“ORO COLATO” – issue n. 11

“ORO COLATO” – issue n. 11

Emanuele D'Angelo · 2 anni fa · Art

Eccoci qui, come sempre in prima linea per togliervi l’incombenza di cercare nuova musica.
“ORO COLATO” torna da voi come ogni due settimane per segnalarvi le uscite più fresche, più ballabili ma anche quelle tristi, non ci sono algoritmi coinvolti.

Da piccole sorprese a grandi ritorni, immergiamoci nella musica migliore di ultime due settimane, buon ascolto!

Ma occhio a non prendere le nostre parole per ORO COLATO.

  • Frah ci regala una nuova perla di stile. Pochi artisti sono capaci come lui di farci volare quando il mondo ci tira giù e di restituire nuova linfa vitale alla musica italiana, esce oggi “Si può darsi”, piccolo anticipo del lato Arancione.
  • Grande, grandissimo ritorno è quello di Jorja Smith, che finalmente ci fa volare con “Gone”, insomma un gran bel venerdì quello di oggi.
  • Un’altra perla arriva anche dai Daydreams capaci di sfornare hit su hit, settimana scorsa è infatti uscita “Skeletons”, pezzo unico.
  • Ritorniamo in Italia perché tocca a Populous farci sognare. Prendetevi qualche minuto per rilassarvi e non pensare più a nulla con “Luna liquida”.
  • Questo invece è un ritorno incredibile. Potremmo dire che la musica non ha età, ma troppo scontato se stiamo parlando di Paul McCartney, del nuovo album abbiamo scelto “Pretty Boys” con i Khruangbin.
  • Una canzone che si chiama “ORO” non può non finire in “ORO COLATO”, noi sosteniamo solo le cose preziose, come questo singolo di Tredici Pietro e Mecna.
  • Altra piccola stella da non perdere assolutamente di vista, nemmeno per un secondino, è Q. Siamo sicuri che riuscirà a conquistarvi fin da subito con la sua nuova “If you care”.
  • Ritorna in “ORO COLATO” anche Biig Pigg con la sua “Lavender” che con le chitarre cupe e la leggerissima voce ci ha conquistato al volo.
  • Impossibile non segnalare anche il nostro caro Mahmood, in attesa che esca il suo album consoliamoci con la nuova arrivata “Zero”.
  • Album in vista anche per Cautious Clay, che per non farci sentire troppo la sua assenza ci tiene buoni con il nuovo singolo “Karma & Friend” facendoci ben sperare per il futuro.
  • Altro artista di casa Undamento che non possiamo non segnalarvi è Tantum Rush che con la sua “Too late” ci fa volare dritto in Brasile tra mare, sole e tanta corsa.
  • MIKE si evolve un po’ di più a ogni drop e noi siamo qui a pregarvi di ascoltarlo, non rimarrete sicuramente delusi da “Evil eye”.
  • Jazmine Sullivan ha invece collaborato con Anderson .Paak, cosa possiamo dirvi, “Price Tags” è già una hit.
  • Ritorno anche per Dario Jacque che continua a far parlare di sé, stavolta però con la sua “Outside and return”.
  • Piccola sorpresa e collaborazione inedita, quella tra Gemitaiz e LA NINA che insieme hanno creato “LASSAME STA”.
  • Anche qui vi conviene sedervi, rilassarvi, è ritornato Kota The Friend per indicarci la via maestra, impossibile fare a meno di “Outside”.
  • “Organic Rust” è una canzone sull’essere in contrasto con l’idea di successo e come questo può portare all’apatia, nuova perla di Alfa Mist da ascoltare e ascoltare in loop.
  • Chiudiamo la nostra speciale selezione, l’ultima del mese di aprile, con due attesi ritorni. Il primo è quello di Franco 126, noi abbiamo scelto “Miopia”, il secondo invece è quello di H.E.R. con Chris Brown che hanno confezionato “Come Through”.

Leggi anche: “ORO COLATO” – issue n. 10

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“Beauty of Imperfection” – gli scatti di Alina Gross

“Beauty of Imperfection” – gli scatti di Alina Gross

Tommaso Berra · 12 ore fa · Photography

Il corpo nudo femminile negli scatti fotografici di Alina Gross diventa un elemento lontano da qualsiasi rappresentazione erotica, o meglio il linguaggio della fotografia facilita il tentativo di evocare le ambivalenze della sessualità e del genere.
La fotografa ucraina e ora di base in Germania evoca gli elementi erotici attraverso associazioni di forme e elementi naturali, combinandoli per creare una bellezza imperfetta, quella “Beauty of Imperfection” che è anche il titolo del suo ultimo libro d’arte, nonché del progetto che l’artista porta avanti da quattro anni.
Alina Gross non mostra una bellezza – e una figura della donna – univoca, da raccontare solo attraverso i tradizionali canoni di bellezza, ma amplia il significato delle forme, grazie anche a una resa pittorica dei corpi, favorita dall’utilizzo del colore che spesso cosparge la pelle. L’effetto disturbante della visione di parti nude non è mascherato, Gross però invita l’osservatore a rivedere il processo mentale di analisi della realtà e la sua definizione, che porta ad abbattere barriere vertiginose.

