“Plywood Protection”, le installazioni in compensato per New York

“Plywood Protection”, le installazioni in compensato per New York

Emanuele D'Angelo · 4 settimane fa · Art

In America è una pratica assai diffusa quella di affiggere alle porte o finestre del compensato in modo tale da proteggere la propria abitazione o il proprio negozio da proteste o eventi atmosferici. Lo studio Worthless ha così deciso di raccogliere una grandissima quantità di compensato e di indire una gara tra artisti e designer.
Le opere scelte sono state installate in 5 i quartieri di New York e fanno parte del progetto “Plywood Protection”. Un’iniziativa per incoraggiare gli artisti a impegnarsi con le loro comunità ma anche per riutilizzare i materiali e trasformali in qualcosa che racconti la storia della città.

"Plywood Protection"

“Dite a uno scrittore di creare senza una pagina. Provate a fare un film senza una telecamera. Togliere i nostri palcoscenici è togliere la nostra arte. Volevo creare un lavoro che potesse catturare e riflettere su come questo influenzi gli artisti”.

Tony Dibernardo ha deciso di ricreare un palcoscenico. Durante quest’anno la chiusura di musei, teatri e non solo si è fatta sentire, l’artista nel suo piccolo ha voluto dare la possibilità a chiunque di esibirsi all’aperto, restituendoci attimi di normalità.

"Plywood Protection"

Tanda Francis ha dato vita a “Rockit black, una piccola scultura per annullare la stigmatizzazione del nero. L’artista afroamericana ha scelto non a caso questo importante tema. Nell’anno in cui in America le proteste del movimento Black lives matter e non solo, sono state fortissime, il suo obiettivo è superare tutte le barriere culturali con la sua arte.

"Plywood Protection"

Anche lo studio Behin non ha voluto dimenticare i tumulti dell’ultimo periodo ispirandosi per la sua installazione agli ultimi avvenimenti. Dal compensato sono riusciti a creare un enorme megafono su larga scala. L’opera si trova in una piazza pubblica vicina a tribunali ed edifici federali e mira a suscitare una reazione di speranza e ottimismo.

"Plywood Protection"

KaN+mardok invece ha tagliato e ritagliato tutto il compensato a disposizione per ricreare delle figure intente a protestare. Una volta ritagliate, alle figure sono stati applicati dei collage in modo da rendere l’opera più realistica. Quest’opera sarà esposta in una mostra collettiva organizzata dal movimento Black lives matter.

"Plywood Protection"

L’ultima installazione è ad opera di Michael Zelehoski, un artista a cui piace reinterpretare elementi del passato e ritrasformarli in qualcosa di attuale. La sua nuova installazione intitolata “Miguelito” e prende ispirazione dagli antichissimi obelischi egiziani.

“Plywood Protection” è un’iniziativa unica che non solo ha contribuito a recuperare una quantità ingente di materiale che sarebbe stato buttato ma soprattutto perchè gli artisti hanno reso ancora più speciale la città con le loro creazioni.

“Plywood Protection”, le installazioni in compensato per New York
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InstHunt Special Edition – Fiori

InstHunt Special Edition – Fiori

Giordana Bonanno · 6 giorni fa · Photography

InstHunt Special Edition è la raccolta fotografica delle vostre migliori foto, ideata per la prima volta seguendo un tema. Ogni mese avrà un titolo dedicato e sarete voi a darle vita attraverso i vostri scatti. 

Il tema di questo mese erano i fiori: le vere opere d’arte della natura, create con forme e colori perfetti. Esistono molti modi di fotografare questo soggetto ma diventa più interessante quando l’immaginazione prende il sopravvento sulla realtà e trasforma i fiori in veri e propri personaggi.

Restate connessi e continuate a seguire la nostra pagina Instagram @collateral.photo per scoprire il tema del prossimo numero InstHunt Special Edition. 

Be creative Be part of @collater.al

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La fotografia surreale e nostalgica di Regina

La fotografia surreale e nostalgica di Regina

Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Siamo talmente abituati alla fotografia digitale che quando ci troviamo di fronte degli scatti analogici con effetti creati direttamente in camera rimaniamo stupiti e ipnotizzati. È quello che ci è successo quando abbiamo scoperto le fotografie di Regina, su Instagram come @wasitapril

Regina è una giovane ragazza di 24 anni, nata a Seefeld, in Austria e da meno di un anno trasferitasi a Parigi, luogo che le ha dato modo di sviluppare e coltivare la propria creatività e la passione per la fotografia. 

Regina ha cominciato a scattare circa due anni fa con una Canon AL-1, da allora il suo amore sia per le macchine Canon, ma soprattutto per la fotografia analogica non hanno fatto altro che crescere. 

