Shawna X illustra cosa vuol dire essere madre

Shawna X illustra cosa vuol dire essere madre

Giulia Guido · 4 mesi fa · Art

L’arte che offre spunti di riflessione ampi e legati all’attualità va sempre premiata. Da un po’ di tempo è quello che cerca di fare Shawna X, illustratrice che vive e lavora a New York, diventata mamma da poco tempo. 

La nuova vita che riempie le sue giornate non ha avuto un forte impatto solo sulla sua quotidianità, ma anche sul suo lavoro. Nei suoi ultimi lavori possiamo chiaramente distinguere soggetti femminili, donne che allattano o che stanno vivendo una gravidanza, ma anche momenti di intima tenerezza tra un neonato e sua madre. Lo stile psichedelico e colorato delle illustrazioni riesce a rendere ancora più speciale e riesce a sottolineare maggiormente l’argomento toccato. 

Con i suoi disegni, Shawna X sdogana un argomento non adeguatamente affrontato, ovvero il cambiamento che vive una donna durante la gravidanza e dopo la nascita di un figlio. Ovviamente questo è solo uno spunto per approfondire quale sia il ruolo della donna nella società di oggi e quale dovrebbe essere. 

shawna x | Collater.al
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Novembre 2019 secondo Blade Runner

Novembre 2019 secondo Blade Runner

Giulia Guido · 4 mesi fa · Art

Los Angeles
Novembre, 2019

Potrebbe essere l’inizio dell’ennesimo articolo di cronaca sugli incessanti incendi in California e invece è l’incipit di uno dei film cult degli ultimi quarant’anni. 

È il 1982 quando Ridley Scott presenta al mondo il suo terzo film, Blade Runner. Il CD è nato da poco e il World Wide Web è un sogno ancora irraggiungibile, ma il regista inglese decide di trasformare in sceneggiatura il romanzo di Philip K. Dick Do Androids Dream of Electric Sheep? e, quindi, di dare una forma al futuro. 

Oggi, trentasette anni dopo siamo arrivati a quel famoso novembre 2019. La situazione non è proprio uguale al mondo abitato da umani e replicanti, ma forse non siamo nemmeno troppo lontani. 

Il film si apre con una veduta aera di una Los Angeles dove i vecchi edifici hanno fatto posto a grattacieli senza fine dai quali escono fumi e fiamme. L’intera città è infatti ricoperta da una coltre di smog e nebbia che oltre a provocare una pioggia incessante, rappresenta una vera e propria barriera impenetrabile per i raggi solari. Questa situazione ambientale ha reso il Pianeta invivibile sia agli uomini, molti dei quali migrati verso le colonie extramondo, sia alle specie vegetali, completamente perdute, che a quelle animali, sostituite con copie artificiali. 

Come in ogni società che si rispetti, i superstiti sono comunque divisi in base alla ricchezza che ha creato un divario incolmabile tra le classi povere, relegate nella parte bassa della città, e le classi più agiate alle quali spettano ancora i piani più alti ed elevati. 

Lo scenario sembra una foresta tecnologica dove le uniche fonti di luce sono artificiali: i neon dei cartelloni pubblicitari, le luci provenienti dalle finestre e i fari delle automobili. 

A proposito, se sulla situazione climatica Ridley Scott e gli sceneggiatori Hampton Fancher e David Webb Peoples non sono andati poi così lontani – contando che i livelli di inquinamento di grandi città come Il Cairo, Pechino, New Delhi e Hong Kong, spesso provocano dense nebbie che offuscano le strade e la suddivisione delle ricchezze è tutt’altro che equa – sull’argomento motori hanno visto un po’ lungo. Certo, noi oggi disponiamo di treni ad alta velocità e aerei che hanno accorciato di molto le distanze, ma le macchine volanti che fanno zig-zag tra i piani più alti dei palazzi sono ancora un’utopia.

blade runner | Collater.al
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In tutto questo marasma apocalittico non può passare inosservato il fatto che la Los Angeles di Ridley Scott pulluli di polizia in tutti gli angoli, situazione sempre più simile a quella dei centri delle nostre città. 

Blade Runner è uno di quei film che è riuscito a superare la prova del tempo, spiccando nell’immenso panorama dei film di fantascienza. Il futuro messo in scena da Ridley Scott di sicuro e per fortuna non ricalca il nostro, ma può essere un eccellente spunto di riflessione sul presente che stiamo vivendo.

Novembre 2019 secondo Blade Runner
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Il fascino delle geometrie nei quadri di Bianca Wilson

Il fascino delle geometrie nei quadri di Bianca Wilson

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Art

Bianca Wilson è un’artista visiva con sede a Sydney, che si ispira agli elementi architettonici seriali presenti all’interno del contesto urbano. Il suo fascino per queste forme architettoniche si traduce sulla tela come un’arte geometrica vibrante e, allo stesso tempo, delicata.

