Art Short video for Breakfast – Nipples, la censura della sessualità nella cultura contemporanea
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Short video for Breakfast – Nipples, la censura della sessualità nella cultura contemporanea

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Giulia Pacciardi
Nipples, la censura dei capezzoli nella cultura contemporanea | Collater.al

Ogni giorno, nella condivisione delle nostre immagini, dobbiamo prestare attenzione ai contenuti che vogliamo pubblicare.
Un seno o un capezzolo di troppo possono costare il blocco momentaneo, o perenne, del profilo e, se per una persona qualsiasi questo può non essere un problema, per chi ci lavora lo può diventare.

Noi, ad esempio, ogni volta che l’immagine che vogliamo pubblicare è un po’ troppo osé – per gli standard delle comunità Facebook e Instragram– siamo costretti a manipolarla e, quindi, censurarla.
Per quanto questa cosa non ci piaccia, ciò che ci piace ancora meno, è che siamo costretti a porci questo problema solo se il corpo in questione è quello della donna.

Per combattere questa contraddizione discriminatoria sono state lanciate diverse campagne, prima fra tutte quella del profilo Instagram @genderless_nipples che, tramite la pubblicazione di soli capezzoli, riesce ad evadere la censura e a pubblicare sia quelli femminili che maschili sottolineando la ovvia assenza di differenza.

Il lavoro di Matt Lambert, director dello short video di oggi Nipples, mira invece a generare un’interessante conversazione sulla sessualità, il genere e sull’assurdo doppio standard della censura digitale.
A prestare la voce è la modella e attivista Adwoa Aboah, fondatrice di Gurls Talk, che recita un testo di Alex Holder che esplora il legame fra brand, corpo e femminismo.

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Scritto da Giulia Pacciardi
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