Un viaggio fotografico a Bangkok insieme a Xiaomi

Un viaggio fotografico a Bangkok insieme a Xiaomi

Giulia Guido · 3 mesi fa · Photography

Neanche una settimana fa, Alessia Glaviano – Head of Global PhotoVogue – ospite al nostro podcast Spigola, ci ha ricordato come ormai non è importante se si scatta con una macchina fotografica o con uno smartphone. L’importante è l’intenzione di chi scatta, non il mezzo. Abbiamo riflettuto a fondo su questa affermazione e sebbene all’inizio ci fosse un po’ di diffidenza siamo arrivati alla conclusione che per prendere una vera posizione a riguardo non ci restava che provare: scattare solamente con lo smartphone, ma con la stessa attitudine che avremmo avuto scattando con una macchina fotografica professionale. L’occasione e il mezzo ce li ha dati Xiaomi

Senza neanche farlo apposta, Xiaomi ci ha lanciato una sfida, quella di visitare un luogo lontano e provare a immortalare tutta la sua unicità utilizzando il nuovissimo Redmi Note 13 Pro+ 5G. È così che è iniziato il nostro viaggio, breve ma molto intenso, a Bangkok

Tutte le premesse di questo nuovo dispositivo – che insieme ad altri quattro va a comporre la nuova RedmiNote 13 Series, arricchendo ancora di più la gamma Redmi Note del brand – promettevano grandi cose, a partire dal sistema di 3 fotocamere che comprende: una fotocamera principale da 200 MP, una fotocamera ultra-angolare e una fotocamera macro. 

Abbiamo, quindi, deciso di mettere alla prova Xiaomi in tutti i momenti trascorsi nella capitale thailandese. La prima tappa è stata al Palazzo Reale e al tempio di Wat Pho, dove l’obiettivo era catturare i colori dei mosaici e delle decorazioni. 

Xiaomi

Essendo uno dei luoghi più turistici della città abbiamo trovato davvero molte persone che come noi si sono lasciate affascinare dalle architetture di questi luoghi sacri. Redmi Note 13 Pro+ 5G ci è venuto in aiuto anche in questo momento. Lo smartphone è dotato di strumenti di editing basati su algoritmi di intelligenza artificiale che, tra le tante cose, permette anche di cancellare le persone che per sbaglio finiscono all’interno dei nostri scatti. Avete presente quelle foto che vedete su Instagram di luoghi turistici sempre vuoti, ecco ora potrete averli anche voi e senza il minimo sforzo! 

Ma una città non la si visita solo di giorno, anzi spesso è proprio di notte che prende vita, illuminandosi di mille luci diverse. Nel nostro caso le luci erano quelle dei mitici tuk-tuk, immancabili in un viaggio a Bangkok. In questo caso la sfida era ardua: buio, luci colorate, movimento. Tutti gli ingredienti per far venire male uno scatto erano presenti. 

Xiaomi

Non contenti, oltre allo scatto abbiamo continuato a giocare con i tool di AI e abbiamo aggiunto un po’ più di movimento, qualche stella, molte stelle. 

Quando si viaggia, lo sappiamo bene, non veniamo catturati solo dalle architetture, dal paesaggio, dagli scorci, ma ci soffermiamo anche sui volti che incrociamo per strada. Spesso però non abbiamo molto tempo per fotografarli, a volte perché loro si muovono, altre volte perché a muoverci siamo noi. È proprio quello che è successo a noi all’interno dei caratteristici mercati thailandesi, primo tra tutti il Floating Market

Riguardare le foto sull’aereo di ritorno e a casa con gli amici è stato come rifare un’altra volta il viaggio, senza lasciare indietro nessun dettaglio.

Xiaomi

A Bangkok, lo scorso lunedì 15 gennaio, in occasione del lancio della nuova Redmi Note 13 Series, sono stati presentati anche i nuovissimi wearable Redmi Watch 4 e Redmi Buds 5 e Redmi Buds 5 Pro. Visita il sito di Xiaomi per scoprire tutte le caratteristiche di questi dispositivi.

