I ritratti originali del fotografo Tarek Mawad

I ritratti originali del fotografo Tarek Mawad

Claudia Fuggetti · 3 settimane fa · Photography

Sembrano dei personaggi usciti da Matrix le donne fotografate dall’artista Tarek Mawad, originaria della città tedesca di Saarbrücken; i suoi ritratti non possono passare inosservati, ogni elemento di questi ultimi ci colpisce immediatamente, suscitando in noi una sorta di effetto quasi ipnotico.

Scritte, codici, linee e blocchi di colori vengono proiettati sui volti delle sue protagoniste, attraverso un gioco di luci che nasconde e rivela delle parti del corpo, intrigando ed incuriosendo chi guarda.

Tarek Mawad è un artista poliedrico in grado di spaziare dalle animazioni 3D, alle proiezioni di mapping e alle installazioni luminose: più in generale, l’artista si serve di tutti gli elementi che è in grado di sfruttare per portare avanti una narrazione originale.

La sua forte impronta cinematografica gli ha garantito una grande visibilità su piattaforme come Instagram ed è destinata a crescere.

Dai un’occhiata ai suoi ritratti qui sotto:

I ritratti originali del fotografo Tarek Mawad | Collater.al
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James Acai, le immagini come tributo alla bellezza

James Acai, le immagini come tributo alla bellezza

Claudia Fuggetti · 3 settimane fa · Photography

Le immagini del fotografo di Los Angeles James Acai racchiudono una bellezza sottintesa che si manifesta in maniera delicata davanti allo sguardo di chi le osserva. L’immaginario dell’artista è un tributo alla bellezza dei corpi di colore che egli compara a delle scene del quotidiano e della natura capaci di rimandare ad una dimensione di tipo introspettivo-meditativa.

James Acai è originario della Nigeria e spiega:

“La vita era così semplice lì, e questo ha alimentato la mia curiosità e la mia creatività. Da bambino, spesso facevo escursioni sul lago con i miei fratelli e mi perdevo nella bellezza della natura che ci circondava; con l’avanzare dell’età, ho iniziato ad innamorarmi della vita e delle semplicità che essa presentava e questo mi ha motivato a prendere una macchina fotografica per catturare l’essenza dei momenti che mi hanno portato tanta gioia”.

Nella sequenza di immagini si alternano oggetti, natura ed autoritratti che esplorano la complessità dell’essere umano. Il flusso narrativo di ogni scena collega il mare al cielo, il corpo alla mente, creando un continuum e un tutt’uno con ciò che si trova fuori e dentro di noi.

James Acai, le immagini come tributo alla bellezza | Collater.al
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Il calore dell’estate nelle immagini di Emma Louise Swanson

Il calore dell’estate nelle immagini di Emma Louise Swanson

Claudia Fuggetti · 3 settimane fa · Photography

Pare proprio che le temperature si siano drasticamente abbassate nel corso di questa settimana, per fortuna ci pensano le immagini della fotografa Emma Louise Swanson a scaldarci con il loro mood estivo.

Sembra infatti che ogni scena sia stata tratta da un vecchio album fotografico delle vacanze, si ha la sensazione di dare uno sguardo a un qualcosa di privato, nostalgico e poetico.

Il filo narrativo della serie sembra essere proprio incentrato sul tema del ricordo, un ricordo magico di un’estate fatta di emozioni, mare, sole, tuffi e palme. Emma ci porta per mano nel suo mondo, che alla fine è anche un po’ il nostro, catturando quell’attimo di serenità che sembra un piccolo momento di eternità.

Dunque il tempo si ferma e guardando le immagini si rimane sospesi e stregati dalla magia di quel particolare istante, che non sarebbe speciale se non fosse così raro ed irripetibile.

