Pugna, l’installazione di ARYZ all’interno di una chiesa

Pugna, l’installazione di ARYZ all’interno di una chiesa

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

L’artista spagnolo Octavi Arrizabalaga, meglio conosciuto come ARYZ, torna a sorprendere con un’opera singolare. Si chiama Pugna ed è una gigante installazione realizzata in un luogo atipico, soprattutto per il soggetto. L’opera ritrae quattro giganteschi uomini identici e intenti a lottare ed è stata posizionate in fondo alla navata centrale, proprio davanti all’altare, del Tempio di Saint-Éloi a Rouen, in Francia. 

Pugna riprende lo stile inconfondibile dello street artist spagnolo che, in maniera alquanto straordinaria, riesce sia ad amalgamarsi con i colori dell’architettura che la circonda, sia ad entrare in forte contrasto con lo stile dell’edificio costruito tra il 1228 e il 1580. 

Il moderno incontra l’antica ma non solo, il sacro incontra il profano questo strano matrimonio di stili non sarebbe potuto essere migliore di così. 

ARYZ ha realizzato Pugna, che rimarrà esposta fino al 22 settembre, in occasione dell’omonima mostra ospitata all’interno dell’Hangar 107, sempre a Rouen, che inaugurerà il 20 settembre e rimarrà aperta fino al 24 novembre. 

La Pugna ARYZ | Collater.al
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LAX Bar, un’installazione ispirata al Loos Bar di Vienna

LAX Bar, un’installazione ispirata al Loos Bar di Vienna

Claudia Fuggetti · 3 mesi fa · Art

Il LAX Bar è un’installazione artistica ispirata al Loos Bar di Vienna, un famoso bar in stile americano progettato dal famoso architetto Adolf Loos all’inizio del 1900.

Durante una residenza per artisti a Los Angeles, Ute Müller, Christoph Meier, Robert Schwarz e Lukas Stopczynski-met, hanno formato un collettivo. Il team di artisti ha trovato interessante l’idea di ricreare il famoso bar come luogo temporaneo. Gli interni sono stati rivestiti con piastrelle di ceramica bianca, ispirata dall’artista francese Jean-Pierre Raynaud, noto per aver rivestito intere case con piastrelle quadrate bianche.

LAX Bar è stato arricchito da specchi, che creano uno spazio illusorio per i visitatori:

“Quando si apre la porta di questo edificio poco appariscente, i visitatori, come Alice nel Paese delle Meraviglie, cadono in una specie di tana del coniglio”.

Il LAX Bar è incentrato su “un design apparentemente semplice che sottolinea il puro impatto del materiale bianco, rifiutando allo stesso tempo l’opulenza materica della versione originale di Loos”.

Dai un’occhiata al sito del bar qui.

LAX Bar, un'installazione ispirata al Loos Bar di Vienna  | Collater.al
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Scopri cosa è successo durante la quinta edizione di FestiWall

Scopri cosa è successo durante la quinta edizione di FestiWall

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

Il 15 settembre scorso si è conclusa, a Ragusa, la quinta e ultima edizione di FestiWall, il Festival Internazionale di arte pubblica. È giunto dunque il momento di tirare le somme, ripercorrere questa edizione e soprattutto scoprire i 6 nuovi murales di quest’anno, che si sono sommati a quelli delle annate precedenti. 

Iniziamo con il tedesco Case Maclaim che ha presentato un murales che rappresenta una donna che pulisce una vetrata, ma nel riflesso vede qualcosa di diverso da se stessa, forse una realtà.

Maclaim FesriWall | Collater.al 2
Maclaim FesriWall | Collater.al 2

Si prosegue con quello di Fasoli aka Jaz che ha proposto una interpretazione personale e laica della figura di San Giorgio che combatte contro un drago, simbolo dell’infinita lotta tra ordine e caos.

