Photography Project UrbEx, dalle esplorazioni urbane al videogame
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Project UrbEx, dalle esplorazioni urbane al videogame

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Giorgia Massari
project urbex | Collater.al

Ikumi Nakamura non è solo una gamer creator ma è anche un’esploratrice urbana. Questi due aspetti in realtà vanno di pari passo. Le sue esplorazioni, per lo più in luoghi abbandonati, sono il suo modo principale per cercare ispirazione quando progetta le ambientazioni dei suoi videogiochi. Dopo vent’anni in giro per il mondo in quelle che lei definisce “moderne cacce al tesoro“, Nakamura pubblica il libro Project UrbEx. Un vero e proprio archivio fotografico di tutti luoghi nascosti che l’hanno ispirata e che, si può dire, hanno segnato il suo successo nel mondo del videogame. Da The Evil Within e The Evil Within 2 (2017), passando per la direzione creativa di Ghostwire: Tokyo, fino alla svolta da indipendente con Unseen, la sua casa di produzione che ha rilasciato il suo primo videogame – Kemuri – solo qualche mese fa. Insomma, una sviluppatrice fuori dalle righe che ha saputo trasformare luoghi reali in ambientazioni virtuali, conquistando i gamer di tutto il mondo. Ma non solo, come scrive Liam Wong – fotografo ed ex designer di giochi Ubisoft – nella prefazione del libro Project UrbEx: «Ikumi ci mostra che la bellezza si può trovare anche nei luoghi più desolati», dimostrando che il mondo è ancora pieno di segreti e misteri che aspettano di essere svelati.

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Il libro Project Urbex: Adventures in Ghost Towns, Wastelands and Other Forgotten Worlds è disponibile su Amazon, qui.

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Courtesy & copyright Ikumi Nakamura

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Scritto da Giorgia Massari

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