Art Selezione Angelo Live Art – Gloria Pizzilli
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Selezione Angelo Live Art – Gloria Pizzilli

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Giulia Ficicchia

Prendete un web magazine come Picame, un gran produttore di birra come il Birrificio Angelo Poretti e una simpatica e creativa illustratrice come Gloria Pizzili. Ora potreste cominciare a capire cosa è successo il 25 marzo quando siamo andati al Vinitaly a trovarli.

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Ovviamente in questo racconto è scontato dire che di birra ne è stata bevuta tanta, così  come tanti sono stati i colori usati dalla geniale Gloria nella realizzazione live della sua opera. E mentre tutto ciò accadeva, ci siamo messi vicino a lei, ci siamo impicciati, ci siamo raccontati una storia, la sua in particolare.

Di Gloria vi avevamo detto qualcosa qui, ma abbiamo nuove informazioni interessanti.

Nasce in Toscana, a Prato per la precisione, quanti anni fa non ve lo diciamo, siamo degli amanti del Galateo noi. Poi, dopo aver studiato Design all’università e aver tentato di farsi andar bene una strada che poi fino in fondo non le piaceva, la scelta prima di buttarsi nel mondo dell’illustrazione e poi anche quella di andar via dal suo paese e arrivare a mettere radici a Tolosa. Quest’ultima avventura arriva per dare l’opportunità ai suoi figli di studiare in scuole migliori, di imparare due lingue, di assaporare meglio il mondo. Proprio con la nascita dell’ultimo, Gloria ci racconta che ha creato il lavoro a cui è più legata, insieme lo definiamo il migliore, ma ammette che se lo potesse rifare, lo rifarebbe meglio, in modo diverso sicuramente, ma quello che conta era quel momento, quel sentimento là, perciò va bene così. Per i più curiosi, il lavoro è questo.

Poi siamo passati ai massimi sistemi, siamo entrati più a fondo nella sua anima da artista.

Che colore vorresti essere? 
Il rosso, senza dubbio, perchè è come la sfrontatezza  di chi decide di seguire nonostante tutto la sua strada.

Perchè la scelta di questo soggetto per il tuo Live Art? 
Mi avevano assegnato un ‘tema’. Le materie prime…della birra Poretti, ovviamente. Per cui avevo luppoli, malto e acqua sorgiva come parole chiave. E in più l’Angelo. L’associazione acqua sorgiva – ragazza – angelo è stata immediata, e malto e luppolo a incorniciare sono venuti da sé.

Ci sono delle commissioni che ti stimolano di più, dei lavori ideali, magari anche dei momenti in cui lavorare alle tue creazioni non ti pesa affatto?
Sì, ci sono commissioni che mi stimolano di più rispetto ad altre. In genere dipende dalla portata e dal grado di libertà che comportano. E dalla sintonia con l’art director. Quando l’art director ha fatto bene il lavoro a monte, prima di contattare colui che illustrerà, e cioè ha scelto con esattezza colui che,  a suo avviso, può interpretare al meglio il lavoro assegnato, tutto va liscio come l’olio. Perché il livello di fiducia reciproca è al massimo, per cui l’art director vuole che l’illustratore sia nient’altro che se stesso, cosa che all’illustratore viene naturale. E in quest’atmosfera la libertà è maggiore, si possono fare proposte, anche azzardate, perché c’è un buon clima di apertura. Non c’è un’ora del giorno migliore, ci si adatta, anche se ovviamente è meglio avviare un progetto nuovo al mattino, quando si è più freschi.

C’è un mito dell’illustrazione che ti ispira? 
Attualmente non ho miti nell’illustrazione. È un percorso strano quello dell’arte visiva (e forse di tutte le arti): l’arroganza è direttamente proporzionale all’esperienza. Mi spiego meglio: all’inizio, prima di metterti in gioco, hai il sentore di poter fare qualcosa di grande/bello/importante. Lo sai, ma non hai dimostrato ancora niente, agli altri e a te stesso. Vedi le immagini pubblicate degli altri e pensi (a torto) ‘questo potrei farlo anch’io’. È l’arroganza del dilettante. Poi cominci e ti accorgi che non era proprio così vero che ‘potevi farlo anche tu’, e che anche un’immagine non eccezionale ha bisogno di un certo grado di talento e competenza. In questa fase forse puoi avere ‘miti’. Ma poi, se sei testardo abbastanza e non ti arrendi prima, tutto si sblocca e le cose cominciano ad andare per il verso giusto. Le immagini iniziano a somigliare a se stesse, a come le avevi immaginate, e capisci che un trucco c’è: sono la costanza e la fiducia in se stessi, così come l’autocritica e l’allenamento costante a fare l’illustratore. E allora non ci sono più miti. Ci sono persone che, se davanti a te, conoscono questo gioco semplicemente da più tempo o un po’ meglio di te. Hanno superato più paure e ostacoli e questo li rende migliori artisticamente, ma non irraggiungibili.

Bene, dopo tutto questo nostro parlare, direi che risulta impossibile non innamorarsi di Gloria. Noi abbiamo già iniziato a farlo, non sentitevi soli.

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Gloria Pizzili

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Scritto da Giulia Ficicchia
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