Fasoli FestiWall | Collater.al
Fasoli FestiWall | Collater.al

All’interno dell’ex ditta Ancione troviamo l’opera di M-City, che ricopre più pareti dell’edifico e rappresenta un soggetto molto amato dall’artista, ovvero il rapporto uomo-macchina che si adatta alla perfezione al luogo in cui è stata realizzata.

Poco distante si può trovare il lavoro di Ampparito che trasforma letteralmente un muro in un righello gigante, di quelli vecchi, in legno e dipinti di giallo. L’artista spagnolo riflette sugli oggetti di uso quotidiano giocando con la prospettiva e la percezione dello spettatore.

Ampparito FestiWall | Collater.al
Ampparito FestiWall | Collater.al

La quinta opera vede la firma di Ciredz ed è stata realizzata sulla facciata della fabbrica di materiale edile Brinch. Il soggetto è un paesaggio montuoso dalle forme geometriche, ma i colori sono quelli delle fabbriche. 

Ultima ma non per importanza è quella dell’argentino Elian Chali che ha trasformato il un ambiente multicolore lo Skate Park cittadino, quartier generale della manifestazione. È proprio qui che ha avuto luogo la finale nazionale di Poetry Slam, organizzata dalla Lega italiana Poetry Slam (Lips) e vinta da Emanuele Ingrosso. 

Ma non finisce qui, i 6 giorni del FestiWall sono stati animati dalla musica jazz di Francesco Cafiso e dalla Graffiti jam, che ha riunito i migliori street artist siciliani che si sono messi subito al lavoro su opere stupende. 

È così che si conclude l’avventura di FestiWall a Ragusa, viaggio iniziato cinque anni fa e arrivato alla fine, e possiamo dire che ha raggiunto in pieno l’obiettivo prefissatosi nel 2015, ovvero quello di di dare nuova vita ad aree periferiche e abbandonate attraverso degli interventi artistici. 

Scopri cosa è successo durante la quinta edizione di FestiWall
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Scopri cosa è successo durante la quinta edizione di FestiWall
Scopri cosa è successo durante la quinta edizione di FestiWall
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Kit Kat e le confezioni che diventano origami

Kit Kat e le confezioni che diventano origami

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

Quello dell’ecosostenibilità e dello spreco di plastica è un problema che tocca tutti, soprattutto le grandi aziende, che tentano in qualsiasi modo di rinnovare le materie che utilizzano, soprattutto per quanto riguarda imballaggi e confezioni. 

Nestlé, il colosso del settore alimentare, ha avuto un’idea geniale per sostituire l’involucro del Kit Kat, il famoso snack fatto di wafer e cioccolato presente in qualsiasi macchinetta del mondo. La confezione di plastica rossa verrà cambiata con una, molto simile, ma di carta origami, quella che permette di realizzare le piccole sculture di carta dalle forme animalesche (quelle che Il Professore ne La Casa di Carta piega compulsivamente mentre tratta con la polizia). Inoltre, sull’involucro saranno stampati i passaggi per realizzare delle gru di carta. 

Sfortunatamente per noi, per il momento queste nuove confezioni verranno adottate solo in Giappone, paese in cui la vendita di Kit Kat arriva a circa 4 milioni di unità al giorno. Le statistiche dicono che questa trovata permetterà all’azienda di ridurre l’uso di plastica annuale di 380 tonnellate. 

Nestlé, ben fatto!  

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L’arte di Virgilio Sieni a Matera

L’arte di Virgilio Sieni a Matera

Collater.al Contributors · 3 mesi fa · Art

Virgilio Sieni è uno dei più grandi protagonisti della danza contemporanea. Coreografo e danzatore, Sieni nel 2015 porta a Milano il progetto “Atlante del gesto”, un ciclo di azioni coreografiche concepito ad hoc per Prada e per il complesso architettonico progettato da Rem Koolhaas. Direttore della Biennale di Venezia-Settore Danza dal 2013 al 2016, oggi Virgilio arriva a Matera nelle vesti di curatore, nel contesto di I-DEA, un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 sul tema dell’archivio.

