Design “Plasticity”, l’installazione di Niccolo Casas alla Biennale di Venezia
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“Plasticity”, l’installazione di Niccolo Casas alla Biennale di Venezia

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Giulia Guido
plasticity | Collater.al-012

Sabato 22 maggio ha aperto ufficialmente le porte al pubblico la 17ª Mostra Internazionale di Architettura. Organizzata dalla Biennale di Venezia e curata da Hashim Sarkis, la Mostra di quest’anno ha come titolo How will we live together? e invita gli architetti partecipanti a immaginare spazi in cui vivere il nostro futuro insieme. Come sempre i visitatori si ritroveranno a seguire un percorso tra i padiglioni dei differenti Paesi dove, oltre ai progetti architettonici, troveranno opere e installazioni che affrontano il tema di questa edizione. 
A tal proposito una menzione speciale va a Plasticity, l’installazione dell’architetto italiano Niccolo Casas realizzata in collaborazione con Parley for the Oceans, lo studio Nagami e il Padiglione Italiano. 

Plasticity, che deve il suo nome dall’unione di ‘plastic’ e ‘sustainability’ (plastica e sostenibilità), è una scultura altra 3,6 metri stampata in 3D che mostra sia come potrebbero essere riutilizzati i rifiuti plastici recuperati dagli oceani e dalle spiagge sia il potenziale di questa nuova tecnologia. 

Secondo Niccolo Casas l’architettura deve reinventarsi per avere un impatto sano sul futuro e offrire delle alternative valide, e la tecnica utilizzata per realizzare la sua installazione può essere una di queste. 

“L’architettura, sia nel mondo accademico che nella professione, deve entrare strategicamente in contatto con la conoscenza dei confini che finora è stata sottovalutata o addirittura ignorata.” – Niccolo Casas

Come già detto, Plasticity è il risultato di un lavoro collettivo: Niccolo Casas ha progettato questa scultura dalla forma eterea che poi è stata concretamente realizzata grazie alla collaborazione tra Parley for the Oceans, organizzazione che grazie ai suoi volontari è attiva in 28 paesi e che si impegna a incentivare soluzioni all’inquinamento delle plastiche nei mari, al cambiamento climatico e alla pesca intensiva, e lo studio Nagami che da sempre punta a ridefinire il concetto di design, produzione e consumo attraverso l’utilizzo della stampa in 3D.

“Insieme a Parley for the Oceans e Nagami, siamo impegnati in uno sforzo congiunto con l’obiettivo di mostrare una visione di come l’architettura può essere progettata e costruita in futuro, ma in particolare, di come l’architettura può diventare un istigatore e attivatore di economia circolare. Plasticity è l’esempio architettonico d’avanguardia di ciò che si può fare con la plastica intercettata dalle attività di pulizia degli oceani.” – Niccolo Casas

Foto: Tommaso Biondo

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Scritto da Giulia Guido
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