Porsche e Pixar insieme per una nuova “cars”

Porsche e Pixar insieme per una nuova “cars”

Tommaso Berra · 2 mesi fa · Design

A distanza di vent’anni dal progetto della Sally Carrera, Porsche insieme a Pixar ha annunciato l’arrivo di un nuovo esemplare personalizzato, al quale lavoreranno in collaborazione il team di animatori della casa di produzione e i designer di Porsche.
La Porsche 911 sarà il ritorno di una partnership che aveva portato il modello azzurro nelle sale cinematografiche nel 2006, come protagonista del blockbuster Cars
I due team creativi lavoreranno nei prossimi mesi a un modello unico, che sarà venduto all’asta, con il ricavato devoluto in beneficienza a due associazioni benefiche a sostegno dell’istruzione dei bambini. 

L’annuncio è arrivato in occasione del South by Southwest, festival musicale e cinematografico con sede a Austin, in Texas. Durante l’evento è stato esposto il modello costruito per la premiere del film, nato dall’immaginazione degli animatori Bob Pauley e Jay Ward.
La nuova supercar approfondisce lo studio attentissimo delle forme fatto da Pauley e Ward nel 2006, partendo dalla colorazione “sally blue” e dal suo contrasto con le rocce rosse di Radiator Spring, cittadina nella quale si svolgono le vicende di Saetta McQueen nel film Cars. 
La novità è che per la prima volta verranno realizzati anche gli interni della Sally Carrera, in bianco con dettagli azzurri, per un modello che manterrà l’anima del film e il lusso dei modelli Porsche.

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Kith e Invisible Friends lanciano il loro progetto NFT

Kith e Invisible Friends lanciano il loro progetto NFT

Andrea Tuzio · 3 giorni fa · Style

Kith, il brand newyorkese fondato da Ronnie Fieg, ha finalmente annunciato il lancio di un progetto NFT in collaborazione con Invisible Friends.  

Questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo avanti nell’era della moda digitale legata a doppio filo agli Non-Fungible Token. 

Kith si pone come obiettivo quello di costruire “un’esperienza che faccia da ponte tra lo spazio digitale e quello fisico” con il lancio di una piccola collezione di NFT in edizione limitata che daranno la possibilità a chi li acquisterà un accesso esclusivo ad alcuni item realizzati per l’occasione.

Il progetto di Kith e Invisible Friends, chiamato Kith Friends™, consiste nel rilascio, attraverso la piattaforma OpenSea, di 8 NFT 1/1 e 3 in edizione più ampia. Tutti questi NFT raffiguranti il caratteristico personaggio creato da Invisible Friends, vestiranno la collezione Kith for Invisible Friends che verrà rilasciata a febbraio 2023 così come le ASICS in collaborazione con Ronnie Fieg.

 
 
 
 
 
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La peculiarità è quella che soltanto chi avrà acquistato gli NFT del progetto potranno effettivamente acquistare gli item e gli accessori della collezione Kith for Invisible Friends. 

In aggiunta, i possessori degli NFT riceveranno senza costi aggiuntivi alcuni item come un bomber, una crewneck, un cap e un paio di RF per ASICS. 

Tutto il ricavato della vendita sarà devoluto in beneficienza all’organizzazione no-profit di Brooklyn, NY, Kings Against Violence Initiative, che si pone come obiettivo quello di aiutare, sostenere ed eliminare la violenza giovanile a New York. 

Per tutte le altre info su come acquistare gli NFT del progetto che vede coinvolti Kith e Invisible friends potete visitare il landing dedicata sul sito del brand newyorkese.

 

 
 
 
 
 
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Kith e Invisible Friends lanciano il loro progetto NFT
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Nike ACG abbatte le barriere tra noi e la natura

Nike ACG abbatte le barriere tra noi e la natura

Andrea Tuzio · 3 giorni fa · Style

Nike ACG ha da poco presentato la sua ultima collezione per la Spring 2022.
Una serie di item che rispecchiano a pieno il claim della sub-label di Nike – All Condition Gear – pensati per affrontare qualunque tipo di avventura in qualsiasi luogo all’aperto, a contatto con la natura. 