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Photos shot on Xiaomi Redmi Note 13 Pro+ 5G

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La storia di Ruth e Billie, una sfida contro gli stereotipi di genere

La storia di Ruth e Billie, una sfida contro gli stereotipi di genere

Giorgia Massari · 24 ore fa · Photography

Ruth e Billie è un progetto fotografico che racconta la vita di due fratelli post-adolescenti che vivono nella provincia di Padova. A raccontarcelo è la fotografa e pedagogista Claudia Deganutti, che esporrà questo stesso progetto al Liquida Photofestival di Torino dal 2 al 5 maggio. Gli scatti di Deganutti costruiscono una narrazione intima che pone l’accento sull’esplorazione dell’identità di genere. Ruth e Billie hanno rispettivamente 22 e 19 anni e sono un chiaro esempio di ragazzi della Gen Z, coraggiosi e aperti alla conoscenza di loro stessi. In particolare è Billie a compiere quest’esplorazione. Il suo corpo è femminile ma non è quello che sente di essere. Gli scatti mostrano Billie sfidare gli stereotipi di genere indossando cravatte e scarpe con il tacco, rivelando la sua unicità e determinazione nel essere sé stesso.

claudia deganutti

Gli scatti di Claudia Deganutti non sono distanti. È evidente come la fotografa abbia costruito un legame con i due soggetti che le ha permesso di catturare momenti autentici e significativi. In un contesto più ampio, il progetto di Claudia Deganutti riflette anche i cambiamenti culturali e sociali che stanno avvenendo nella società contemporanea. La questione LGBT+ e la normalizzazione delle neurodivergenze sono temi centrali, e attraverso le sue fotografie, Deganutti ci invita a riflettere sulla necessità di accettazione e rispetto per tutte le forme di diversità.

claudia deganutti
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Billie
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Courtesy Claudia Deganutti

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Il Romanzo Meticcio di Davide Degano

Il Romanzo Meticcio di Davide Degano

Collater.al Contributors · 3 giorni fa · Photography

Il progetto di Davide Degano, Romanzo Meticcio, sarà in mostra a Liquida dal 3 al 5 maggio. Si tratta di un’analisi della condizione post-coloniale italiana come un elemento fondamentale della vita contemporanea del Bel Paese. La volontà è quella di esprimere un atteggiamento critico nei confronti dell’eredità fascista del passato in favore di un’analisi attenta degli effetti sulla società odierna. Se la narrazione creata dallo Stato italiano – fin dalla sua unificazione – si basa sull’identificazione di luoghi e persone considerate marginali la questione è più complicata del previsto. Per navigare questa questione complicata e stratificata, Degano utilizza un approccio interdisciplinare che enfatizza la necessità di considerare le diverse categorie marginalizzate nella loro co-presenza e intersezione anziché come entità separate.

Il mezzo fotografico negli anni ’30 è stato uno strumento fondamentale per giustificare le politiche coloniali e per rappresentare certe situazioni e persone come marginali. Le fotografie sono quindi diventate un atto performativo di esclusione. Romanzo Meticcio vuole creare nuovi immaginari e scenari culturali mettendo in discussione l’identità italiana fino al midollo. Davide Degano, con il suo lavoro, si pone proprio in questa direzione, offrendo uno sguardo critico e provocatorio sulla storia e sull’identità italiana attraverso un’opera interdisciplinare che abbraccia fotografia e narrazione.

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Non una Nonnetta qualsiasi

Non una Nonnetta qualsiasi

Giorgia Massari · 4 giorni fa · Photography

«Ma che cosa ci farai con tutte le foto che mi fai, per il cimitero ne basta una sola, lo sai!» commenta la nonna della fotografa Alessia Spina, che l’ha resa protagonista indiscussa del suo ultimo progetto. Nonnetta è il titolo del progetto fotografico che segna il legame transgenerazionale. Un’esplorazione dell’intimità guidata da una nipote armata di macchina fotografica analogica, ancorata alla sua famiglia e alle tradizioni. Nelle fotografie di Alessia Spina, Nonna Elvira incarna l’essenza di tutte le nonne, e attraverso queste immagini, assistiamo a un tessuto di sguardi, risate, gesti, sapori, atti di cura e rituali quotidiani, ognuno pervaso da una profondità emotiva che sfida la cattura. Il progetto di Spina sarà in mostra a Milano dall’1 al 13 ottobre nella cornice del PhotoFestival in via Laghetto 2.

Nonna Elvira rappresenta non solo se stessa, ma tutte le nonne. Afferra la vita con entrambe le mani, assaporando le sue gioie e le risate. È un porto sicuro, proprio come la sua amata San Benedetto del Tronto, la sua città natale. È un cassetto pieno di bontà, da aprire quando necessario, quando fuori fa freddo e dentro fa male. È un deposito di ricordi, colmo dei sapori unici dei suoi cannelloni e di una fragranza che riempie la mente e il cuore, lenendo persino le ferite più profonde, proprio come la madeleine di Proust.

