Art Parma 360 Festival: tutto quello che c’è da sapere
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Parma 360 Festival: tutto quello che c’è da sapere

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Giorgia Massari
parma 360

HOMO DEUS è la parola chiave dell’ottava edizione del PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea, inaugurato lo scorso weekend a Parma e aperto fino al 19 maggio. Le due curatrici Chiara Canali e Camilla Mineo indagano sui progressi tecnico-scientifici che l’essere umano sta apportando, ragionando sul saggio di Yuval Noah Harari HOMO DEUS. Breve storia del futuro. Il testo riflette sulla fine dell’Homo Sapiens a favore dell’Homo Deus, che non è altro che l’uomo di oggi, creatore della robotica, della biotecnologia, dell’ingegneria genetica e dell’Intelligenza Artificiale. Quest’ultima in particolare è esplorata ampiamente in chiave artistica in una delle mostre che compongono il festival diffuso. Si tratta di L’opera d’arte nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, a cura di Chiara Canali, Rebecca Pedrazzi e Davide Sarchioni al secondo piano di Palazzo Pigorini. Ma scopriamo qui di seguito tutte le tappe imperdibili secondo noi.

Emanuele Giannelli

Humanoid – Emanuele Giannelli (Chiesa sconsacrata di San Ludovico)

La mostra personale dell’artista Emanuele Giannelli, a cura di Camilla Mineo è forse l’esempio che meglio spiega il tema del festival. La mostra, all’interno della Chiesa sconsacrata di San Ludovico, vede la selezione di alcune sculture inquietanti per la loro veridicità. Giannelli crea opere che esplorano la relazione tra l’umanità e la tecnologia in un contesto futuristico e distopico. I corpi rappresentati sono trasformati in entità ibride, equipaggiate con protesi tecnologiche che li allontanano dalla realtà. L’artista dipinge un mondo virtuale dominato dal progresso tecnologico e dall’intelligenza artificiale, che ha messo in crisi i concetti identitari fondamentali. Le sue opere evocano scenari apocalittici e fantascientifici, rappresentando un’umanità alienata e omologata, contrassegnata da numeri seriali sul petto. Inoltre è imperdibile la scultura monumentale Mr. Arbitrium, alta oltre cinque metri che sorregge la Chiesa di San Francesco del Prato.

Piero Gilardi

Survival di Piero Gilardi (Palazzo Pigorini, piano nobile)

La mostra Survival di Piero Gilardi al Palazzo Pigorini celebra l’artista dell’Arte Povera, noto per il suo impegno ecologico e la ricerca sull’interattività nell’arte. Curata da Chiara Canali, l’esposizione presenta una ventina di opere, inclusi i famosi “Tappeti-natura“, invitando il pubblico a una riflessione sulla relazione tra uomo, natura e tecnologia. Gilardi utilizza la tecnologia per coinvolgere attivamente gli spettatori, promuovendo un dialogo sull’ambiente e la sopravvivenza del pianeta. La mostra offre l’occasione di esplorare il contributo di Gilardi non solo come artista ma anche come attivista culturale.

Andrea Crespi

L’opera d’arte nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, mostra collettiva (Palazzo Pigorini, secondo piano + Torrione Visconteo)

La mostra al secondo piano di Palazzo Pigorini è la prima esposizione collettiva di artisti italiani dedicata all’Intelligenza Artificiale, curata da Chiara Canali, Rebecca Pedrazzi e Davide Sarchioni. La mostra esplora come l’IA stia influenzando la produzione artistica contemporanea, evidenziando opere video, progetti immersivi e artwork digitali creati da venti artisti che utilizzano l’IA come strumento creativo. Temi come la natura, l’umanità e la tecnologia vengono esplorati attraverso l’impiego delle GAN e degli algoritmi generativi, creando nuovi linguaggi estetici nell’arte digitale. La mostra include anche una sezione espositiva presso il Torrione Visconteo, che presenta video-installazioni immersive di artisti come Luca Pozzi, Kamilia Kard e Lino Strangis. La pubblicazione di un libro-catalogo dedicato al progetto e la presenza del twin digitale nel Metaverso su Spatial arricchiscono ulteriormente l’esperienza artistica offerta dalla mostra.

Bianca Bagnarelli

The Space Between, mostra di illustrazione collettiva (Laboratorio aperto del Complesso di San Paolo)

Parma 360 include anche l’illustrazione. Stiamo parlando della mostra The Space Between che vede esposte le opere di quattro illustratori contemporanei: Emiliano Ponzi, Bianca Bagnarelli, Antonio Pronostico e Manfredi Ciminale. Curata da Federico Cano Correa di Galleria Caracol, la mostra vede questi artisti dialogare tra loro per la prima volta. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale può confondersi con il lavoro umano, gli illustratori diventano narratori silenziosi, creando opere che invitano lo spettatore a riflettere e a coglierne il significato più profondo. Ponzi, noto per il suo stile digitale riconoscibile, espone lavori editoriali di fama internazionale, mentre Bagnarelli mostra il suo talento nel fumetto e nell’illustrazione, influenzata dal panorama americano contemporaneo. Pronostico, con la sua tecnica tradizionale, e Ciminale, con un approccio eclettico che affronta temi ambientali, completano l’esposizione con opere che spaziano dalla matita all’acrilico, offrendo una visione diversificata e affascinante dell’illustrazione contemporanea.

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Scritto da Giorgia Massari
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