Lo spettacolo di luci di Tetro all’Intercontinental Lyon – Hotel Dieu

Lo spettacolo di luci di Tetro all’Intercontinental Lyon – Hotel Dieu

Giulia Guido · 4 mesi fa · Art

L’Intercontinental Lyon – Hotel Dieu è uno degli edifici più antichi della città. Nato come ospedale – il più antico della regione – è poi stato adibito a hotel e negli ultimi tre anni ha subito una massiccia ristrutturazione. L’Hotel Dieu ha riaperto nella sua nuova veste l’anno scorso, ma solo pochi giorni fa ha ufficialmente celebrato l’inaugurazione, offrendo agli ospiti e agli spettatori uno spettacolo unico nel suo genere. Si è trattato di uno show di luci curato dall’agenzia creativa francese Tetro

All’interno della grande cupola alta 32 metri, simbolo dell’edificio, sono state proiettate immagini cucite ad hoc sulla forma della cupola, sfruttando soprattutto la sua profondità. 

Il fil rouge che è stato seguito nella creazione delle proiezioni è stato il viaggio, ma declinato in diverse maniere: dai grandi viaggi degli esploratori del 1700, alle spedizioni negli abissi dei mari e degli oceani, fino alle missioni spaziali. 

Lo spettatore, seduto nell’atrio e con il naso all’insù viene avvolto da queste immagini realizzate con giochi di luce e trasportato per pochi minuti in un universo parallelo. 

Guarda il video per scoprire la proiezione integrale! 

Tetro al Grand Hotel Dieu di Lione | Collater.al
Tetro al Grand Hotel Dieu di Lione | Collater.al
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Ecco come è stato Books and Others da ICA Milano

Ecco come è stato Books and Others da ICA Milano

Collater.al Contributors · 4 mesi fa · Art

C’è qualcosa di nuovo in città. L’ultimo weekend di settembre, all’ICA di Milano, si è tenuta la prima edizione di “Books and Others”, la manifestazione dedicata al libro d’arte e cultura visiva, della durata di tre giorni, in cui vengono esposti e resi fruibili al pubblico circa 100 titoli di libri e cataloghi d’arte proposti da 30 editori italiani.

Books and Others da ICA Milano | Collater.al

A curarla è un team di professionisti del settore: Chiara Costa, editor e storica dell’arte contemporanea, Giovanna Silva, fotografa e fondatrice della casa editrice Humboldt Books, Dallas, studio di progettazione grafica e creativa fondato da Francesco Valtolina e Kevin Pedron, e Alberto Salvadori, direttore di ICA. 

In concomitanza a B&O si è tenuta la mostra “Work-Book-Work a cura di Gregorio Magnani sul tema del libro d’artista. La mostra pone in dialogo una serie di opere appositamente concepite da cinque artisti internazionali che hanno scelto il libro d’artista, inteso come opera d’arte autonoma, quale elemento centrale della loro ricerca.

Ad arricchire “Work-Book-Work” un programma di lectures e talks con gli artisti e i curatori di Books and Others.

I visitatori sono stati coinvolti nel  workshop “September Book, laboratorio a cura di Dallas e condotto da Giovanni Murolo e Marco Tomassoli con la partecipazione di 8 artisti, che hanno lavorato con il pubblico alla realizzazione di un elaborato editoriale attinente all’opera dell’artista. E intanto ICA si prepara già ad accogliere la prossima mostra, “Perché le frontiere cambiano” di Masbedo, che inaugura questo venerdì 11 ottobre.

Una giura di cinque esperti – Saul Marcadent, Anna Franceschini, Cecilia Canziani, Samuel Gross e Lorenzo Paini – ha assegnato il premio per il “migliore libro d’arte e di cultura visiva pubblicato in Italia nel 2018”  al volume “Global Tools 1973-1975 Quando l’Educazione coinciderà con la Vita”, curato da Silvia Franceschini e Valerio Borgonuovo per NERO Editions. A concorrere con il libro di NERO, “Disappearing Objects” by Louis De Belle pubblicato da bruno e “Incompiuto. La nascita di uno stile”, 2018 by Alterazioni Video pubblicato da Humboldt Books

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Testo di Bianca Felicori

Ecco come è stato Books and Others da ICA Milano
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Gli Occhi Dicono Tutto, l’emozionante spot di Salmoiraghi & Viganò

Gli Occhi Dicono Tutto, l’emozionante spot di Salmoiraghi & Viganò

Giulia Guido · 4 mesi fa · Art

Ci sono miriadi di dettagli e sfaccettature che popolano le nostre giornate e la nostra quotidianità che diamo per scontate. Una di queste è sicuramente la vista, la possibilità di vedere le persone, i volti, gli oggetti, i colori, i paesaggi, ciò che ci rende felici, ma anche le cause dei nostri dolori. Perché in fondo, ci sono cose che solo uno sguardo è capace di raccontare. 

