Art Teiji Hayama e il decadimento dell’età dell’oro delle icone
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Teiji Hayama e il decadimento dell’età dell’oro delle icone

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Tommaso Berra
Teiji Hayama | Collater.al

Il glamour hollywoodiano o più in generale dello star system crea icone di continuo, alcune passeggere e altre i cui volti bastano a raccontare una storia che è entrata nell’immaginario comune di molti.
L’artista giapponese Teiji Hayama utilizza abilmente proprio queste icone, realizzando opere d’arte che stravolgono la percezione che abbiamo di personaggi come Marilyn Monroe, che sovrappone ad altri riferimenti della cultura pop come i cartoni della Disney o simboli del consumismo occidentale come Mc Donald’s.
Teiji Hayama distorce le sembianze di queste star spesso ritraendole con espressioni più inquietanti o annoiate, alludendo all’utilizzo ripetuto e banale che viene fatto proprio di questi simboli.
Hayama prende dalla pop art warholiana la ripetitività dell’immagine, che viene continuamente modificata in serie, seguendo un idea di riproducibilità quasi infinita che è tipica della pubblicità. L’uso dei colori enfatizza poi la tensione tra un’appiattimento delle immagini e la necessità di rappresentare quell’età dell’oro di inizio-metà ‘900 in cui sono nati i miti di tanti soggetti ritratti dall’artista. L’ossessione per l’immagine crea nelle opere di Teiji un mondo senza tempo in cui si sovrappongono livelli di lettura apparentemente troppo in contrasto. Marilyn sembra sola e triste così come è stata in vita, l’alienazione di queste immagini è finita, con la pubblicità, per essere anche nostra e da qui dobbiamo partire guardando il lavoro di Hayama.

Teiji Hayama | Collater.al
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Scritto da Tommaso Berra
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