Space Hippie e ISPA, il futuro di Nike

Space Hippie e ISPA, il futuro di Nike

Andrea Tuzio · 2 mesi fa · Style

Chi sono i nuovi atleti?
Per rispondere a questa a domanda dobbiamo andare indietro nel tempo e precisamente all’inizio degli anni ’70 alla Oregon University, dove l’allora allenatore della squadra di atletica – anche se amava definirsi “docente di reazione competitiva” – incontrò un ragazzo che saltava con l’asta.
Le due persone in questione sono Bill Bowerman, co-fondatore di Nike, e Tinker Hatfield, il più importante e influente designer di sneaker della storia e che farà la fortuna dell’azienda di Beaverton.

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Mentre frequentava il secondo anno di università, Tinker cadde da un’altezza di 5 metri durante un allenamento e si fratturò la caviglia in modo molto serio. I medici erano scettici sulla possibilità che Hatfield potesse proseguire l’attività sportiva e dato che venne ammesso all’università dell’Oregon grazie a una borsa di studio per meriti sportivi, la sua stessa permanenza alla UO era in pericolo, rischiava di perderla.
Dopo 5 operazioni Tinker si rimise in piedi e dato che zoppicava leggermente, Bowerman gli costruì un paio di scarpe speciali con dei tacchetti e una soletta da un lato. Quelle scarpe permisero al giovane Hatfield di continuare a gareggiare e quindi di restare all’università e laurearsi in Architettura nel 1977.

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Lo stretto rapporto tra Bill Bowerman e Tinker Hatfield insegnò a quest’ultimo quello che oggi definiamo “approccio Hatfield”, ovvero rendere partecipe l’atleta nel processo creativo della scarpa che si sta realizzando. 
Ma in che modo? Partecipando l’uno alla vita lavorativa dell’altro, conoscendosi a vicenda e capendo quali sono le necessità e le volontà dell’atleta stesso. 

La contemporaneità ha cambiato le cose, o meglio, le ha focalizzate.

Nike ha deciso di ribaltare il classico modus operandi di studiare gli atleti e le loro esigenze agonistiche e riadattarle al contesto dentro il quale tutti noi ci muoviamo ogni giorno, la città.
Le metropoli, nelle quali siamo tutti abituati ormai a vivere, ci costringono a lunghi spostamenti, il lavoro che facciamo ci porta a restare fuori casa più di 9/10 ore al giorno e spesso ci troviamo ad affrontare l’imprevedibilità di un clima mutevole.

A questa nuova e necessaria esigenza il brand di Portland ha risposto con Nike Space Hippie, rilasciate oggi 11 giugno, una collezione sperimentale di 4 scarpe diverse ispirate alla vita su Marte, dove le materie prime scarseggiano e non è in corso alcuna missione di rifornimento. Creata con scarti, Space Hippie è il risultato dell’incontro tra pratiche sostenibili e design radicale. 

La mission di Nike era quella di creare una scarpa con il minore impatto ambientale di sempre utilizzando rifiuti riciclati. 
L’azienda ha ripensato l’intero ciclo di produzione, dalle materie prime al lancio, per ridefinire il design in modo totalmente nuovo.

Gli scarti/rifiuti di un atleta sono il tesoro di un altro. I filati in Flyknit di Space Hippie sono realizzati in materiale riciclato al 100%, proveniente da bottiglie di plastica, t-shirt e scarti di produzione. La struttura Crater Foam utilizza circa il 12% di gomma Nike Grind combinata con altri materiali in schiuma per una maggiore sostenibilità, leggerezza e reattività.

Nike Space Hippie non è altro che l’esemplificazione massificata di un progetto che va avanti da anni, nell’ombra ma non molto, e che ha un nome preciso, ISPA (IMPROVISE / SCAVENGE / PROTECT / ADAPT).

“Improvvisare”, “Frugare tra i rifiuti”, “Proteggere”, “Adattare”. 

Queste le quattro parole chiave che descrivono una logica di design che guarda principalmente all’ambiente che ci circonda e che abbiamo costruito. 
ISPA è stato sviluppato da un team globale che ha studiato tutto, dai lunghi e difficili spostamenti nelle metropoli, alla realtà imprevedibile di un clima mutevole. Si tratta di un insieme di principi che ha già trasformato la produzione dell’azienda ed è applicabile sia all’abbigliamento che alle sneaker, esattamente ciò che è stato fatto con Space Hippie. I dettagli sono esposti in un promemoria aziendale: riconsiderare i molti fattori che regolano la vita nelle città come acqua, inquinamento dell’aria, trasporti, clima e proliferazione urbana. 

