La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018

La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018

Aurora Alma Bartiromo · 3 anni fa · Music

[save_the_date]

Le temperature si sono alzate e – come ogni anno – arriva il Festival più desiderato che porta il nome della stagione più desiderata. Ovviamente stiamo parlando del Primavera Sound 2018.

E qual è il modo migliore per ingannare l’attesa e allo stesso tempo farsi trovare preparati?

Una playlist, what else?

1. Spiritualized / Ladies and Gentlemen we are floating in space

Per partire alla grande con un volo pindarico nello spazio.

Baby, I love you today
I guess that’s what you want
And I don’t know where we are all going to

2. Belle and Sebastian / Another sunny day

Torniamo con un ritmo preso benissimo sulla terra. Perché dovremmo esserne felici? Beh, c’è un gran bel sole quaggiù.

Another sunny day
I met you up in the garden
You were digging plants
I dug you, beg your pardon

3. Björk / It’s Oh so quiet

È tutto così tranquillo, almeno fino ad un attimo prima di innamorarsi. La canzone perfetta per chi si sente battere il cuore con l’arrivo della primavera.

“You blow a fuse
Zing boom
The devil cuts loose
Zing boom
So what’s the use
Wow bam
Of falling in love?”

4. Nick Cave / Into my arms

Ma l’amore è forse solo un casino pazzesco? No. E con questa canzone diventa tutto dolcissimo, anche piangere disperatamente.

“Oh, not to touch a hair on your head
Leave you as you are
If he felt he had to direct you
Then direct you into my arms”

5. The War On Drugs / Up all night

Una luce alla fine del tunnel di una notte insonne con il cuore a pezzi e la mente contemporaneamente così vuota e così piena.

“But it just stopped raining
I’m stepping out into the world
I’m stepping out into the light, yeah”

6. Floating Points / Nespole

Hai presente quando sei da solo in camera e hai voglia di ballare? Ecco.

7. Nils Frahm / Momentum

La contemplazione estatica della vita in un pomeriggio assolato qualsiasi. La risoluzione improvvisa che ci spinge a prendere una decisione.

8. Four Tet / L.A. Trance

I risvegli lenti e assonnati ma con il ritmo giusto. E gli uccellini che cinguettano.

9. Warpaint / Love is to die

Eros e Thanatos.

But
Love is to die
Love is to not die
Love is to dance

10. Unknown Mortal Orchestra / Multi-love

Cos’è l’amor? Una gran confusione che va oltre qualsiasi regola sociale.

Fearing new kinds of mind control and just blaming each other
She don’t want to be your man or woman
She wants to be your love

11. Kelela / Jupiter

Bassi e una voce suadente. Per accarezzare le orecchie prima che arrivi il temporale.

It’s hard to hear
You’re in and out
I can tell you’re running

12. Mount Kimbie / Marilyn

Quando ti giri a guardare chi vorresti guardare e ti accorgi che anche lui ti stava guardando.

I’m looking up at you, yeah
Are you looking up at me, yeah?

13. Marcel Dettmann / Bad boy

Iu uuu c’è all’ascolto qualche ragazzo cattivo con tanta voglia di ballare?

14. The National / Walk it back

Un discone, un pezzone. Un ritmo che ti entra nella testa e ti culla nella tristezza.

I’m Forget it, nothing I change changes anything
I won’t let it, I won’t let it ruin my hair

15. Tyler, The Creator / I ain’t got time!

Per sopravvivere alle incazzature quotidiane o per un’estenuante sessione in palestra.

“Who the fuck you talking to, motherfucker?
Boy, I ain’t got time”

16. Charlotte Gainsbourg / Deadly valentine

Per ballare un po’ anche con il mal di cuore.

“Damn! Can’t even remember my name
You are my thing, I’m my own shadow”

17. Arca / Child

Quel carico di suspense/ansia che non fa mai male per prepararsi. A cosa? A tutto.

18. Mogwai / Take me somewhere nice

Nella tua stanza a fissare il soffitto aspettando che qualcuno passi a salvarti.

“What would you do
If you saw spaceships
Over Glasgow?
Would you fear them?”

19. Cigarettes After Sex / K.

Stile a palate, da ascoltare mentre ti prepari ad uscire e – perché no? – ad innamorarti.

“I remember when I first noticed that you liked me back
We were sitting down in a restaurant waiting for the check”

20. Rhye / Blood knows

Il perfetto sottofondo per fare l’amore, quello vero.