È proprio per questo motivo che il secondo giovedì di ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Vista, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità e dall’Unione mondiale dei ciechi per sensibilizzare sulla prevenzione delle malattie oculari. 

Per l’occasione, Salmoiraghi & Viganò ha realizzato un toccante spot che celebra in tutto e per tutto la vista e ciò che è in grado di farci vivere. Gli Occhi Dicono Tutto, con la regia di Federico Brugia, è una carrellata di momenti e di frasi comuni legate agli occhi e allo sguardo. Forse dopo averlo visto “Alzare gli occhi al cielo”, “Rifarsi gli occhi”, “Non avere neanche gli occhi per piangere”, “Non credere ai propri occhi” avranno un altro significato.  

Gli Occhi Dicono Tutto, l’emozionante spot di Salmoiraghi & Viganò
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Skaparkollektivet Forma, 17.000 sculture per i rifugiati afghani

Skaparkollektivet Forma, 17.000 sculture per i rifugiati afghani

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Art

Diciassettemila, questo è il numero delle sculture esposte in una nuova installazione del collettivo svedese Skaparkollektivet Forma. Il gruppo ha cercato di attirare l’attenzione sull’individualità di 17.000 giovani rifugiati afghani che il governo svedese intende rimpatriare. I minori non accompagnati sono arrivati in Svezia nel 2015, per un totale di 23.500 in quell’anno e sono stati pienamente integrati nelle loro comunità adottive. Tuttavia, il governo sembra aver cambiato rotta e ha deciso di tirarsi indietro.

Lavorando con 1.500 volontari, Skaparkollektivet Forma ha creato piccole sculture per rappresentare ogni individuo colpito dal previsto sradicamento governativo. Le opere sono incollate a 34 telai in gruppi di 500, il che permette di avere una scultura itinerante facilmente trasportabile.

L’opera del collettivo ha avuto una risonanza tale che alcuni giovani sono stati autorizzati a rimanere, ma a quanto pare la maggior parte dei rifugiati sarà rimpatriata.

“Nel dibattito sulla migrazione, gli esseri umani viventi tendono a trasformarsi in volumi anonimi: noi volevamo capire cosa rappresentasse effettivamente questo numero a cinque cifre. L’installazione rende visibile il numero 17.000 e soprattutto dimostra che dietro ogni numero c’è una persona, c’è una personalità, una storia, un’opera d’arte”.

L’opera è stata inizialmente esposta alla Liljevalchs art gallery, che è una galleria d’arte pubblica e indipendente di Stoccolma.

Segui il collettivo su Instagram per rimanere aggiornato.

Skaparkollektivet Forma, 17.000 sculture per i rifugiati afghani | Collater.al
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+ Pool Light, l’installazione galleggiante di Playlab Inc & Family

+ Pool Light, l’installazione galleggiante di Playlab Inc & Family

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Art

+ Pool Light è un’installazione pubblica realizzata dal team PlayLab Inc &Family di NY e dall’Osservatorio della Terra Lamont-Doherty della Columbia University. L’opera d’arte ha il compito di riportare in tempo reale le condizioni fisiche dell’acqua al largo del molo 17 dell’East River di Manhattan.

I dati raccolti sono visualizzati su un cruscotto online che segnala se le attuali condizioni dell’acqua sono o meno sicure per il nuoto.
L’installazione misura 50 x 50 piedi (15 x 15 metri) ed è costituita da una serie di luci a LED, disposte in modo tale da creare una croce.

“Il progetto riconosce il segno “+” come simbolo di positività, indicando i passi positivi che abbiamo intrapreso per migliorare la qualità dell’acqua dal Clean Water Act del 1972. Concettualmente è anche un simbolo di inclusività in quanto l’acqua che ci circonda non appartiene ad un solo gruppo, ma a tutti”.

+ Pool Light è stata pensata per informare il pubblico riguardo le condizioni dell’acqua in maniera accessibile e coinvolgente.

“Volevamo trovare un modo per responsabilizzare le persone con i dati e coinvolgerle visivamente con ciò che accade nell’acqua di fronte a loro”.

Una serie di sensori, parte del sistema di allarme Fluidion, si collegano all’installazione per prelevare campioni dell’acqua, analizzarli rilevandone i livelli di salinità, le tossine e gli agenti patogeni dannosi. Quando i livelli di Enterococco, un batterio che Fluidion analizza, sono sicuri per il nuoto + Pool Light illumina l’alzavola, ma se vengono rilevati alti livelli di agenti patogeni dannosi diventa rosa, avvertendo il pubblico che non è sicuro entrare in acqua.

La luminosità, la frequenza e la nitidezza delle luci indicano i livelli di ossigeno, torbidità e pH presenti nel fiume.
La scultura cambia anche la sua direzione in base al flusso di corrente, muovendosi in senso orario quando l’acqua scorre verso nord e in senso antiorario quando scorre verso sud.

Pool Light sarà in mostra a New York fino al 4 gennaio 2020.

+ Pool Light, l’installazione galleggiante di Playlab Inc & Family
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