Temporarily Censored Home,  il progetto di Guanyu Xu

Temporarily Censored Home, il progetto di Guanyu Xu

Claudia Fuggetti · 4 settimane fa · Photography

Guanyu Xu è un talento emergente della fotografia che ha recentemente ricevuto diversi riconoscimenti per via del suo progetto Temporarily Censored Home, che l’artista stesso ha descritto così:

“In Temporarily Censored Home, ho posizionato segretamente fotografie nella mia casa d’adolescenza a Pechino per mettere in dubbio lo spazio eterosessuale dei miei genitori. Queste immagini scattate negli ultimi quattro anni consistono in ritratti di me e di altri uomini gay nei loro ambienti domestici”.

Si tratta di un progetto intimo e pubblico allo stesso tempo, che comprende al suo interno: il progetto One Land To Another, delle stampe di opere d’arte realizzate negli Stati Uniti, fotografie di paesaggio e ambiente realizzate negli Stati Uniti, in Europa e in Cina e infine, delle pagine strappate da riviste di cinema e moda miste a immagini degli album fotografici di famiglia.

La potenza del suo gesto artistico è sottolineata da Guanyu stesso, che ne spiega il significato in maniera dettagliata:

“Attraverso il posizionamento e la stratificazione delle immagini, mi propongo di giustapporre, contraddire lo spazio e il tempo, distruggendo la mia casa adolescenziale. Le immagini colmano il rapporto tra personale e politico nel contesto dei sistemi oppressivi della Cina e degli Stati Uniti. Anche se queste installazioni non erano permanenti, ho rivendicato la mia casa di Pechino come spazio queer di libertà e protesta temporanea”.

Non ti resta che dare un’occhiata alla nostra gallery e visitare il sito dell’artista, che trovi qui.

Temporarily Censored Home, il progetto di Guanyu Xu
Photography
Temporarily Censored Home, il progetto di Guanyu Xu
Temporarily Censored Home, il progetto di Guanyu Xu
1 · 10
2 · 10
3 · 10
4 · 10
5 · 10
6 · 10
7 · 10
8 · 10
9 · 10
10 · 10
Come in un film, le immagini del profilo Instagram @mild.moon

Come in un film, le immagini del profilo Instagram @mild.moon

Claudia Fuggetti · 3 settimane fa · Photography

Jihoon Yang viene dalla Corea del Sud e su Instagram vanta più di quarantamila followers, che ogni giorno seguono gli aggiornamenti del suo profilo @mild.moon. Il mondo di @mild.moon è dotato di una bellezza elegante, a tratti malinconica, capace di raccontare una storia attraverso scene fortemente cinematografiche.

Ogni immagine presenta una cura maniacale nei confronti della luce, che taglia i volti, li rimodella e costruisce sempre un senso nuovo e fresco in ogni scena. Anche i personaggi ritratti dall’artista sono ricorrenti, tanto da risultarci familiari: non possono che essere i protagonisti di un racconto.

Le vibrazioni e le emozioni che il profilo di Jihoon trasmette sono potenziate dalla ricerca di un’espressività credibile e mai ostentata, che si serve della luce naturale e, qualche volta, di quella artificiale presente per strada.

Segui adesso @mild.moon e non perderti la nostra gallery!

Come in un film, le immagini del profilo Instagram @mild.moon | Collater.al
Come in un film, le immagini del profilo Instagram @mild.moon | Collater.al
Come in un film, le immagini del profilo Instagram @mild.moon | Collater.al
Come in un film, le immagini del profilo Instagram @mild.moon | Collater.al
Come in un film, le immagini del profilo Instagram @mild.moon | Collater.al

Come in un film, le immagini del profilo Instagram @mild.moon
Photography
Come in un film, le immagini del profilo Instagram @mild.moon
Come in un film, le immagini del profilo Instagram @mild.moon
1 · 12
2 · 12
3 · 12
4 · 12
5 · 12
6 · 12
7 · 12
8 · 12
9 · 12
10 · 12
11 · 12
12 · 12
Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini

Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini

Claudia Fuggetti · 3 settimane fa · Photography

È un racconto sospeso nel tempo quello del fotografo francese Arnaud Freitas, che nella sua nuova serie d’immagini intitolata Israel, immortala uno spazio intimo e riservato. Israele è una terra ricca di contraddizioni che l’artista cerca di far emergere attraverso scene che ritraggono non solo i paesaggi, ma anche lo stile di vita, i dettagli e le piccole cose che molto spesso sfuggono all’attenzione del comune visitatore.

Si tratta di una serie dal taglio cinematografico che tende a comunicare una sensazione di tipo contemplativo, che riesce a descrivere esattamente il luogo preso in considerazione.

Attraverso queste scene-epifanie, Arnaud ci rivela le sue impressioni sulla cultura israeliana, mantenendo un distacco quasi etereo, che viene rimarcato dalla dimensione fortemente atemporale dell’intero progetto.

