The Guestbook: la nostra intervista a Cristina Coral

Claudia Fuggetti · 4 anni fa
Presentato da

Cristina Coral è una fotografa italiana della quale abbiamo avuto il piacere di parlare precedentemente qui; il suo sguardo è incredibilmente armonioso e delicato, dotato di un rigore compositivo che mette in luce la sua grande sensibilità, capace di arrivare dritta al cuore del pubblico.

Noi di Collater.al abbiamo chiesto a Cristina di raccontarsi brevemente tramite un’intervista, che trovi qui sotto:

Come ti sei avvicinata alla fotografia? Hai un ricordo ben preciso a riguardo?

La mia prima macchina fotografica era una Bencini Comet II film 127 di mia madre, ero molto giovane quando iniziai a scattare. I miei primi soggetti fotografici erano la mia famiglia nel giardino della nonna. La scelta della fotografia come strumento della mia espressione artistica risale a qualche anno fa. Ho frequentato un corso fotografico e da subito ho intuito cosa poteva darmi in termini di sperimentazione e di scoperta.

Perché hai selezionato questi scatti?

Per la profonda tematica. Queste immagini (dalla serie “the other part of me”) parlano della parte nascosta di noi stessi e nasce da alcune riflessioni sulla dicotomia tra bene e male, realismo e idealismo. La parte invisibile non può essere condivisa, demolendo il concetto del ritratto che in questa era di “selfies” rovescia i luoghi comuni e porta con sé il dubbio della propria esistenza.

Cosa vuoi comunicare con le tue immagini?

L’opera non deve essere comunicata, ma evocata. L’opera, come scrive Goethe, esiste prima di tutto ai fini di chi la crea raggiunge il suo pieno scopo nell’atto del suo nascere, il godimento di essa, da parte degli “altri” è solo una conseguenza del suo esistere….

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Il mio maestro è stato sicuramente mio padre Giampaolo, stimato compositore di musica da camera classica e contemporanea che con il suo pensiero artistico ha contribuito ad accrescere la mia sensibilità e ha avuto un ruolo fondamentale nella mia maturazione artistica.

 Ci sono film o libri che hanno influenzato il tuo percorso artistico? Se sì, quali?

Per citarne alcuni, lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr. Hyde di Stevenson e l’intrinseco e primordiale dualismo. La biografia di mio padre con le sue considerazioni. Il libro dell’ inquietudine di F Pessoa (un altro sdoppiamento). L’ altra parte di Kubin e le sue visioni Notturne.

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