Gli effetti del nuovo disco di NAO sui miei trent’anni

Claudia Maddaluno · 4 anni fa

Tra poco più di 24 ore avrò trent’anni e non so dirvi esattamente come mi sento.
Quello che so è che Saturn, il nuovo album di NAO, è la cosa migliore che potesse capitarmi ora che la lancetta del tempo sta correndo inesorabile verso i temuti –enta.

La cantante e songwriter britannica, che ha debuttato nel 2016 con For All We Know, ha pubblicato lo scorso venerdì il suo secondo lavoro e l’ha titolato Saturn, proprio come il dio greco della fertilità e Signore del Tempo.
Ma Saturno è anche “il guardiano della soglia”, quel pianeta che torna a bussare alla nostra porta ogni 29 anni per ricordarci che stiamo crescendo, invecchiando, maturando: l’astrologia ci dice infatti che il ciclo di Saturno si compie ogni 29 anni e ci introduce in una nuova fase della nostra vita.

È proprio per questo che NAO, ormai più che trentenne, ha intitolato il suo nuovo album Saturn:

My friends kept telling me about the term ‘Saturn Returns’. It’s this idea that Saturn takes 29 years to orbit from when you’re born and it is the planet of blessings and growth.
So by the time you’re around 29, between 27 and 32, something big happens in your life. It’s like waking up and coming of age.

Le tredici tracce che lo compongono sono la fotografia di un cambiamento, la descrizione di una crisi in cui tutte le carte si rimescolano e alla fine quasi nessuna ritorna al suo posto. Lo spargimento di sangue è inevitabile ma necessario e non basterà tutto lo scaffale di cerotti a medicare le ferite: il tempo, solo il tempo potrà farlo.

Così NAO ha iniziato a buttar fuori ogni cosa e scrivere su un diario tutti i suoi pensieri. Poi quel diario è diventato un album bellissimo, sincero, ottimista, delicato e terapeutico.

Al contrario di quanto possano dire le premesse, Saturn non è affatto un disco cupo, triste o addirittura nichilista: NAO ha la capacità di raccontare un momento così profondo con una singolare leggerezza. I brani sono intrisi di funky-jazz (Love Supreme), vellutato R&B (Make It Out Alive feat. SiR) e ritmi afrobeat (If You Ever) che difficilmente faranno star ferme le gambe sotto la scrivania. Bastano pochi minuti e sei già nell’orbita con lei e Saturno.

I orbit around the way that you are
Can’t help but be drawn because you’re a star
Baby, baby, baby, baby
Won’t you please navigate to me, to me?

I love the way you open my heart
I feel you around me like Venus and Mars

[…]
Eventually you will proceed to give me what I need
Oh, w-w-w-w-woah
And that’s how it should be
You leave and return
You’re just like Saturn to me, to me

Come nella title-track, così negli altri brani, NAO disegna la sua Via Lattea mettendo insieme pezzi ed errori come fossero costellazioni e imparando a muoversi da sola in mezzo a loro come la più esperta delle astronaute. Non è un caso che NAO abbia scelto di aprire il disco con un brano come Another Lifetime che dentro ha una delle più banali quanto indiscusse verità:

Everybody makes mistakes
Do we live and learn to brave them?

Saturn è un album cosmico, pieno di energia, consapevolezze e risposte che gettano delle basi più che solide al futuro di NAO. Nella musica come nella vita.

Quanto a me, tra meno di 24 ore avrò trent’anni e, nonostante qualche preziosa certezza, ancora non so dirvi come mi sento.
Senza dubbio andrò a comprare dei palloncini bianchi e aspetterò che il mio Saturno ritorni.

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