L’idea dietro alla Spring 2022 di Nike ACG è quello di permettere a tutti di sentirsi a proprio agio in qualsiasi condizione mentre si sta all’aria aperta, in modo tale da abbattere le barriere tra noi e la natura vivendo in simbiosi.
Traspirabilità, utilità e libertà di movimento sono i tre punti cardine sulle quali è stata costruita la collezione che include: cargo con cuciture munite di elastico, giacche packable e insulated, tee con grafiche tipiche della tradizione ACG e le sneaker ACG Lowcate.

La collezione Spring 2022 di Nike ACG sarà disponibile a partire dal 28 maggio.
Qui di seguito potete dare un’occhiata al lookbook.

Nike ACG abbatte le barriere tra noi e la natura
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Nike ACG abbatte le barriere tra noi e la natura
Nike ACG abbatte le barriere tra noi e la natura
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10 cose da sapere dei tuoi Levi’s 501

10 cose da sapere dei tuoi Levi’s 501

Collater.al Contributors · 2 giorni fa · Style

Il 20 maggio si festeggia l’anniversario di uno dei capi simbolo della moda, il jeans Levi’s 501. Dal primo modello del 1873, il brand americano ha seguito un percorso che ha portato il suo modello di jeans più famoso a diventare prima un affidabile indumento da lavoro, poi simbolo di controculture nate nell’arco dei decenni del secondo ‘900.
Per un secolo il Levi’s 501 ha mantenuto molte delle sue caratteristiche, che lo hanno reso anche feticcio per appassionati di vintage e moda d’archivio, ma sono cambiati anche piccoli dettagli, che vi potrebbero aiutare a datare l’ultimo paio che avete comprato nel mercatino in cui siete stati lo scorso mese. Dalla RED TAB alla patch, siete sicuri di conoscere bene i Levi’s 501? E il vostro paio in particolare?

Levi's 501 | Collater.al

1.
Uno dei pezzi più rari esistenti sono i jeans Levi’s Calico, un originale 501 ritenuto il più antico del mondo e risalente al 1900. Furono scoperti in una ex miniera di Calico, città fantasma nel deserto del Mojave, in California, dove un’adolescente si era recata per un’escursione. trovata una stanza piena di jeans ha preso quelli meglio conservati, rattoppandoli e indossandoli qualche volta, prima di notare sull’etichetta una scritta conosciuta: LS&Co.

2.
Marilyn Monroe è stata una delle prime donne a indossare i jeans 501 in un film, la pellicola era River of No Return (1954) diretta da Otto Preminger.
Secondo Bob Calacello (ex redattore della rivista Interview) è da attribuire a Andy Warhol la popolarità dell’abbinamento jeans+blazer, che l’artista della pop art era solito sfoggiare indossando proprio i Levi’s 501. Prima di lui nessuno aveva abbinato in quel modo la giacca di un abito.

3.
Se i tuoi 501 sull’etichetta interna hanno indicato un possibile restringimento di “circa l’8%” significa che sono precedenti al 1981. Da quella data infatti l’indicazione cambia in “circa il 10%”.

LA TAG ROSSA

4.
La famosa etichetta sul retro del 501 fu aggiunta negli anni ’30 per distinguere i jeans Levi’s dalla concorrenza. È una delle firme del jeans insieme alla chiusura a bottoni, ai rivetti in rame e all’etichetta in pelle.

5.
Se il vostro Levi’s ha la RED TAB su un solo lato, significa che il 501 è stato prodotto prima del 1951. All’inizio degli anni ’50 infatti la scritta “LEVI’S” iniziò a comparire su entrambi i lati della linguetta rossa.

6.
Se l’etichetta del vostro paio è scritta con la “E” maiuscola significa che sono prodotti prima del 1971. La RED TAB precedente al 1971 è comunemente chiamata Big E. Un’altra caratteristica comune dei Levi’s d’epoca è invece la piccola cucitura a “V” che corre lungo il bordo della chiusura a bottone. Questo punto va dalla parte superiore della cintura fino a circa un quarto di pollice al di sotto della cintura stessa, per poi risalire con un angolo acuto fino al bottone in vita, creando una sorta di “V”. Questa era una caratteristica standard dei 501 fino al 1969.