La principale fonte d’ispirazione di Bianca non è solo Sydney, città nella quale risiede, ma anche i luoghi che ha visitato da turista, come Tokyo, Osaka e Melbourne. La sua tecnica si basa su delle immagini che sembrano quasi close-up fotografici che l’artista traduce in pittura attraverso pennellate decise, caratterizzate da una palette di colori estremamente esuberanti che donano carattere alle scene.

Il suo uso del colore si evidenzia soprattutto in ‘Total House, Melbourne”. Datata 2019, si tratta di una variazione acrilico su tela sull’omonimo edificio brutalista, che viene appunto rivoluzionato dai toni accesi delle tinte.

Scopri i lavori di Bianca sul suo sito.

Il fascino delle geometrie nei quadri di Bianca Wilson
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Il fascino delle geometrie nei quadri di Bianca Wilson
Il fascino delle geometrie nei quadri di Bianca Wilson
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An agricultural prayer, il corto di JR e Alice Rohrwacher

An agricultural prayer, il corto di JR e Alice Rohrwacher

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Art

Avevamo lasciato il celebre artista francese JR a Cuba, con l’opera “Giants, peeking at the city” in occasione della Biennale de L’Avana; questa volta invece lo ritroviamo in Italia insieme alla regista e sceneggiatrice italiana Alice Rohrwacher. Le prime immagini del progetto sono apparse su Instagram; si tratta del cortometraggio An agricultural prayer (Un’omelia agricola) che ringrazia la classe dei contadini:

“Per tutti coloro che nei secoli hanno protetto sorgenti e foreste per lasciare ai nostri figli un pianeta fertile come l’hanno trovato”.

All’interno del post più recente è possibile leggere la preghiera integrale:

Visualizza questo post su Instagram

An agricultural prayer (a short film to come in collaboration with Alice Rohrwacher) (making of the film on the highlighted stories) For the small peasants, who have kept us alive for thousands of years. For all those who through the centuries have protected springs and forests to leave our children a planet as fertile as they found it. Let us pray. For all those peasants without a name who have preserved seeds and guarded their know-how and given it – not sold it – to the future generations. For all those peasants who have protected and delivered us the greatest wealth there is: biodiversity. Let us pray. For the unknown person who planted the hedges to live together with animals and insects, who planted trees to give shade and relief to flocks and shepherds. For all those who didn’t poison what feeds us. Let us pray. For all those peasants who suffered misery and poverty but offered the world beauties and marvels and landscapes. For this moving testimony whereby human beings can live in harmony with nature, not geared toward profit and without destroying all ressources. For all those peasants who have been exploited and humiliated by the landlords of all the times. Let us pray.

Un post condiviso da JR (@jr) in data:

Sul profilo è presente anche un altro post, che riprende una bellissima citazione datata1962 del grande Pier Paolo Pasolini:

“Quando il mondo classico sarà esaurito, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando non ci saranno più le lucciole, le api, le farfalle, quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sarà finita”.

JR e Alice Rohrwacher hanno già sviluppato dei lavori sui contadini e sul mondo della campagna: attraverso questa collaborazione entrambi sono pronti a dare vita ad un’opera che celebra un mondo che ha bisogno di sopravvivere, almeno attraverso l’arte.

An agricultural prayer, il corto di JR e Alice Rohrwacher
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La campagna FW19 di Carhartt WIP che non sembra una campagna

La campagna FW19 di Carhartt WIP che non sembra una campagna

Giulia Guido · 4 mesi fa · Art

Stanchi di quelle pubblicità fatte di immagini vuote e senza un vero messaggio? Quelle che riempiono pagine e pagine di riviste, togliendo spazio ai contenuti? Carhartt WIP forse ha trovato la soluzione a tutto ciò, creando una campagna bella, con fotografie pazzesche e piene di significato. 

La campagna FW19 del brand statunitense presenta i nuovi capi della collezioni in fantastici scatti realizzati dal fotografo Maciek Pozoga. Ogni immagine, caratterizzate da uno stile vintage, racconta una storia come se fosse stato estrapolato da una serie più ampia. 

La narrazione visiva è inoltre accompagnata da un titolo e un vero e proprio testo che ci illustra cosa realmente stiamo guardando, contestualizzando i luoghi e le persone, ma anche introducendo personaggi che non vediamo, ma che hanno a che fare con la foto. 

La campagna di Carhartt WIP sarà forse l’unica che non sfoglierete svogliatamente, anzi vi farà rimanere incollati alla pagina. 

carharrt wip | Collater.al
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La campagna FW19 di Carhartt WIP che non sembra una campagna
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