Stefano Moscardini – Suspension of Disbelief

Stefano Moscardini – Suspension of Disbelief

Collater.al Contributors · 8 anni fa · Art, Photography

Voi sapete cose sono le sospensioni? Se rispondete no o vi viene in mente solo “Un uomo chiamato cavallo” allora continuate a leggere.

Suspension of Disbelief - Stefano Moscardini

Sono su internet dal ’95, anno più anno meno, e in questi anni ho visto abbastanza cose orribili da poter affermare senza ombra di dubbio che ho una mentalità aperta, sì, io ho una mentalità aperta. Questo tuttavia non vuol dire che io approvi o capisca tutto ciò che mi trovo davanti, ad esempio non capirò mai lo sconfinato amore per i cantanti neomelodici, chi cita Fabio Volo e chi si appende con dei ganci infilati nel petto e penzola per una decina di minuti.

Ma se delle prime due passioni non sono interessato a sapere assolutamente niente, se non quando partirà una crociata per eradicare il problema alla radice, sulla terza un po’ di curiosità ce l’ho, perché tutto sommato mi pare più sana delle altre due. A darmi una mano nel mio tentativo di capire ci ha pensato Stefano Moscardini.

Stefano è un fotografo, e quando i fotografi sentono il bisogno di raccontare una storia non hanno il privilegio o la sfortuna di potersi accontentare di qualche telefonata e ciò che gli suggerisce la testa, la fotografia è l’unica forma d’arte che ti richiede di essere sul posto, e lui sul posto c’è andato, passando un bel po’ di tempo con i Suspension Team, ovvero i gruppi di persone che praticano abitualmente la sospensione corporale.

Suspension of Disbelief - Stefano Moscardini

La sua esperienza è stata poi raccolta in “Suspension of disbelief”, in cui testo, ma soprattutto immagini, raccontano la nascita e lo sviluppo di un fenomeno che ha origine molto lontane, e che la cultura moderna ha assimilato e reinterpretato in molti modi.

Gli occhi e le parole di Moscardini ci raccontano il classico caso di apparenza che inganna, perché dietro tatuaggi, piercing e pelle tirata fin quasi a strapparsi ci sono persone normalissime, gentilissime e molto amichevoli, che hanno creato una comunità fondata sul rispetto di sé e degli altri, solo che il loro hobby è penzolare dal soffitto.

Il motivo? Ognuno ha il suo, ma Moscardini si limita a esporli, senza alcun giudizio. D’altronde quando si parla di ganci nella carne che senso avrebbe spiegare il perché? Per qualcuno il gancio è una chiave che apre qualcosa dentro di sé, chi si appende per moda, chi per estetica del dolore, chi per rilassarsi (avete letto bene) e chi semplicemente per dimostrare che può farlo.

Ci si appende per il petto, per le ginocchia, per la schiena, con molti ganci, con pochi ganci, assieme, da soli in una fiera del settore, in un bosco, c’è chi lo fa una volta e poi mai più, chi non sta bene se non si appende ogni settimana.
Se fate parte di questo mondo, se vi incuriosiscono le pratiche estreme e se apprezzate uno stile di fotografia asciutto e documentaristico, potrete comprare “Suspension of Disbelief” in pdf direttamente sul sito di Stefano.

E voi? Avete mai provato la sospensione?

Suspension of Disbelief - Stefano Moscardini

Stefano Moscardini

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Margaret Durow e la fotografia come cura

Margaret Durow e la fotografia come cura

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Lontano dalla East e dalla West Coast, viaggiando verso il centro degli Stati Uniti e lasciandosi alle spalle città come New York, Washington o San Francisco, è possibile scoprire un’altra America. Margaret Durow ci porta a passeggio tra il Wisconsin e i suoi suggestivi paesaggi. 

Classe 1989, Margaret Durow è una fotografa che ha iniziato a scattare da adolescente immortalando le giornate trascorse con gli amici. Poi l’obiettivo della sua macchina fotografica ha iniziato a posarsi su altro: su ciò che la circondava, ma anche lei se stessa. 

Scorrendo il suo profilo Instagram o visitando il suo sito possiamo infatti notare come foto di tramonti e di infiniti campi d’erba si alternano a quelle del suo copro fragile ma indistruttibile. Margaret utilizza il mezzo fotografico per raccontare la sua storia, gli stati d’animo che prova, cercando di entrare in empatia con lo spettatore. 

Quando Margaret Durow aveva 5 anni le è stato trovato un tumore benigno alla spina dorsale. Le diverse operazione alle quali si è dovuta sottoporre hanno segnato la sua esistenza e il suo corpo, e oggi ci mostra le cicatrici sulla sua pelle per raccontarci cosa prova sotto quelle stesse cicatrici. 