“It’s coming down for me this way
I’ll be calm for you and fearless”

21. Ty Segall / The last waltz

Un valzer moderno e disperatissimo in contrasto con una musichetta quasi da ridere.

“Yes, I remember now, my wedding wine
I’ll drink some now, stop wasting my time”

22. Thundercat / Walk on by

Il giusto flow per convincere qualcuno, o – perché no? – se stessi, a restare.

“At the end of it all
No one wants to drink alone
Baby that’s how it goes
Don’t walk away from me”

23. The Black Madonna / He is the voice I hear

Senti le voci? Va benissimo così, non ci pensare e continua a ballare.

24. Yellow Days / Your hand holding mine

Quell’atmosfera da piano-bar in chiusura quando stai tenendo in mano l’ultimo bicchiere pensando all’amore della tua vita.

“A bruised soul, purple and blue
But I think I’ve found something in you
You hold my hand so close between yours
All of this time I always thought it would be your hand”

25. Sevdaliza / Soul Syncable

Per rimettere in sync l’anima.

“I’m on codeine
Suffer to dream
In the most caring way”

26. Arctic Monkeys / Cornerstone

Le allucinazioni date dall’amore e altre droghe in questa ballad dal sound senza tempo.

“She was close, and she held me very tightly
’Til I asked awfully politely
<<Please, can I call you her name?>>”

27. Lorde / Sober

Alla fine un po’ di Pop piace a tutti e anche sentirsi in un chiosco sul lungomare col drink in mano. Insomma, quando sei tutto tranne che sobrio.

“But my hips have missed your hips
So, let’s get to know the kicks
Will you sway with me?
Go astray with me?”

28. Beach House / Dive

Un bellissimo daydream da ascoltare alla guida al ritorno dal mare con un tramonto di quelli illuminanti, in tutti i sensi.

“Tell her something
Tell her nothing
Tell her that you’re
Fading”

29. Slowdive / No longer making time

Ma quant’è bello lo shoegaze?

“You come around and I don’t know why
Just lovers and life
Common ground, Yeah there’s no surprise”

30. The Blaze / Virile

Un “fomento” di quelli che o picchi qualcuno o cominci a ballare come un matto con tutti i tuoi amici, anche quelli che non sono lì con te.

“Oh come with me we’re gonna burn sunset
Just take your lighter, sky will be better in red”

31. Jon Hopkins / Emerald Rush

Sempre una garanzia e questo nuovo pezzo promette bene, anzi benissimo. Un viaggio interstellare pur rimanendo ore ed ore on the dance floor.

32. Deerhunter / Agoraphobia

A volte le richieste d’aiuto funzionano meglio se canticchiate allegramente.

“I had a dream no longer to be free
I want only to see four walls made of concrete
6 by 6 enclosed
Soon we’re on video oh oh oh”

33. Ariel Pink / Another weekend

Da ascoltare a scelta o il venerdì prima di cominciare o la domenica pomeriggio con l’hangover.

“Another weekend out of my life
I’m either too shy or humble
Another weekend I can’t rewind
Is gonna get me into trouble”

34. John Talabot / Destiny

Tutti pronti per le feste infinite in riva al mare?

“Its a destiny, I don’t believe in destiny
Yes you do, you just don’t know it yet”

35. Populous / Azulejos

I ritmi esotici con il caldo piacciono a tutti, diciamocelo.

36. Donato Dozzy / Aurora

L’Aurora è arrivata e sicuramente tu stai ancora ballando vero?

La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al

La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al
©2017 Graham MacIndoe

La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al

La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al
Marcel Dettmann by Sven Marquardt, 2017

La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018 | Collater.al

WHEN:
30 MAG - 3 GIU
WHERE:
BARCELLONA
La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018
Music
La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018
La playlist per prepararsi al Primavera Sound 2018
1 · 22
2 · 22
3 · 22
4 · 22
5 · 22
6 · 22
7 · 22
8 · 22
9 · 22
10 · 22
11 · 22
12 · 22
13 · 22
14 · 22
15 · 22
16 · 22
17 · 22
18 · 22
19 · 22
20 · 22
21 · 22
22 · 22
Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus

Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus

Giulia Guido · 3 giorni fa · Photography

Dominik Hollaus è un giovane fotografo e graphic designer di Innsbruck, Austria, che dopo aver studiato e aver lavorato per diversi anni ha messo a punto uno stile tutto personale. 

Nel suo portfolio troviamo fotografie dall’estetica chiara e pulita, in cui il soggetto risalta su tutto. Questa tecnica lo ha portato a collaborare con diversi brand e realtà come Chanel, Pomellato o Tom Ford. 

