Berlino, Visions in Motion celebra la caduta del muro

Berlino, Visions in Motion celebra la caduta del muro

Collater.al Contributors · 1 mese fa · Art

Era esattamente il 9 novembre del 1989 quando il Muro di Berlino venne abbattuto. La sua caduta è stata significativa sia per la Germania sia per tutto il mondo e, fin dalla sua nascita, simboleggiava la separazione di una nazione e le differenze tra persone, ideologie e politiche.
Ma facciamo un salto indietro di quasi sessant’anni: il Muro divenne il simbolo concreto dell’immaginaria linea di confine tra le zone europee filoccidentali. Questo circondava Berlino Ovest e divise in due la città per ben 28 anni, più precisamente dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989, giorno in cui il governo tedesco-orientale si vide costretto a decretare la riapertura delle frontiere con la Repubblica Federale.

Le fondamenta del muro sono state erette quasi da un giorno all’altro. Verso la mezzanotte del 13 agosto gli ufficiali dell’esercito fecero rotolare chilometri di filo spinato attraverso la città fino a raggiungere la campagna periferica. Questo evento divenne noto come la “Domenica del Filo Spinato”. Anche se il complesso processo di riunificazione fisica e ideologica del paese ha richiesto circa un anno intero, il 9 novembre è considerato un giorno di riferimento. Per celebrare questo anniversario l’artista di Los Angeles Patrick Shearn – rinomato per le sue grandi installazioni cinetiche che lui chiama “Skynets”- è stato incaricato di realizzare un’opera commemorativa.
Il lavoro commissionato continua la serie dinamica di installazioni artistiche galleggianti ultraleggere, montate in maniera tale da sembrare che queste fluttuino a mezz’aria.
Il nome dell’installazione è Visions in Motion ed è stata esposta al pubblico dal 4 al 10 novembre. È stata scelta la Porta di Brandeburgo di Berlino come luogo ospitante in quanto era stato precedentemente utilizzato come un confine di divisione.

L’opera cinetica si estende su una superficie di circa duemila metri quadrati ed è composta da trentamila nastri parzialmente riflettenti che danno movimento decorando così la città. I colori dei nastri sono il giallo, l’azzurro/blu e il viola. La scelta di queste tonalità non è stata un caso ma studiata in quanto richiamano e trasmettono l’idea di speranza e di possibilità di cambiamento, miglioramento, il progresso ma anche il ricordo della Guerra Fredda.
Sviluppare una consapevolezza storica è il primo obiettivo di questa installazione per far si che nulla venga dimenticato e per evitare che ciò che è successo in passato si possa ripetere anche in futuro.

Visions in Motion | Collateral2
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Testo di Anna Cardaci

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WRDSMTH, quando la parola si fa street art

WRDSMTH, quando la parola si fa street art

Claudia Fuggetti · 1 mese fa · Art

WRDSMTH è il nome di un autore, sceneggiatore, ex copywriter pubblicitario e artista di strada emergente: sì, stiamo parlando di una sola persona. Nato e cresciuto nel Midwest, si è trasferito a Los Angeles e ha iniziato a lavorare a Hollywood, inseguendo il grande sogno americano.

Nel corso del tempo l’artista ha identificato il suo stile come un perfetto mix tra passato e presente. WRDSMTH ha definito la propria arte “una combinazione unica di stenciling e wheatpasting“, una tecnica che gli ha permesso di lasciare il segno non solo sui muri di Los Angeles, ma anche su quelli di varie parti del mondo.

I pensieri e i messaggi si fanno indelebili, come a voler mettere un punto fisso all’interno di un mondo che cambia in continuazione e che non garantisce alcuna certezza.

Segui WRDSMTH su Instagram.

WRDSMTH è il nome di un artista poliedrico di Los Angeles che scrive sui muri pensieri e parole indelebili. Dai un'occhiata alla nostra gallery!
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Factourism, fatti e aneddoti curiosi diventano originali illustrazioni

Factourism, fatti e aneddoti curiosi diventano originali illustrazioni

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Lo sapevate che su un iPhone ci sono più batterei che sulla tavoletta del water? E che, in media, ogni 5 secondi viene venduta una libreria Billy dell’IKEA? 

Se andate sempre in cerca di curiosità e aneddoti strani e curiosi allora Factourism fa per voi, ma andiamo per gradi. 

