The Guestbook: la nostra intervista a SIERMOND

Claudia Fuggetti · 1 mese fa

SIERMOND, alias Pasquale Autorino, si definisce come un visionario dell’inconscio. Le principali fonti d’ispirazione per le sue opere sono le immagini mistiche che appaiono nella sua mente durante il sonno e gli istinti freudiani della vita e della morte (Eròs e Thanatos) che si muovono spasmodicamente nei suoi pensieri. Malinconia, romanticismo, oscurità e mistero sono gli elementi che caratterizzano il suo stile, insieme alla predominanza del colore argento, usato per ritrarre solitamente bellissimi modelli, che esprimono il lato narcisista inespresso dell’artista.

Noi di Collater.al abbiamo chiesto a SIERMOND di raccontarsi brevemente tramite un’intervista, che trovi qui sotto:

Come hai capito che la fotografia avrebbe fatto parte della tua vita? 

Ho iniziato a fotografare in un periodo non molto “lucente” della mia vita. Avendo un rapporto tormentato con il sonno e sognando spesso, ho iniziato, quasi per gioco, a tramutare questi in realtà iniziando a fotografare estetiche che soddisfavano la mia visione. La sensazione di felicità che ho provato portando a termine dei primi progetti mi ha fatto capire che la fotografia poteva essere per me un mezzo di sfogo molto efficace. Quasi come una dipendenza, la fotografia ha invaso la mia anima e nel giro di poco tempo è diventata per me vita. Il mio mondo fotografico ha avuto un inizio molto “artistico” che in questo ultimo periodo sto riuscendo a portare anche nel commerciale. Quando una tua passione inizia a diventare anche una forma di guadagno capisci che è la strada giusta. Questo ultimo step mi ha fatto capire che la fotografia avrebbe fatto parte della mia vita.  

Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato? 

Sono influenzato molto da artisti dal passato. Adoro provare a portare atmosfere passate nel presente. Un artista che ammiro molto e che sento anche molto vicino a me è Man Ray, pittore, fotografo e grafico statunitense esponente del Dadaismo. Mi piace definire la sua fotografia “inconscia”. Con il suo stile rivoluzionario è stato davvero capace di tramutare in immagini frammenti della nostra anima. Nella mia biografia sui social network e sul mio sito web mi definisco “Visionario dell’Inconscio” proprio perché come Man Ray la mia arte si basa su tramutare qualcosa di immaginario e di profondo in realtà. Il secondo artista a cui mi rifaccio è Henry Scott Tuke, pittore con uno stile improntato all’Impressionismo. E’ conosciuto maggiormente per i suoi dipinti di giovani uomini e ragazzi. Mi ha sempre affascinato il fatto che grazie allo stile pittorico lui sia stato in grado di cogliere nelle schiene e nelle nuche tanta bellezza e malinconia, riuscendo a rendere immortale qualcosa che non è direttamente rivolto a chi coglie l’immagine. Molto spesso anche io nella mia fotografia adoro cogliere ciò che c’è di più vero e riflessivo in una persona che “ti da le spalle”. Penso che non sempre gli occhi e i sorrisi rivelino autenticità.

Andando su un’altro campo, l’artista musicale che ha accompagnato e accompagna il mio percorso artistico è Lana Del Rey. Con lei è stato amore al primo ascolto. Come un colpo di fulmine. Penso che nasce con lei la teoria delle “anime simili”. Il suo mood malinconico, dark e romantico avvolge completamente la mia fotografia. Durante lunghe giornate di post-produzione la sua voce accompagna il mio processo creativo. Questi sono tre degli artisti che m’influenzano maggiormente. Amo l’arte in tutte le sue forme e sono convinto che arte genera altre arte. Per concludere cito alcuni nomi come Tim Walker, Peter Lindberg, Paolo Roversi, Tamara Dean, Gregory Crewdson, Laura Makabresku che influenzano quotidianamente il mio mondo artistico.   

Come mai hai scelto di proporci queste immagini? 