Margaret Durow

Margaret imprime i suoi stati d’animo e noi non possiamo fare altro che lasciarci trasportare dai suoi scatti: in punta di piedi diventiamo testimoni della sua vita, il suo corpo diventa il nostro e il sollievo che proviamo guardando i paesaggi che fotografa non potrebbe essere più vero. 

Leggi anche: La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez

Noi abbiamo selezionato solo alcuni scatti di Margaret Durow, ma seguitela su Instagram e visitate il suo sito per non perdervi i suoi prossimi lavori.

Margaret Durow
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Margaret Durow e la fotografia come cura
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Margaret Durow e la fotografia come cura
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Martin Neuhof, un fotografo e ritrattista evocativo

Martin Neuhof, un fotografo e ritrattista evocativo

Federica Cimorelli · 3 giorni fa · Photography

Martin Neuhof, classe 1984, è un fotografo e ritrattista tedesco con base a Lipsia, in Germania. Il suo rapporto con questa forma d’arte inizia da piccolissimo: Martin segue le orme di suo nonno Friedrich Gahlbeck, noto fotografo tedesco dello scorso secolo, poi lavora per permettersi una macchina fotografica e così comincia a sperimentare con le immagini.

La sua fotografia è chiara ed elegante, mette al centro del discorso il volto umano e scava nell’interiorità del soggetto che immortala. Secondo Martin Neuhof il volto è una porta di accesso sulle emozioni umane, è un ostacolo da superare e una barriera da infrangere. 

Leggi anche: I profondi ritratti fotografici di Laura Zalenga

Le sue composizioni fotografiche riescono ad abbattere ogni apparenza, sono scatti creativi che mettono in luce il protagonista dell’immagine e intanto colpiscono lo spettatore, lo provocano e innescano qualcosa nella sua interiorità.

Guarda qui una selezione dei suoi scatti, seguilo su Instagram e sul suo sito personale

Martin Neuhof, un fotografo e ritrattista evocativo
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Martin Neuhof, un fotografo e ritrattista evocativo
Martin Neuhof, un fotografo e ritrattista evocativo
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La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez

La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Classe 1980, Alberto Polo Iañez vive a Barcellona ma l’isola di Palma di Maiorca, dove è nato, fa ancora parte di lui e soprattutto dei suoi lavori. 

Alberto ha cominciato a fotografare da adolescente, approcciandosi alla fotografia analogica in un periodo in cui il digitale stava letteralmente spopolando, e nei suoi lavori possiamo rivivere l’atmosfera che si respira sulla sua isola natale. 

I paesaggi incontaminati, la natura che si spinge fino alla spiaggia, la calma e la tranquillità tipiche dei luoghi che non hanno mai conosciuto il caos cittadino. Ma un elemento più di tutti gli altri ha influenzato e continua a influenzare il suo stile: la luce

La luce calda che accoglie chi visita Palma de Mallorca e che caratterizza la vita di chi ci vive tutto l’anno è la protagonista indiscussa degli scatti di Alberto Polo Iañez. Dai paesaggi a un vaso di fiori appoggiato su un tavolo, fino alle ragazze che che fotografa sono avvolti da fasci di luce dorati che riportano la nostra mente all’estate. 

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Inoltre, le ragazze nude catturate nell’intimità della loro casa mentre scrutano fuori dalla finestra sembrano ricongiungersi alla natura, come quando facciamo il primo bagno della stagione estiva o ci perdiamo in un bosco e sentiamo finalmente di essere nel posto giusto, liberi. 

Lasciati trasportare dalla bellezza degli scatti di Alberto Polo Iañez e seguilo su Instagram per non perderti i suoi prossimi lavori. 

La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez
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La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez
La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez
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Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire

Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire

Federica Cimorelli · 5 giorni fa · Photography

Vivere in un costante stato di divenire, è così che Bobby Mandrup – fotografo danese classe 1985 – si descrive al pubblico che lo segue. Noi non possiamo proprio contraddirlo, d’altro canto la sua fotografia sembra cucita esattamente intorno a queste parole. 

Bobby Mandrup scatta principalmente ritratti e lo fa quasi come un pittore.
I suoi scatti analogici sono immediati e intimi, si avvicinano alla figura umana con emozione e imprevedibilità e riescono a catturarne ogni sentimento e ogni sfumatura.

Non mi piacciono gli scatti costruiti in una scena, li trovo sprecati. Per me fotografare è come mostrare l’individualità di ogni momento fugace.

Guardando le sue fotografie nel complesso si riesce a costruire un tragitto simile e complementare ad ogni immagine. Bobby ricerca i difetti dei soggetti che immortala, cattura la vita imprevedibile di ogni persona e disegna un mondo imperfetto, caotico e disturbante.

Leggi anche: Le infinite espressioni del corpo umano negli scatti di Ophelia

Guarda qui una selezione dei suoi scatti, seguilo su Instagram e visita il suo sito personale

Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire
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