plastica di questa percettibilità, rappresentata da una serie di ritratti che raccontano il legame tra realtà e utopia, identità e immaginazione.

Un viaggio psichedelico attraverso il quale la moda, quasi spogliata della sua essenzialità ovvero senza l’ausilio di alcun indumento, si affida al solo ma potente dialogo tra corpo e colore mantenendo intatto il suo ruolo da protagonista nella ricerca della propria individualità.

Qui di seguito potete dare un’occhiata alle immagini di ETROPÍA, che vede tra i protagonisti una splendida Claudia Lagona aka Levante

ETROPÍA, il nuovo manifesto di Etro
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Foot Locker e Kickit hanno presentato i Digital Days

Foot Locker e Kickit hanno presentato i Digital Days

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

Sabato 17 a Roma Foot Locker – leader mondiale nelle vendita al dettaglio di sneaker e abbigliamento sportivo – e Kickit – uno dei più popolari eventi di Street Culture in Italia – hanno presentato i Digital Days, una serie di streetwear community event con stampa 3D di sneaker, esposizioni di street art, tornei di basket e tanto altro ancora.

 

 
 
 
 
 
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La presentazione dei Digital Days è andata in scena sabato scorso e noi di Collater.al c’eravamo.

Presso il negozio Foot Locker di Via del Corso 475 a Roma, si sono celebrati le intersezioni tra le comunità digitali e il mondo streetwear, anche grazie a un’esperienza virtuale immersiva che è stata offerta agli ospiti. L’evento ha anche lanciato Kickit e @artshot_snkrs NFT, ed è stato accompagnato dalla musica dell’artista emergente @vivianaedera.

Il primo evento principale dei Digital Days si terrà il 25 settembre al Pratibus District, una location di oltre 3000 metri quadrati proprio nel cuore di Roma. Dalle 11 alle 19 l’evento proporrà interventi sulla cultura contemporanea da parte di personaggi del calibro di SoftwareBoy, Mattias Gollin dello studio Ral7000, maestri di Nike Air e sviluppatori del metaverso di Footlocker. 
Nei prossimi mesi, Foot Locker e Kickit organizzeranno altri eventi che coinvolgeranno le comunità streetwear di Milano, Firenze, Bari e Napoli.

Nell’area dedicata ai workshop, i visitatori avranno l’opportunità di personalizzare le proprie sneaker, imparare a ricamare un tappeto e assistere a una performance di live painting. Oltre a tutto questo gli ospiti che parteciperanno potranno scoprire le straordinarie esposizioni di street art, assistere ai tornei di basket e godersi gli skate park. 

Sarà anche disponibile un’area privata dedicata al mondo virtuale, con la possibilità di vivere esperienze di realtà aumentata e dimostrazioni di stampa di sneaker in 3D, rese possibili grazie alle apparecchiature di stampa 3dMiniLab.

Foot Locker e Kickit vi aspettano domenica 25 settembre presso il Pratibus District per continuare a celebrare i Digital Days!

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