L’aspetto più interessante è che le fotografie dell’artista non sono pianificate o previste, ma si modellano all’interno del reale, già magico di per sé. Il suo racconto è intimo, autentico, nuovo.

Dai un’occhiata alla pagina Instagram di Arnaud qui.

Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini | Collater.al
Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini | Collater.al
Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini | Collater.al
Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini | Collater.al
Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini | Collater.al
Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini | Collater.al
Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini | Collater.al
Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini
Photography
Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini
Arnaud Freitas racconta Israele con le sue immagini
1 · 15
2 · 15
3 · 15
4 · 15
5 · 15
6 · 15
7 · 15
8 · 15
9 · 15
10 · 15
11 · 15
12 · 15
13 · 15
14 · 15
15 · 15
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik

Il film diary della fotografa Shannon Tomasik

Claudia Fuggetti · 3 settimane fa · Photography

Shannon Tomasik è una fotografa di Grand Haven, Michigan, che non si limita semplicemente a scattare; il suo è un bisogno costante che viene dal profondo e che l’ha portata a concepire il suo profilo Instagram come un diario intimo ed intenso.

L’artista scrive con la luce servendosi di una macchina fotografica 35 mm a pellicola, per produrre scatti che vengono poi condivisi sui social: sì, perché la condivisione diventa una fase importante, indispensabile, che avvalora le scene dense di carica emotiva che Shannon cattura.

Attimi sospesi, ricordi e riflessioni, il rapporto di odio-amore col proprio corpo, l’inseguimento di una luce, forse una speranza inafferrabile. Shannon Tomasik deve condividere il suo dolore, il vuoto di una stanza, l’emozione di stare con qualcuno, e lo fa servendosi di un’estetica cinematografica, che lei stessa ha più volte definito quasi indie.

Se ancora non lo hai fatto, dai un’occhiata al profilo Instagram dell’artista qui.

Il film diary della fotografa Shannon Tomasik | Collater.al
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik | Collater.al
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik | Collater.al
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik | Collater.al
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik | Collater.al
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik | Collater.al
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik | Collater.al
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik | Collater.al
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik | Collater.al
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik | Collater.al
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik
Photography
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik
Il film diary della fotografa Shannon Tomasik
1 · 18
2 · 18
3 · 18
4 · 18
5 · 18
6 · 18
7 · 18
8 · 18
9 · 18
10 · 18
11 · 18
12 · 18
13 · 18
14 · 18
15 · 18
16 · 18
17 · 18
18 · 18
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger

Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger

Claudia Fuggetti · 3 settimane fa · Photography

Le immagini di Enshroud, progetto visual della fotografa Medina Dugger, sono state realizzate come collage digitali e propongono la rappresentazione astratta del velo. Le forme, i pattern, i colori hanno il compito di raccontare la Nigeria, un territorio popolato da una parte di credenti musulmani e dall’altra parte da cattolici: l’hijab divene dunque un simbolo molto visibile della fede, delle usanze e dello stile a Lagos.

Medina ha voluto comunicare la potenza del suo progetto attraverso una spiegazione ben dettagliata di questo:

“La serie vuole far riflettere anche sulla percezione e le realtà che circondano le donne che indossano il velo, indumenti che hanno una storia lunga e complessa che precede quella l’Islam. Nell’antichità, i veli indicavano lo status sociale di una donna. Oggi, l’hijab è spesso diffamato. Le donne in hijab rischiano stereotipi, esclusione sociale, giudizio e abusi. Molti associano il velo all’estremismo e alla repressione femminile”.

La sua spiegazione diventa utile ed interessante non solo per capire veramente cosa si nasconde dietro queste immagini gioiose e colorate, ma anche per cogliere i significati che si celano dietro i filtri che i mass media pongono davanti alle culture.

In Occidente, il velo è diventato anche il simbolo di una posizione contro l’islamofobia. Nike ha recentemente rilasciato il Nike Pro Hijab per atlete musulmane e Halima Aden è la prima modella keniota ad apparire in hijab sulla copertina di British Vogue”.

Visita il sito di Medina Dugger se vuoi approfondire.

Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger | Collater.al
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger | Collater.al
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger | Collater.al
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger | Collater.al
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger | Collater.al
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger | Collater.al
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger | Collater.al
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger | Collater.al
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger | Collater.al
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger
Photography
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger
Enshroud, le donne musulmane di Medina Dugger
1 · 20
2 · 20
3 · 20
4 · 20
5 · 20
6 · 20
7 · 20
8 · 20
9 · 20
10 · 20
11 · 20
12 · 20
13 · 20
14 · 20
15 · 20
16 · 20
17 · 20
18 · 20
19 · 20
20 · 20