Ho fatto una attenta analisi prima di proporvi queste nove fotografie. Ho iniziato a riguardare tutti i miei lavori realizzati fin ora e ho pensato di scegliere nove immagini che rappresentano me e la mia visione.La prima s’intitola “TWO BOYS”: l’ho scelta perché è il primo scatto in cui ho iniziato a vedere l’inizio del mio mondo fotografico. Per me rappresenta davvero tanto nonostante sia stato fatto per puro caso in un campo in Svizzera con due ragazzi con un’amicizia molto stretta ed intima. E’ molto rappresentativa per me perché ho vissuto un momento simile con un mio carissimo amico stesi in un prato. Involontariamente ho tramutato in un’immagine una storia che per me resterà eterna.La seconda scelta riprende il discorso di “dare le spalle” e di quanto d’infinito possa esserci in una schiena. L’opera è intitolata appunto “BOUNDLESS BACK”. E’ stata scattata in un giorno in cui improvvisamente, percorrendo una strada di montagna, tutto attorno a noi è diventato grigio.

La nebbia ci aveva invasi.La terza scelta rappresenta il mio modo di vedere la figura maschile. Ragazzi eterei e raffinati. I fiori e la luce leggera del tramonto fanno diventare “THE LAST NARCISSUS SUNSET” una foto con un’atmosfera magica e d’altri tempi.La quarta è uno scatto estratto da uno dei mie progetti preferiti “THE BLIND HAZE”. Ho voluto rappresentare in questo progetto un amore folle e cieco, quando l’unica cosa che conta è il corpo che si ha accanto. La scelta di usare due figure maschili è stata fatta per dare un’impronta ancora più forte e significativa al progetto.La quinta invece si rifà al concetto sogno/incubo. Sogno spesso di annegare. La location in questo caso ha reso tutto magico. Gli scogli presi da questa inquadratura sembrano quasi nuvole e la foto viene invasa da questo bianco candido come se fossero delle lenzuola. “LOOSE DREAMS” è il titolo dell’opera.”BLUE” è il titolo della sesta fotografia. L’ho scelta non solo perché trovo che la luce della primissima alba sia magnifica ma anche per il soggetto raffigurato.

In arte Nicholas Fols è stata la persona fisica che accompagna e ha accompagnato tutto il mio percorso fotografico. La settima è uno scatto abbastanza recente. Ho deciso di selezionarlo perché rappresenta il mio lato folle e creativo. Adoro la fotografia perché ti permette di dare un nuovo punto di vista a qualsiasi cosa.L’ ottava foto è sempre un’estratto da un progetto molto forte e significativo “DAD & SON”. E’ stato bello per me scattare le foto a questa coppia padre e figlio quasi come se fossi uno spettatore che rivede qualcosa di suo in quei sentimenti. Cogliere ogni emozione è stato magico. In più penso che molto spesso il rapporto genitore figlio è complesso da gestire specialmente quando i punti di vista sono molto differenti nonostante di fondo ci sia un affetto molto forte.Chiudo la mia selezione con “REBORN”. In questo scatto ho voluto raffigurare quello che chiamo “SIERMOND” (mio nickname sui social network). Sarebbe tutto il mio lato artistico e creativo:  se fosse possibile tramutare questa energia in una persona avrebbe questo aspetto. Un teenager bendato avvolto da questa energia argentata e che emerge dalla natura.   

Che tipo di bellezza ricerchi? 

Ricerco la bellezza del reale. La bellezza sporcata dalla sofferenza e dal dolore, la bellezza della malinconia, elementi che contrastando con la bellezza estetica della moda e paesaggistica creano un mix esplosivo. Aggiungo che la scelta del modello rappresenta una fase fondamentale per i miei scatti. Tendenzialmente prediligo modelli che hanno caratteri estetici simili ai miei o che sento vicini emotivamente. Pertanto selezionare una figura che possa rappresentarmi non è un processo breve né semplice. Per me la bellezza è un punto di vista molto soggettivo. Penso che per un fotografo la scelta del modello è davvero una parte fondamentale. 

Che progetti hai per il futuro? 

Per il futuro vorrei continuare a scattare ampliando il mio raggio d’azione, esplorando territori diversi  dal mio percorso anche per creare nuove energie e stimoli. In più spero in una crescita individuale che possa fungere da alimento per la mia arte rendendola stimolo e fonte di emozione per gli altri.

Segui il take over di SIERMOND sul profilo Instagram di Collater.al!

The Guestbook: la nostra intervista a SIERMOND
Photography
The Guestbook: la nostra intervista a SIERMOND
The Guestbook: la nostra intervista a SIERMOND
1 · 11
2 · 11
3 · 11
4 · 11
5 · 11
6 · 11
7 · 11
8 · 11
9 · 11
10 · 11
11 · 11