Alina Gross | Collater.al
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Alina Gross | Collater.al
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“Beauty of Imperfection” – gli scatti di Alina Gross
Photography
“Beauty of Imperfection” – gli scatti di Alina Gross
“Beauty of Imperfection” – gli scatti di Alina Gross
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“Don’t Worry Darling” in 10 inquadrature 

“Don’t Worry Darling” in 10 inquadrature 

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Don’t Worry Darling è uno di quei casi in cui si guarda il film più per curiosità che per sano interesse. La pellicola che è arrivata nelle sale cinematografiche lo scorso 22 settembre e che è stata presentata alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso 5 settembre, ha cominciato a far parlare di sé molto prima del trailer, del teaser e delle prime foto dal set. 

Le controversie infatti sono cominciate proprio a inizio riprese, quando Olivia Wilde, che firma la regia, licenzia Shia LaBeouf, motivando questa decisione al metodo di lavoro dell’attore che a detta della Wilde non si adattava al suo modus operandi.
I problemi di Olivia Wilde sono continuati anche con la protagonista, Florence Pugh, con la quale sembra aver avuto diverse tensioni (mai pubblicamente confermate).
A completare questa complicata fase di produzione è arrivata la scelta della regista di sostituire LaBeouf con l’allora compagno Harry Styles

Inevitabilmente, tutti questi avvenimenti hanno avuto un loro peso anche in fase di promozione, che hanno però spostato il focus dal film vero e proprio a del puro gossip. 

Un peccato? Forse no. 

Alice e Jack Chambers sono una coppia felicemente sposata che vive a Victory, una comunità sperimentale degli anni’50 dove gli uomini trascorrono tutto il giorno al lavoro, mentre le donne si occupano della casa, per poi trascorrere il tempo libero insieme ai vicini. Qualcosa però improvvisamente cambia e Alice comincia a sentirsi costretta in quella vita, con una sempre maggiore volontà di scoprire cosa si nasconde oltre i confini della città. Questa è la trama, che di per sé cela anche qualcosa di potenzialmente interessante, sfortunatamente è lo sviluppo che manca. È come quando a scuola i professori dicevano “ha del potenziale ma non si applica”. 

Di tutto ciò che mette sul tavolo Don’t Worry Darling – che sembra più un bisogno di riscatto da parte della Wilde – qualcosa si salva ed è il motivo per cui il film si lascia guardare fino alla fine: l’estetica

Per curare la fotografia, infatti, la regista si è avvalsa del lavoro di Matthew Libatique, direttore della fotografia americano e collaboratore abituale di Darren Aronofsky. In quasi trent’anni di lavoro, Libatique ha curato la fotografia di film come Requiem for a Dream e Il cigno nero, esperienza che lo ha portato ad essere preparato all’inquietante realtà portata sul grande schermo in Don’t Worry Darling. Si nota subito come la luce calda che illumina l’intera cittadina diventa fredda e cupa quando Alice è da sola con sé stessa, e diventa sempre più fredda col passare del tempo. L’utilizzo della luce va, poi, di pari passo con i colori dei luoghi: ad esempio, il verde della vasca da bagno che ricorda quello delle divise ospedaliere. 

Per questo motivo è stato particolarmente difficile selezionare solo 10 inquadrature del film che forse ha puntato molto sull’estetica e troppo poco sul contenuto. 

“Don’t Worry Darling” in 10 inquadrature 
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“Don’t Worry Darling” in 10 inquadrature 
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Saline come mosaici negli scatti di Tom Hegen

Saline come mosaici negli scatti di Tom Hegen

Tommaso Berra · 6 giorni fa · Photography

A partire dal 2018 il fotografo tedesco Tom Hegen ha viaggiato tra Australia, Senegal, Francia e Spagna osservando dall’alto il paesaggio e la morfologia di questi territori, in particolare delle saline, luoghi affascinanti che dal cielo appaiono come mosaici preziosi.
Le geometrie e il reticolo di percorsi rende questi paesaggi quasi astratti se osservati dall’alto, e le tinte pittoriche che spingono i colori verso il giallo, l’azzurro e il tipico rosa sembrano tavolozze di qualche acquerellista dallo stile delicato.
La serie di fotografie racconta un elemento del paesaggio molto peculiare, in cui la natura, in tutta la sua aridità, riesce a mostrare energia e creatività, che Hegen riesce a mettere in evidenza regalandoci un punto di vista insolito e unico.

Tom Hegen | Collater.al
Tom Hegen | Collater.al
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Saline come mosaici negli scatti di Tom Hegen
Photography
Saline come mosaici negli scatti di Tom Hegen
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Le impressioni di New York di Aleksandr Babarikin

Le impressioni di New York di Aleksandr Babarikin

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Photography

Da poco più di un anno Aleksandr Babarikin si è trasferito a New York, di lavoro fa il software engineer ma voleva cercare uno strumento per capire a pieno gli abitanti della città, i suoi ritmi e più in generale il contesto di un mondo molto diverso da quello bielorusso, nazione in cui è nato.
La fotografia per Aleksandr Babarikin è quindi un hobby, le sue impressioni di New York sono molto forti e l’aspetto interessante è nella sua scelta di intendere lo strumento non come una conoscenza approfondita, non come uno studio esaustivo della realtà che lo circonda, piuttosto come una raccolta di sensazioni, come accade nelle prime fasi di qualunque conoscenza.
Il concetto di “impressione” di New York è resa visivamente chiara attraverso le sfumature che uniformano tutta la scena scattata da Babarikin. I soggetti si mischiano con lo sfondo, le ombre della città, i taxi e la scenografia di cemento sono mosse, come instabili e inafferrabili, forse un “impressione” che è già certezza.

Le impressioni di New York di Aleksandr Babarikin
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