Quando i neri erano i meridionali, ecco il video virale

Quando i neri erano i meridionali, ecco il video virale

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

Ciao terroni, come va? Inizia così il video pubblicato dalla pagina This is Racism Quando i neri erano i meridionali: ovvero, l’ultimo è “il più terrone” di tutti.

Vediamo un magistrale Andrea Pennacchi, diretto da Francesco Imperato, interpretare un testo di Marco Giacosa che il 1° agosto ha scritto ha condiviso con i suoi followers su Facebook.

Il video, diventato virale in poche ore, si divide in due parti. Nella prima Andrea Pennacchi si rivolge direttamente ai terroni, facendo riferimento ad eventi di un passato recente. Racconta di quando erano i meridionali che dal Sud si spostavano al Nord in cerca di un lavoro, a urlare “vogliamo la casa!”, di quanto i settentrionali non li sopportavano e pregavano che il Vesuvio sciopasse, e che alla fine solo i criminali venivano qua, la gente da bene non veniva su.

Pennacchi continua a rimarcare sull’argomento finche qualcosa non cambia, finché non è successo il miracolo. È qui che ci si addentra nel secondo argomento trattato dal video, che questa volta chiama in causa tutti, sud e nord.

Sono arrivati i negri, ecco cosa è successo.

“I negri sono riusciti a fare quello che Cavour non è riuscito a fare, han fatto gli italiani.”

Ma come capita la maggior parte delle volte la memoria storica svanisce e si ripetono gli errori del passato. Il grande miracolo di cui parla Pennacchi altro non è che un popolo diviso che si unisce per scontrarsi contro qualcun altro.

Lo stesso Giacosa ha dichiarato che l’idea gli è venuta un girono mentre passando per Porta Nuova ha sentito due anziani con l’accento del Sud lamentarsi dei negri, facendogli riaffiorare quel periodo storico, non molto lontano, quando i neri erano i meridionali.

Quando i neri erano i meridionali | Collater.al

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Quando i neri erano i meridionali, ecco il video virale
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Il pop-up store di Louis Vuitton per collezione di Virgil Abloh

Il pop-up store di Louis Vuitton per collezione di Virgil Abloh

Giulia Guido · 1 anno fa · Art, Style

Rimarrà aperto per pochi giorni, quindi non fatevi sfuggire l’occasione. Si tratta del pop-up store aperto da Louis Vuitton a Mayfair, Londra, per celebrare la collezione primavera/estate 2019 di Virgil Abloh. Si tratta proprio della collezione di debutto del giovane designer americano, diventato recentemente direttore creativo per la sezione uomo di Louis Vuitton.

L’estetica del pop-up store, che rimarrà aperto solo fino al 25 ottobre, si rifà al Magico Mondo di Oz. Entrando si viene indirizzati verso una grande scala fatta di mattoni gialli fluorescenti e gli ambienti che ospitano i capi della nuova collezione sono illuminati con luci al neon colorate.

È un mondo completamente surreale e fantastico in cui si viene completamente avvolti anche grazie alla musica curata da chromatics.

 

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Short video for Breakfast – Hybrid, cosa può causare l’inquinamento degli oceani?

Short video for Breakfast – Hybrid, cosa può causare l’inquinamento degli oceani?

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

Dimenticatevi i delfini, i banchi di pesci che nuotano felicemente nel mare, dimenticatevi i mondi sottomarini di Nemo e della Sirenetta. L’imaginario di un gruppo di studenti francesi di animazione 3D è molto più drastico e pessimista. Hybrid è il corto animato che cinque laureandi dell’Ecole MoPA – Motion Picture in Arles hanno presentato come progetto di fine corso e che ha fatto incetta di premi a numerosi festival internazionali.

Il soggetto non potrebbe essere più attuale, l’inquinamento dei mari e degli oceani. L’aspetto originale è dato dal punto di vista, che non è quello dell’uomo, come spesso accade, ma è quello della natura. L’idea alla base del progetto è stata, infatti, quella di pensare a come gli animali potessero utilizzare l’inquinamento per migliorare i propri meccanismi di difesa.

I protagonisti di Hybrid sono appunto mostri ibridi, metà animali e metà rifiuti che lottano per la sopravvivenza sul fondo dell’oceano.

“Quando la fauna marina deve adattarsi all’inquinamento che la circonda, le regole di sopravvivenza cambiano…”

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I tatuaggi onirici fatti di linee e punti di Axel Ejsmont

I tatuaggi onirici fatti di linee e punti di Axel Ejsmont

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

Se i tatuaggi di Steve Butcher e di Veks Van Hillik vi sembrano troppo eccessivi e apprezzate maggiormente lavori dallo stile semplice e minimale come quelli di Blackdotkime allora la tattoo artist Axel Ejsmont potrebbe fare al caso vostro.

Nata in Polonia, Axel, nome d’arte di Marta Slawinska, lavora e vive a Berlino. La sua passione per il disegno si sviluppa in campi diversi, iniziando a lavorare come illustratrice di copertine di libri, di CD e di diverse pubblicazioni. Oggi è uno dei tatuatori più conosciuti in Germania.

Il suo stile è minimale, gioca con le forme geometriche e con le linee, utilizzando anche motivi di blackwork e dotwork. La sua arte è influenzata dalla leggerezza e dalla bellezza astratta delle arti antiche. L’utilizzo dei puntini le permette di creare delle sfumature sofisticate che vanno dal nero a un’infinita scala di grigi. Quelli di Axel sono dei tatuaggi poetici, onirici ed emozionanti.

 

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Le coloratissime sculture di Okuda San Miguel a Boston

Le coloratissime sculture di Okuda San Miguel a Boston

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Art

Lo street artist spagnolo Okuda San Miguel, noto per i suoi interventi artistici in tutto il mondo, torna a sorprenderci con un nuovo incredibile progetto di arte pubblica a Boston. Questa volta si tratta di sculture: le strade della città sono state popolate da sette figure tra animali, oggetti e volti, rappresentati in perfetto stile okudiano, ovvero con sfaccettature geometriche e colori arcobaleno sgargiante.

Il progtto prende il nome di Air Sea Land, poiché la location scelta è quella del porto di Boston; non a caso tra le creazioni spiccano un gabbiano umanoide ed altre figure mitologiche rivisitate dall’artista. Indubbiamente, tra tutti i lavori di Okuda, questo è il suo più grande progetto di arte pubblica, che è stato curato da Justkids.

Se ancora non conosci questo artista, ti consigliamo di recuperare leggendo i nostri articoli, come quello sulla Chiesa Internazionale della Cannabis e quello sul Kaos Temple.

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