Noi però siamo stati colpiti in particolar modo da due suoi progetti personali molto simili, Negative Cuts e Strip Portraits. La particolarità di queste due serie fotografiche è che per realizzare Dominik Hollaus è in qualche modo a photoshoppare un’immagine su pellicola. 

Ci spieghiamo meglio: le immagini che fanno parte di questi lavori sono dei veri e propri collage realizzati strisce di negativi fotografici e a volte tagliandoli e incollandoli in ordine differente. Una volta riassembleti tutti i pezzi, il fotografo li rifotografa: il risultato è estremamente moderno ed accattivante. 

Il soggetto, che sia un edificio o un ritratto, rimane riconoscibile, ma la sua forma è frammentata e la prospettiva e le proporzioni completamente distrutte. Solo in questo modo si possono azzardare nuove e innovative interpretazioni. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei suoi lavori, ma per scoprirne di più seguite Dominik Hollaus su Instagram e visitate il suo sito.

Photo credits: Dominik Hollaus

Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus
Photography
Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus
Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus
1 · 12
2 · 12
3 · 12
4 · 12
5 · 12
6 · 12
7 · 12
8 · 12
9 · 12
10 · 12
11 · 12
12 · 12
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @alessandrabook, @antonella_civera, @_gary0104, @sim.raw, @wonmin.9, @lilkotova, @missgherard, @yrubysu, @marco.pasini.photo, @_simonepiaras_.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
Photography
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
1 · 1
Le fotografie intime e passionali di Leo Maki

Le fotografie intime e passionali di Leo Maki

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Passionali e intimi, decisi e sensuali, gli scatti di Leo Maki ci aprono le porte di un mondo dove il corpo umano è al centro di ogni cosa. 

Leo Maki è un fotografo e videomaker polacco che a 26 ha già messo a punto uno stile riconoscibile e preciso che utilizza per raccontare e mostrare il proprio punto di vista su temi temi come l’intimità, il corpo e i sogni
Il taglio unico delle sue immagini, in cui il focus è tutto sul soggetto lo ha portato a collaborare con differenti realtà e a realizzare copertine per differenti testate come PNPPL magazine o per HART Magazine. 

Da quando ha ricevuto la prima macchina fotografica a 12 anni ad oggi, sono cambiate molte cose per Leo Maki. Se il primo approccio alla fotografia è stato attraverso quelle fotografie che tutti abbiamo fatto almeno una volta nella vita, magari ad amici in contesti quotidiani, ora la produzione del fotografo di Varsavia sbalordisce per originalità e impatto. 

I protagonisti dei suoi scatti sono giovani uomini attraverso i quali Leo Maki riscopre la bellezza e il potenziale espressivo del nudo artistico. Ogni cosa ruota attorno al corpo, alle sue forme e a ciò che è capace di trasmettere allo spettatore.
Inoltre, l’uso esasperato di luci colorate, che a volte rende gli scatti quasi monocromatici, dà vita a immagini ancora più potenti. 

Non esiste vergogna o imbarazzo e in un certo senso le fotografie di Leo Maki ci ricordano che dobbiamo riscoprire e riabituarci alla bellezza e alla purezza del corpo nudo, senza giudicare. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni suoi scatti, ma per scoprirne di più seguite Leo Maki su Instagram e visitate il suo sito

Leo Maki | Collater.al
Leo Maki | Collater.al
Le fotografie intime e passionali di Leo Maki
Photography
Le fotografie intime e passionali di Leo Maki
Le fotografie intime e passionali di Leo Maki
1 · 10
2 · 10
3 · 10
4 · 10
5 · 10
6 · 10
7 · 10
8 · 10
9 · 10
10 · 10
I ritratti analogici e surreali di Kate Hook

I ritratti analogici e surreali di Kate Hook

Giulia Guido · 5 giorni fa · Photography

Cinematografici e surreali. Quasi futuristici. Gli scatti di Kate Hook fanno questo effetto, portano lo spettatore in luoghi lontani, non geograficamente, ma nel tempo e nello spazio. La fotografa con base nel sud del Regno Unito ci fa viaggiare con la mente nel tempo e nello spazio. 

Kate Hook ha studiato Art Direction all’University of Arts London, Filmmaking alla Staffordshire Uni e oggi è una fotografa specializzata in fotografia analogica. Allontanandosi da molti colleghi che fanno affidamento soprattutto sulla post produzione e su Photoshop, Kate realizza tutto in macchina e guardando i risultati ottenuti non possiamo che rimanere senza parole. 