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Il team ISPA è la mano dietro le più importanti collaborazioni di Nike degli ultimi anni: The Ten, Tom Sachs, Matthew Williams, Martine Rose, Comme des Garçons, sacai, Undercover, A-COLD-WALL*, AMBUSH, Stüssy e potrei continuare.

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ISPA è una filosofia survivalista: funzionalità, versatilità, adattabilità declinate al concetto di riutilizzo e riciclo basandosi sempre sull’ambiente circostante e focalizzato alla performance urbana. All’interno di questo ambiente (le città contemporanee), viviamo in un costante stato di evoluzione, il nostro stato di esseri umani si aggiorna ed evolve. ISPA vuole essere una risposta e una soluzione a questi cambiamenti, una dichiarazione di intenti e di consapevolezza nei confronti delle sfide che ci troviamo ad affrontare come abitanti di questo pianeta, come nuovi atleti. Un insieme di principi di design sperimentale che rappresentano un apice guidato dalla sperimentazione e finalizzato alla soluzione dei problemi. 

Rappresenta il principio che, con l’ispirazione giusta, qualsiasi problema può essere risolto con il materiale che si ha a portata di mano.

Parte della sua filosofia è esplicato da una guida:

  • mai fermarsi alla prima risposta a un problema, ma improvvisare (IMPROVISE) per vedere se quella risposta può essere migliorata
  • Per trovare i materiali di cui si ha bisogno, scava tra i rifiuti (SCAVENGE) e metti insieme le migliori opzioni disponibili per risolvere il problema.
  • La soluzione deve proteggersi (PROTECT) 
  • Adattare (ADAPT) tutte le soluzioni per soddisfare il più ampio potenziale possibile

I ragazzi di ISPA chiamano i nuovi atleti, atleti unici: persone che spingono se stesse e il proprio corpo ad essere parte della routine idiosincratica che viviamo ogni giorno. Ognuno di noi viene trattato come un qualsiasi atleta di punta, aiutandoci, attraverso un nuovo concetto di design, ad affrontare tutte le piccole sfide che il nostro campo da gioco, la città, ci pone davanti.

Per rispondere alla domanda iniziale, i nuovi atleti siamo tutti noi. Noi abitanti delle metropoli che affrontiamo le nostre battaglie urbane ogni giorno senza mai abbaterci, esattamente come un qualsiasi atleta professionista. 
ISPA e l’ultima release di casa Nike, Space Hippie, rappresentano in quest’ottica il futuro concreto e sostenibile dell’azienda di Beaverton.

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Pocket, la console per giocare e fare musica

Pocket, la console per giocare e fare musica

Emanuele D'Angelo · 2 giorni fa · Design

Un palmare portatile con sistema multi-video-gioco. Una postazione di lavoro audio digitale con sintetizzatore e sequencer integrati.
Pocket è tutto questo, perfetto per gli amanti dei videogiochi ma anche e soprattutto per chi vuole fare musica.

Con un design retrò molto simile ai primi Gameboy progettati da Nintendo, la piccola console progettata da Analogue ha uno schermo LCD in Gorilla® Glass da 3,5″, con una risoluzione di 1600×1440 px.

La console è inoltre compatibile con la libreria di cartucce di gioco del Game Boy, Game Boy Color & Game Boy Advance.
Pocket funziona anche con adattatori per cartucce per altri sistemi portatili. Come Game Gear, Neo Geo Pocket Color e Atari Lynx.

Possiede anche una postazione audio digitale integrata chiamata Nanoloop, è un sintetizzatore e un sequencer. Progettato anche per la creazione di musica e per le performance dal vivo, crea suoni di forma, stretch e morph.

Ieri, il giorno del lancio, è andato letteralmente a ruba, tutto sold-out dopo pochissimi minuti.