Factourism è un sito che nasce nel 2018 con un unico intento, quello di raccontare “fatti reali del mondo reale basati su fonti reali” attraverso immagini e vignette divertenti e dal forte impatto. 

Il sito è opera dell’agenzia infografica di Copenhagen Ferdio che ogni giorno cerca di trasformare le informazioni in immagini e storie. 

L’aspetto più interessante di Factourism, e il motivo per il quale vi consiglio di non limitarvi a guardare il loro profilo Instagram, ma di andare anche sul sito, è che ogni illustrazione è accompagnata dalla fonte, spesso testate e giornali rinomati. In questo modo anche i più scettici, quelli sempre pronti a sfatare e dare la loro opinione, dovranno cedere all’evidenza. 

Nella nostra gallery trovate una selezione delle immagini. 

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Traces, l’installazione di The Krank con 500 sacchi della spazzatura

Traces, l’installazione di The Krank con 500 sacchi della spazzatura

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

Sempre più spesso ci troviamo a leggere notizie sconcertanti sulla situazione del nostro Pianeta. I problemi sono molti, il cambiamento climatico, l’estinzione di intere specie animali, l’inquinamento, l’accumulo dei rifiuti. Abbiamo a disposizioni decine e decine di dati, su quanto consumiamo, su quanto ricicliamo, su quanto tempo ci resta prima che la situazione diventi irrecuperabile, ma sono numeri difficili da visualizzare. 

Per questo The Krank, artista greco che vive e lavora a Berlino, ha deciso di mostrare, attraverso un’installazione davvero suggestiva, quanti rifiuti produciamo e non riusciamo a riciclare. L’opera si chiama Traces ed è stata allestita all’interno del centro culturale X LANE, durante la mostra Graphic Days #14 ospitata a ottobre. 

L’intero pavimento di un salone dell’edificio è stato ricoperto da 500 sacchi della spazzatura neri. Un senso di spaesamento pervade lo spettatore che, abituato a vedere al massimo una decina di sacchi insieme, si trova completamente circondato da essi. Inoltre, l’installazione viene anche illuminata da luci rosse, per dare un ulteriore senso di pericolo imminente. 

Traces di The Krank fa riflettere, presto le strade delle nostre città, le spiagge, i parchi potrebbero avere l’aspetto di quest’installazione. Noi speriamo di no.  

the krank traces | Collater.al 2
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Traces, l’installazione di The Krank con 500 sacchi della spazzatura
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Studio Studio Studio, la nuova realtà interdisciplinare di Edoardo Tresoldi

Studio Studio Studio, la nuova realtà interdisciplinare di Edoardo Tresoldi

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

Si chiama Studio Studio Studio e si prospetta essere il prossimo capolavoro firmato Edoardo Tresoldi, questa volta però non si tratta di una delle sue emblematiche installazioni di rete metallica e materiali industriali, ma di una vera e propria realtà interdisciplinare con l’obiettivo di creare progetti culturali ibridi coinvolgendo di volta in volta diversi creativi. 

Il primo progetto di Studio Studio Studio non si fa attendere e vedrà la luce in Arabia Saudita proossimamente, in occasione del festival Diriyah Oasis curato dallo studio di design di Dubai Designlab Experience .

Si chiama Gharfa e consiste in un intero padiglione esperienziale che nella sua parte più alta raggiungerà i 26 metri e che indagherà e porrà l’attenzione sullo stretto rapporto che intercorre tra l’uomo, il paesaggio e l’architettura.

Gharfa è il risultato di un lavoro nato dalla collaborazione tra Edoardo Tresoldi – ovviamente – e Alberonero, designer conosciuto per i suoi interventi incentrati sull’utilizzo del colore e su come questo possa trasmettere delle emozioni allo spettatore, Max Magaldi, musicista italiano e padre dei cosiddetti “murales sonori”, ovvero sonorizzazioni site-specific di interi spazi pubblici, e Matteo Foschi, garden designer e fondatore dello studio Odd Garden che con le sue progettazioni e costruzioni di giardini, spazi verdi e installazioni contemporanee ha cambiato la concezione classica del gardening.  

Non sappiamo ancora quale sarà l’aspetto di Gharfa, ma tenendo conto delle abilità dei quattro artisti italiani e delle loro opere precedenti non possiamo che aspettarci qualcosa di davvero straordinario. 

Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5
Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5
Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5
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Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5
Edoardo Tresoldi Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al 5

Foto di Aruallan
Foto di Cristiano Coini
Visual Identity di Derein

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