Nei fotogrammi catturati da Alessia Spina, assistiamo alla bellezza eterna del legame transgenerazionale, a un tessuto intessuto dai fili dell’amore, dei ricordi e dell’essenza della famiglia. Nonnetta non è solo un progetto fotografico; è una testimonianza del potere dell’amore e delle connessioni senza tempo che legano le generazioni.

Ph Credits Alessia Spina

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Torniamo a fotografare come una volta

Torniamo a fotografare come una volta

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Siamo una generazione di nostalgici, ammettiamolo. Nell’arco di vent’anni abbiamo assistito a talmente tanti cambiamenti che gli oggetti che facevano parte della nostra infanzia iniziano a mancarci. Ma non ci mancano solo gli oggetti, ci mancano i sapori, i momenti, i piccoli gesti che riuscivano a racchiudere un mondo di emozioni e ricordi. Uno di questi è sicuramente quello di scattare fotografie con la macchina fotografica. La macchina ben salda tra le due mani e l’indice della mano destra impegnato a premere il tasto per fotografare sono stati sostituiti dal pollice pronto a sfiorare lo schermo di uno smartphone. In pochi anni, un battito di ciglia, il mondo ha preso una forma strana, quella dei 9:16 degli schermi più piccoli. Ma quanto ci manca quel click a ogni scatto? E lo zoom girando la rotellina in alto a destra? Quanto ci mancano le foto in orizzontale?
A intercettare questo sentimento nostalgico sono stati Xiaomi e Leica che ancora una volta hanno unito le forze per realizzare un prodotto che forse, per la prima volta nella storia della telefonia, invece di essere uno smartphone con un buon apparato fotografico, è una macchina fotografica con smartphone integrato. Lo Xiaomi 14 Ultra unito al Photography Kit è l’oggetto giusto per farci ritrovare i gesti che abbiamo quasi dimenticato, senza però rinunciare alla qualità di oggi. 

“See The World In A New Light”, un progetto di Xiaomi e Leica

I più scettici diranno che uno smartphone non potrà mai sostituire una macchina fotografica. Proprio per questo motivo Xiaomi e Leica hanno coinvolto non uno, ma ben sette fotografi di sette paesi diversi lanciando loro una sfida: raccontare un tema esclusivamente attraverso le lenti dello Xiaomi 14 Ultra. Dalla street photography al ritratto, fino alla fotografia documentaria, i progetti nati da questa collaborazione sono caratterizzati da una qualità invidiabile da molti e sono stati presentati a Madrid lo scorso 11 aprile dagli stessi fotografi che hanno raccontato la loro esperienza e di come lo Xiaomi 14 Ultra sia riuscito ad andare incontro a tutte le loro esigenze, che si scattasse di giorno o di notte, a colori o in bianco e nero, fermi o in movimento. 

Maurice Pehle – Craftmenship (Germania)

Javier Corso – Taste (Spagna)

Rui Caria – Tradition (Portogallo) 

Fabien Ecochard – Vitality (Francia)

Emanuele Di Mare – Moments (Italia)

Vasilis Makris – Authenticity (Grecia)

Anto Magzan – Heritage (Croazia)

Si può mangiare con gli occhi?

Da Madrid, il nostro viaggio è continuato a Valencia dove è stato presentato un altro progetto ideato da Xiaomi con la collaborazione di Leica che ha visto coinvolti due protagonisti speciali: il fotografo spagnolo Javier Corso e Begoña Rodrigo, chef del ristorante La Salita, una stella Michelin. Corso e Rodrigo hanno lavorato fianco a fianco per raccontare la cucina in modo nuovo e rivoluzionario: ogni piatto del menù della chef è stato abbinato a una maestranza artigianale, e quindi a un materiale, che ritroviamo sia nell’impiattamento sia nei sapori. Se fino ad oggi pensavamo che fosse impossibile fotografare un sapore, dopo aver scoperto il progetto “Eating with your eyes” e aver provato di persona a scattare i piatti del menù de La Salita ne siamo un molto meno certi. 

Xiaomi
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Torniamo a fotografare come una volta

Una volta collegata l’impugnatura per macchina fotografica allo smartphone (che fa anche da powerbank e si è rivelato molto utile stando fuori dalla mattina fino a sera), tornare a fotografare come una volta è stato un po’ come andare in bicicletta: è bastato solo uno scatto per ricordare tutto ciò che pensavamo di aver dimenticato.
Forse, se le nostre vecchie macchinette avessero avuto la qualità della modalità pro dello Xiaomi 14 Ultra non le avremmo mai abbandonate. Ora grazie a Xiaomi e Leica possiamo riassaporare il passato e il vero gusto della fotografia, ma guardando al futuro.

Tutte le fotografie sono state scattate con Xiaomi 14 Ultra

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