Il calore dell'estate nelle immagini di Emma Louise Swanson | Collater.al
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Jeux de Peau, l’ultimo progetto di Henrik Purienne

Jeux de Peau, l’ultimo progetto di Henrik Purienne

Collater.al Contributors · 3 settimane fa · Photography

Henrik Purienne è un fotografo documentarista proveniente da una piccola città del Sud Africa. Dopo essersi trasferito a Città del Capo, scopre nella capitale il Kloofhill, un complesso di appartamenti di cui se ne innamora e ne diventa rapidamente ossessionato grazie all’arredamento che gli stimola un’armonia e una connessione tra la sua mente e l’ambiente circostante. Purienne soffre di una malattia chiamata AIS ovvero Sindrome di Irritabilità Estetica che gli impone di curare meticolosamente il suo rapporto tra l’ordine dello spazio e l’ordine mentale. Per questa ragione ha bisogno di trovarsi in ambienti stimolanti per poter performare al meglio.

Jeux de Peau è il suo ultimo libro, pubblicato il 9 novembre dalla casa editrice IDEA.
L’intero progetto è stato prodotto all’interno della casa dove attualmente vive sulle colline di Hollywood a Los Angeles. Questo ambiente è riuscito a fornirgli l’ispirazione giusta per realizzare degli scatti che trattano un tema a lui molto caro: il potere che ha il design, come questo sia in grado di trasformare la nostra esperienza di vita e il modo in cui la fotografia sia capace di catturare momenti esemplari, non solo dal punto di vista concreto/materiale ma anche metaforico/spirituale.
L’idea alla base di tutto il lavoro trae le sue radici, appunto, nel complesso di Kloofhill che lo ha aiutato a sviluppare la sua creatività. Questo è un ambiente che Purienne indica come “definito”, ma che allo stesso tempo riesce a trasmettere un senso di libertà grazie a dei fenomeni naturali quali: la luce del sole che filtra attraverso gli alberi sulle pareti interne e le nuvole luminose che nelle giornate soleggiate si vanno quasi a posare sulle montagne.
Ciò che emerge dai suoi scatti inseriti nel libro è la sua capacità di catturare la vita, i soggetti e gli oggetti all’interno del suo ambiente e dello spazio interiore – inteso come una metafora. Inoltre, grazie alle sue fotografie riesce a documentare cose reali che esaltano la potenza del design e
dell’intangibilità delle emozioni.

Secondo Henrik Purienne, la magia del design e della fotografia sta nella spiccata abilità di riuscire a dare a uno stato d’animo una sfumatura più introspettiva e riflessiva fino a interiorizzarlo e farlo proprio, come se fosse una sorta di pensiero filosofico.
Jeux de Peau è sottotitolato ‘Spazio fisico come spazio mentale’. Il libro viene fornito in un cofanetto di cartone appositamente realizzato ed è acquistabile online.

Purienne | Collateral1
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Testo di Anna Cardaci

Jeux de Peau, l’ultimo progetto di Henrik Purienne
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La street photography di Joshua K. Jackson

La street photography di Joshua K. Jackson

Claudia Fuggetti · 2 settimane fa · Photography

Joshua K. Jackson sa non solo fotografare la strada cogliendo l’attimo, ma lo fa dannatamente bene, non c’è una sua immagine che non sia interessante. Nato a Buckinghamshire, Joshua ha frequentato la scuola del Somerset, per poi trasferirsi a Londra dove ha studiato economia e finanza, prima di lavorare in città per dieci anni.

“Nell’agosto 2016 ho iniziato a fare fotografia di strada, nel giro di tre mesi ho deciso che era una cosa che dovevo fare… e da allora ho sempre praticato la fotografia a tempo pieno”.

Le immagini sembrano fortemente influenzate dalla pittura e molte di esse presentano un taglio cinematografico, che vuole raccontare la città in maniera non discontinua ma, al contrario, coerente e poetica. Lo sguardo del fotografo si distingue proprio per il suo stile narrativo, caratterizzato da una bellezza ambigua e quasi astratta, che cattura inevitabilmente l’attenzione.

La città appare magica e non caotica, o forse è meglio dire che appare caoticamente magica e piena di mistero, altro ingrediente presente nelle immagini dell’artista.

Segui Joshua su Instagram qui.

La street photography di Joshua K. Jackson | Collater.al
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