Noi la abbiamo fatto qualche domanda e Kate Hook ci ha raccontato come ha cominciato a scattare e qualcosa in più sulla sua tecnica. Non perderti l’intervista qui sotto e seguila su Instagram e sul suo sito.

Raccontaci come ti sei avvicinato alla fotografia. C’è un momento in particolare che ti ricordi?

Non c’è un momento particolare che mi viene in mente, è stata più una sequenza organica di sviluppo di un interesse per la fotografia che è iniziato con una Canon AV-1 che mio padre mi ha dato quando ero un’adolescente, oltre a giocare con le altre fotocamere digitali in casa. Quando avevo circa 14-15 anni mi sono appassionata e verso i 16 anni è diventato abbastanza evidente che avevo un talento per la fotografia. Una cosa che ricordo di quel periodo era qualcuno che mi diceva che stavo scattando foto “sbagliate”, il perché è che a quell’età avevo poca idea di ciò che stavo facendo, dato che non avevo avuto alcun insegnamento o qualcuno che mi mostrasse come usare bene una macchina fotografica. Così ho iniziato a leggere libri su fotocamere e fotografia perché volevo imparare a scattare correttamente e poi farlo “male” di proposito.

Descrivi il tuo stile fotografico. Come sei arrivato a questo punto?

Magico e vivido. Non chiaro o scuro, è luminoso e onirico. Ho passato anni a giocare con vari metodi e tecniche diverse. Quando ero più giovane ero molto attratta dal surrealismo, quindi sento che ha avuto un impatto su di me a livello creativo. Ho sempre creduto che la magia sia reale e che ci sia molto di più nella realtà di quello che ci viene insegnato, così cerco di mostrarlo nel mio lavoro. Dopotutto la realtà è ciò che tu fai con essa. 

Secondo te qual è la cosa da considerare più importante mentre si realizzano dei ritratti fotografici?

Il mood e il messaggio… Se ce n’è uno, dipende un po’ dalla foto. Di solito ci sono un bel po’ di elementi da considerare e che dipendono da set che si sceglie. Per quanto riguarda il modello, bisogna considerare il modo in cui è presentato, la sua espressione, ma anche ciò che indossa. Poi ci sono altri elementi come l’illuminazione e l’attrezzatura. Così come i temi e il simbolismo. Tutto questo è come un’equazione matematica con vari fattori diversi che danno vita alle immagini finali.

Quali attrezzature utilizzi per scattare? Quali strumenti porti con te quando scatti e perché?

Scatto interamente su pellicola e ho iniziato a usare più filtri nel mio lavoro. Le principali fotocamere che uso sono Nikon F100, Fm2 e F3. Recentemente ho ricevuto una Pentax 645N con la quale sono entusiasta di lavorare di più. Di tanto in tanto uso la tecnica del “film soup, ovvero immergo la pellicola di un rullino 35mm in un liquido, questo distorce l’equilibrio chimico della pellicola e provoca alcuni effetti interessanti. Assolutamente nessuno dei miei lavori è photoshoppato, tutto è fatto praticamente nella macchina fotografica. Faccio solo qualche piccolo ritocco prima di caricarlo, tutto qui. Passiamo un sacco di tempo a fissare gli schermi, quindi per me è importante dal punto di vista artistico scattare e creare immagini senza l’ausilio di un computer e di un software di editing. Inoltre scattare su pellicola rende tutto un po’ più reale. 

Ci sono artisti che segui o ai quali ti ispiri?

Pete Turner e Benoit Debbie sono stati le maggiori influenze per me nel corso degli anni. Turner è stato essenzialmente il padrino della fotografia su pellicola a colori e Debbie è un maestro del colore per la cinematografia. 

Continua la frase: per me la fotografia è…

La verità. È tutto lì per una ragione. L’occhio umano non può e forse non vuole vedere tutto. La fotografia può dirci quanto sia impressionante e allo stesso tempo quanto sia bello il mondo.

Kate Hook | Collater.al
Kate Hook | Collater.al

Leggi anche: Gli autoritratti surreali di Alice Milewski

I ritratti analogici e surreali di Kate Hook
Photography
I ritratti analogici e surreali di Kate Hook
I ritratti analogici e surreali di Kate Hook
1 · 11
2 · 11
3 · 11
4 · 11
5 · 11
6 · 11
7 · 11
8 · 11
9 · 11
10 · 11
11 · 11
Altri articoli che consigliamo