Siamo a Cava Paradiso, pochi chilometri fuori Matera. Qui, all’interno del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri, l’artista Antonio Paradiso nel 2007 realizza il suo parco delle sculture in una cava di tufo abbandonata. In questo meraviglioso contesto il curatore Joseph Grima porta I-DEA, un progetto curato in collaborazione con Chiara Siravo per Matera Capitale della Cultura 2019 dedicato alla riscoperta degli archivi. Dopo i primi due appuntamenti – il primo con il fotografo Mario Cresci, il secondo con il duo Formafantasma – il 12 settembre è stato il turno di Virgilio Sieni con “Thauma, Atlante del Gesto”. Il coreografo porta nella capitale europea della cultura un progetto che si articola in vari appuntamenti dedicato proprio al gesto e all’idea di creare un archivio in divenire del gesto attraverso mostre, installazioni, pratiche, azioni coreografiche, performance e progetti speciali. Insieme alla sua équipe composta da antropologi, diaristi, architetti, archivisti, fotografi, videomaker e con l’attivissima partecipazione dei cittadini, Virgilio Sieni cura una mostra sull’esplorazione del corpo e sull’idea di accumulo e di collezionismo. 

Virgilio Sieni a Matera | Collater.al

L’allestimento speciale concepito da  Elisa Giuliano, Martha Schwindling e Antonio Elettrico e da Virgilio Sieni con l’Open Design School prevede un sistema aperto e modulare che viene riutilizzato per ogni appuntamento di I-DEA. Così, il visitatore che era venuto a giugno per vedere il lavoro di Formafantasma, potrà rivedere gli stessi elementi utilizzati in maniera diversa, come se l’allestimento stesso fosse parte viva della mostra.

Thauma, Atlante del Gesto” è una mostra, sì, ma accompagnata da azioni coreografiche.

La sera di giovedì 12 settembre, alle ore 18, ha aperto al pubblico “Danze domestiche”, risultato del lavoro di Sieni e della sua equipe, accompagnata dalla musica dal vivo di Roberto Cecchetto alla chitarra. In cosa consiste “Danze domestiche”? Sono stati selezionati una serie di cittadini, insieme a Sieni hanno raccolto un insieme di oggetti presi dalle loro case (archiviati, collezionati, lasciati in cantina…) che sono diventati poi, in mostra, un’opera d’arte. Sieni ha scelto un gesto corporeo per ogni abitante coinvolto e, utilizzando gli oggetti dei loro luoghi privati, ne ha riprodotto la forma in installazioni: ogni persona viene fotografata nel gesto scelto e ritratta di fianco alla loro “installazione” realizzata con le vecchie macchine da scrivere, la loro radio cubo, la vecchia casa delle barbie della figlia, le foto di famiglia… Un commovente tour tra i ricordi dell’essere umano. Il tutto in concomitanza con una serie di performance che coinvolgono cittadini, danzatori, bambini.

Cosa ci riserva il futuro? Il 19 e 22 arrivano le “Danze di Frontiera”, sui gesti scomparsi, interpretati dai cittadini e nate da un processo di immersione nella natura del gesto. Il gran finale sarà nel Teatro Quaroni a Borgo La Martella, progettato da Ludovico Quaroni su richiesta di Adriano Olivetti, con “Officina Tattile” con performance, laboratori, dialoghi per creare un catalogo dei gesti che nasceranno dall’incontro tra Virgilio Sieni e gli abitanti del Borgo La Martella. Qui si esibirà il danzatore non vedente Giuseppe Comuniello e si concluderà il tutto con il Ballo comune una danza finale collettiva rivolta a tutti, cittadini, danzatori e performer di ogni età e provenienza, costruita sul momento.

Virgilio Sieni a Matera | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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