Sebbene non sia una fotografa di professione, basta una veloce occhiata ai suoi lavori per coglierne il potenziale. Regina sidiverte sperimentando, creando effetti direttamente in macchina o sfruttando elementi naturali come le ombre, la luce o l’acqua. Che siano scatti colorati o in bianco e nero, i suoi lavori presentano sempre atmosfere surreali e hanno un non so che di nostalgico, malinconico. 

Siamo sicuri che risentiremo parlare presto di Regina, nel frattempo guardate alcuni dei suoi scatti qui sotto e seguitela su Instagram

La fotografia surreale e nostalgica di Regina
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La fotografia surreale e nostalgica di Regina
La fotografia surreale e nostalgica di Regina
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Il legame tra uomo e natura negli scatti di Alexandre Delamadeleine

Il legame tra uomo e natura negli scatti di Alexandre Delamadeleine

Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Il corpo umano e l’ambiente che lo circonda si fondono in un’unica cosa negli scatti mozzafiato di Alexandre Delamadeleine

Fotografo francese nato ad Annecy, Alexandre Delamadeleine oggi vive a Parigi, ma non sono le strade trafficate e le facciate dei palazzi della città a catturare il suo sguardo. Interessato alle opere del filosofo americano Ralph Waldo Emerson, soprattutto al saggio “Nature” (1836) in cui affronta diversi temi come quello legato al significato di natura, alla bellezza, al linguaggio della natura e a come instaurare un vero rapporto con essa, Alexandre cerca di esplorare gli stessi argomenti attraverso le sue immagini. 

Nelle serie fotografiche “Balance” e “Playground” possiamo notare il suo stile e i soggetti che fotografa per esprimere il suo punto di vista e il suo pensiero. 

Si tratta di scatti in cui l’ambiente circostante, che sia una pianura, una spiaggia o una parete rocciosa, è preponderante e occupa gran parte dello spazio. All’interno di questo trova, però, sempre spazio una giovane donna della quale sono catturati i movimenti e le posizioni. Posizioni che sottolineano perfettamente come l’uomo sia ormai parte della natura, assimilato ad essa e quindi non serve più stare in piedi per dimostrare una superiorità inesistente, ma il corpo s lascia andare, cade, rotola, salta, si fonde con gli elementi che lo circondano. 

Il risultato finale consiste in scatti dalle atmosfere surreali ed eteree date da una luce che non acceca mai, ma è sempre lieve e rilassante. Guardando gli scatti di Alexandre Delamadeleine non possiamo che tirare un sospiro di sollievo, sperando prima o poi di vivere quella libertà. 

Guardate qui sotto una selezione di scatti e visitate il sito di Alexandre e seguitelo su Instagram per non perdere i suoi prossimi lavori.

“Balance”
“Balance”
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“Balance”
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Il legame tra uomo e natura negli scatti di Alexandre Delamadeleine
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Il legame tra uomo e natura negli scatti di Alexandre Delamadeleine
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Gli esperimenti della fotografa Kamonwan Norralak

Gli esperimenti della fotografa Kamonwan Norralak

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

La prima cosa che ci ha colpito di Kamonwan Norralak  sicuramente l’età. La fotografa thailandese, infatti, ha solo 19 anni, eppure ha già messo a punto uno stile ben definito senza però dimenticarsi di sperimentare sempre qualcosa di nuovo. 

Come spesso accade, Kamonwan Norralak ha cominciato a fotografare a 15 anni quasi per caso, scattando con il telefonino o fotografando la sua band preferita durante un concerto. Poi, però, più passava il tempo più la sua passione cresceva, tanto da farle dimenticare il suo sogno di diventare una designer o un architetto. 

Il suo lavoro, il suo approccio e i soggetti sono cambiati molto in questi anni e a dimostrarlo sono proprio tre progetti di cui la stessa fotografa ci ha parlato. Il primo, realizzato ormai due anni fa, è il più concettuale ed è focalizzato sul cibo. In quello che potrebbe essere un esercizio di stile, Kamonwan ha ripensato il cibo, immaginando alcuni alimenti fuori dalla loro veste ordinaria e dando vita a immagini surreali. 

Con il secondo progetto, “Friends”, Kamonwan  ha puntato il suo obiettivo su una sua amica, dimostrando che non bisogna per forze essere modelli per essere il protagonista di un servizio fotografico che arriva dritto allo spettatore.

L’ultimo, intitolato “Reverse”, e si tratta del progetto che la fotografa ha presentato per il diploma. In questi scatti in cui il focus è tutto sul soggetto e sul fondale nero che sembra inghiottirlo, Kamonwan vuole raccontarci some secondo lei ciò che noi mostriamo agli altri non è altro che un riflesso di ciò che siamo davvero. 

Se siete curiosi di scoprire i prossimi progetti fotografici di Kamonwan Norralak seguitela su Instagram e guardate qui sotto una selezione dei suoi scatti.

Kamonwan Norralak
Kamonwan Norralak
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