Levi's 501 | Collater.al

LA PATCH

7.
Se la toppa con il marchio Two Horse del vostro jeans è attaccata al passante della cintura significa che sono precedenti al 1970. Intorno al 1969-71 (e fino a qualche tempo fa) Levi’s introdusse una toppa in cartoncino più sottile che aveva una sezione a strappo sul lato destro, che permetteva di avere più spazio tra la patch e il primo passante della cintura.

8.
Se sulla patch leggete il numero 501 XX allora avete tra le mani un buonissimo modello di jeans. Quando la patch del marchio Two Horse fu introdotta per la prima volta (1886), Levi’s usò il simbolo XX per indicare che il denim era eXXtra strong, facendo riferimento all’uso di denim proveniente da Amoskeag Denim Mills, a Manchester, New Hampshire. La scritta “XX” è stata presente per l’ultima volta sul modello di transizione 501xx 501 del 1966-68 e reintrodotta solo nel 1987. 

9.
La scritta “Every Garment Guaranteed” indica un modello prodotto fino al 1963 circa. I Jeans 501XX presentavano questa scritta sulla patch Two Horse sopra i numeri di lotto e di taglia, ma pare che questa indicazione sia stata abbandonata durante il 1963. 

10.
Di che materiale è la patch “The Two Horse”? Se quella dei vostri 501 è in pelle sono stati prodotti prima del 1954, quando la toppa in pelle è stata gradualmente eliminata in sostituzione di una più spessa in Jacron (finta pelle).

10 cose da sapere dei tuoi Levi’s 501
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Chi è Roy DeCarava, il fotografo nell’ultimo drop di Supreme

Chi è Roy DeCarava, il fotografo nell’ultimo drop di Supreme

Tommaso Berra · 5 giorni fa · Style

L’attività alla quale si dedicava Roy DeCarava all’inizio della sua carriera artistica negli anni ’30 e ’40 era quella di pittore e incisore, con brillanti studi e un diploma con lode nel 1938, al quale seguiranno i corsi seguiti l’Harlem Community Art Center (1940–1942) e della George Washington Carver Art School (1944–1945).
Vincent van Gogh e i muralisti messicani Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros influenzavano le opere di DeCarava, mentre nasceva in lui la necessità di continuare a raccogliere informazioni visive per i suoi dipinti. A metà degli anni ’40 la 35mm con la quale era solito girare diventa l’unico strumento che lo aiuta a rappresentare la realtà, in particolare quella del suo quartiere, Harlem, con una libertà che la pittura non gli permetteva di avere.
La flessibilità della fotografia diventa presto il perfetto strumento per portare a termine quel ruolo di osservatore ambulante, sulla scia di grandi maestri di quel tempo come Henri Cartier-Bresson, con una propensione più spiccata nel capire il suo rapporto con i soggetti che fotografava nel quartiere di New York piuttosto che comporre un documentario sociale.

 
 
 
 
 
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Nel 1950 Roy DeCarava fa il suo debutto, con una personale che lo porterà a diventare il primo fotografo afroamericano a vincere la borsa di studio John Simon Guggenheim Memorial Fellowship. Harlem continua ad essere al centro della sua ricerca fotografica, che sfocia in quegli anni in The Sweet Flypaper of Life, un’opera fotopoetica che vede immagini del quartiere abbinate alla narrazione del poeta Langston Hughes. Nasce così uno dei grandi classici della letteratura visiva americana.
Negli anni seguenti il contesto di Harlem si fa sempre più centrale e la vicinanza di DeCarava alle conseguenze violente che può portare la discriminazione razziale ha fatto si che il fotografo creasse un legame sempre più forte con Harlem. Le battaglie della comunità afroamericana guidata da Martin Luther King Jr. saranno un soggetto ricorrente della sua produzione in quegli anni e lo scatto che realizzerà a Malcom X entrerà presto nella storia della fotografia.

Il lavoro di Roy DeCarava è tornato alla luce in questi giorni dopo che Supreme ha scelto di utilizzare proprio il ritratto di Malcom X del 1964 per la sua ultima release. Lo scatto compare su tee e hoodie del brand nato a Manhattan ma che ha sempre avuto un legame stretto con la comunità black. I ricavati della collezione (rilasciata il 19 maggio alle 11 EDT) saranno per l’appunto devoluti in beneficienza al Schomberg Center Research in Black Culture di Harlem.

Roy DeCarava | Collater.al
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