Qualche mese fa ho dovuto cambiare il telefono, non perché non andasse bene, anzi, riuscivo a fare praticamente tutto, tranne una delle azioni più importanti da circa due anni a questa parte: scansionare i QR code. La fotocamera del mio telefono non inquadrava i codici e io mi sono ridotto a chiedere il menù al ristorante ancora per molto tempo, oppure a farmi prestare l’iPhone di qualche amico, un imbarazzo per un’azione così elementare.
Il mio vecchio telefono non aveva la funzionalità di scansione QR native, semplicemente perché quando è stato prodotto, il codice a barre sviluppato nel 1994 dalla compagnia giapponese Denso Wave, era uno strumento desueto, considerato già vecchio. L’importanza del QR code (lettere stanno per “Quick Response”, risposta rapida) è poi stata riscoperta a causa della pandemia e dalla ricerca di informatizzare molti aspetti della nostra quotidianità, per limitare contatti e rischi.
Ora le aziende tech e i nuovi aggiornamenti iOS e Android hanno potenziato il sistema di scansione QR, per codici diventati sempre più piccoli e posizionati su ogni tipo di superficie, avvolti intorno a oggetti o inseriti in forme diverse dal tipico quadrato bianco e nero. Ciò ci fa pensare che il 2022 sarà ancora l’anno dei QR code, per comodità certo, perché non ne abbiamo scoperto ancora tutto il potenziale, ma certamente anche perché non siamo pronti ad abbandonare una soluzione semplice di gestione in sicurezza della nostra vita.

Secondo Juniper Research entro il 2022 un miliardo di smartphone (il 300% in più rispetto al 2017) scansionerà un QR, per un totale di 5,3 miliardi di codici. Uno dei motivi è sicuramente il certificato di vaccinazione che viene rilasciato in questo formato, e ci fa pensare senza molte consolazioni che il suo utilizzo sarà destinato a crescere nel prossimo anno.
Dopo essere stato visto per anni come un reperto della prima tecnologia degli anni 2000, sono quindi riemerse alcune potenzialità chiave dei QR, che lo rendono un perfetto strumento contemporaneo. Qualche anno fa avremmo pensato a questa tecnologia come al passato, qualcosa di superato dopo un momento di entusiasmo iniziale ad inizio millennio, abbandonato in Europa ma conservato in Asia. Per struttura i codici Quick Response necessitano di essere notati, bisogna fare uno sforzo per interagire con loro, un approccio che cozza con l’immediatezza verso la quale si è mossa la tecnologia negli ultimi 10-15 anni. Qualcuno continuava a riconoscerne la praticità, come per esempio Wired, che nel 2017 affermava che i QR erano destinati a “cambiare la vita digitale“.
Si è capita ora, o riscoperta, la comodità di questi supporti come strumento prima di tutto sicuro, sia per i dati contenuti sia da un punto di vista sanitario e infine di marketing. Basta pensare che abbiamo abbandonato in parte l’idea che serva un App per tutto.
È inevitabile pensare che i QR code faranno parte della nostra vita anche nel 2022, e ci sono tendenze che fanno credere che ci rimarrà per diverso tempo. I codici hanno dato una mano fondamentale nell’informare i consumatori riguardo i prodotti alimentari; si possono utilizzare per informare riguardo i valori nutrizionali ma anche per tenere controllata la provenienza. Uno studio dice che i codici posti sugli imballaggi siano il futuro del marketing e il 74% dei consumatori tende a fidarsi di più quando può sciogliersi i dubbi rispetto all’origine dei prodotti. I nuovi sistemi Apple e Android hanno anche per questo potenziato la scansione anche per superfici curve, come quelle che potremmo trovare sulle scatole di un supermercato.
L’acquisto è quindi invogliato quando la strategia di marketing prevede di fornire le informazioni, non solo attraverso una pubblicità fuggevole, ma come contenuto accessibile a chiunque abbia una connessione internet, anche per le strade di una città. Per le aziende poi i QR sono una risorsa perché consentono di accedere in modo più diretto ai propri siti e, di conseguenza, all’e-commerce.
Uno dei temi più sviluppati nell’ultimo anno è quello del metaverso e dell’espansione del mondo fisico verso uno digitale. I QR sono in questo caso un portale per poter accedere in modo immediato, e tramite un visore certo, in un’altra dimensione, amplificando le possibilità di imparare, giocare, comunicare e lavorare.

Anche il mondo dell’arte deve continuare ad esplorare le possibilità dei QR code, nel 2021 nei cieli di Shanghai Bilibili, un’azienda di video streaming, ha fatto volare 500 droni luminosi disposti in modo da formare un codice QR. Non si trattava solo di un strategia per festeggiare il primo anniversario dalla release del videogioco Princess Connect, ma anche una performance artistica che ha coinvolto tutta la città. Se questa non ricorda una porta spaziale che conduce a un altra dimensione, allora avete visto pochi film di fantascienza.
L’utilizzo creativo dei QR code è solo alla sua fase embrionale, gli artisti devono provare a sviluppare soluzioni che amplifichino ancora di più le possibilità di immaginare mondi e visioni alternative a quelle già conosciute, tutte cose che l’arte fa da sempre. Le esperienze nei musei possono arricchirsi, l’informazione sull’arte può arricchirsi, rendendola una materia ancora più unificante. I murales, così come il volo di droni, per la loro importanza comunicativa nel contesto urbano hanno bisogno dei QR code per lanciare messaggi a volume più alto. Nel frattempo, devo scegliere cosa ordinare dal menù, con il mio nuovo telefono.