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Galaxy Unpacked 2020: tutte le novità firmate Samsung

Galaxy Unpacked 2020: tutte le novità firmate Samsung

Giulia Guido · 2 giorni fa · Design

È bastato un video di 15 secondi, pubblicato circa un mese fa, che mostra una S Pen Samsung da cui cola una goccia di metallo fuso per mandare in visibilio gli amanti e gli appassionati di tecnologia di tutto il mondo. Il teaser è stato realizzato per annunciare il Samsung Galaxy Unpacked 2020, un evento imperdibile che verrà trasmesso in streaming mercoledì 5 agosto alle ore 16.00 italiane.

Durante l’evento, Samsung svelerà le novità che usciranno nella seconda metà di quest’anno. Si tratta di un vero e proprio nuovo ecosistema di dispositivi Galaxy che, nonostante non siano ancora stati presentati ufficialmente, hanno già creato un’atmosfera di trepidante attesa.

Se vi siete incuriositi e non vedete l’ora di scoprire tutti i dettagli, le caratteristiche e il design delle novità Samsung, non vi resta che seguire la diretta streaming del Galaxy Unpacked 2020 che inizierà domani, mercoledì 5 agosto alle ore 16.00!

Registrati qui per non perderti la diretta streaming.

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Le tende di Dré Wapenaar  sospese sugli alberi

Le tende di Dré Wapenaar sospese sugli alberi

Emanuele D'Angelo · 21 ore fa · Design

Se siete alla ricerca di una vacanza fuori dall’ordinario, il designer olandese Dré Wapenaar ha progettato delle tende a forma di goccia sospese tra gli alberi. Appese al di sopra del terreno e accessibili tramite una scala, le tende ad albero “Tranendreef” offrono una vacanza a stretto contatto con la natura.

In Belgio, come in Italia, quest’anno molti stanno decidendo di restare nelle vicinanze di casa e investire nel turismo del proprio paese per le vacanze estive.
Così l’area di Borgloon, famosa per il suo paesaggio verde mozzafiato, ha registrato un grande aumento delle prenotazioni. Qui si può soggiornare nella rovina aperta di Borgloon-Heers dove dal 2011 si trovano anche un gran numero di opere d’arte a cielo aperto.

Le tende “Tranendreef” sugli alberi di Dré Wapenaar sono dotate anche di mobili da campo che permettono di sedersi, lavarsi, usare la toilette e il barbecue progettati dall’artista Ardie Van Bommel.

Le tende sono pensate per garantire il massimo comfort e non sono in vendita per il grande pubblico perché sono considerate opere d’arte.
Ideate negli anni ’90 per supportare gli attivisti ambientali che cercavano di impedire l’abbattimento degli alberi, le tende sono state esposte a New York e in tutta Europa.

Le tende possono ospitare fino a due adulti e due bambini.
I costi si aggirano circa a 70 euro a notte, sono disponibili fino al 30 settembre e poi verranno rimosse.

Le tende di Dré Wapenaar sospese sugli alberi
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NOMOTO, l’irriconoscibile moto progettata da Joey Ruiter

NOMOTO, l’irriconoscibile moto progettata da Joey Ruiter

Emanuele D'Angelo · 6 giorni fa · Design

“Ci sono biciclette incatenate ai pali, muri con graffiti, il suono delle chiacchiere di un caffè. Quello che non si riconosce è il concetto di moto del designer Joey Ruiter.”

Designer pluripremiato e acclamato in tutto il mondo, Joey Ruiter si spinge oltre i confini per trasformare gli oggetti di uso quotidiano in prodotti tanto utili quanto stupefacenti. La sua prospettiva, il suo stile e il suo approccio unici sfidano i principi del design e ci portano a ripensare come vediamo le cose e cosa potrebbe essere possibile.

Secondo l’artista l’arte del design avviene quando si cambia il modo in cui le cose vengono percepite. Sfida le convenzioni e crea nuove storie, interazioni e la rarità che vogliamo e ricerchiamo.

Con la sua NOMOTO è riuscito a stupirci ancora con un design unico, quando si preme un pulsante, la moto si solleva, si apre e sbuca fuori un sedile. La moto diventa una tela per i graffiti, una panchina per un momento di riposo. Diventa quasi un elemento della città.

Il progetto di Ruiter non riguarda affatto una moto, ma l’ambiente in cui si trova. Si tratta di puro trasporto, qualcosa che fa parte del quartiere. Ruiter e il suo studio J.RUITER si occupano di “cercare di spingere il design al punto di non esserci”.

NOMOTO, l’irriconoscibile moto progettata da Joey Ruiter
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