The Birds Will Sing, la nuova serie di dipinti di Shawn Huckins

The Birds Will Sing, la nuova serie di dipinti di Shawn Huckins

Federica Cimorelli · 3 mesi fa · Art

Shawn Huckins è un artista americano che ammalia e sgomenta, un pittore di cui vi abbiamo parlato più volte qui su Collater.al. The Birds Will Sing è la sua nuova serie di dipinti ad olio, è un lavoro che prende nome da una vecchia canzone popolare cajun e che mette in mostra paesaggi mozzafiato con frasi malinconiche e oscure sull’amore contemporaneo. 

Shawn Huckins unisce delle vedute panoramiche ispirate ai classici americani di Bierstadt e della Hudson River School con dei testi presi dai social media per riflettere sulla devoluzione del linguaggio contemporaneo. Mettere in contrapposizione le immagini di un’epoca in cui la comunicazione era lenta e distesa con i testi frettolosi del presente gli permette di evidenziare il contrasto che esiste tra diversi momenti storici e lo aiuta a riflettere sulle conseguenze dei social media sul comportamento umano.

The Birds Will Sing solleva così una questione improrogabile: il progresso tecnologico sta portando a un indebolimento delle capacità sociali, empatiche e connettive degli esseri umani?

The Birds Will Sing è in mostra alla George Billis Gallery di Los Angeles fino all’8 maggio 2021. Guarda qui le immagini dei dipinti e segui Shawn Huckins su Instagram e sul suo sito personale per non perderti aggiornamenti sul suo lavoro.

The Birds Will Sing, la nuova serie di dipinti di Shawn Huckins
Art
The Birds Will Sing, la nuova serie di dipinti di Shawn Huckins
The Birds Will Sing, la nuova serie di dipinti di Shawn Huckins
1 · 13
2 · 13
3 · 13
4 · 13
5 · 13
6 · 13
7 · 13
8 · 13
9 · 13
10 · 13
11 · 13
12 · 13
13 · 13
La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days

La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days

Giulia Guido · 7 giorni fa · Photography

PhMuseum nasce nel 2012 come primo museo online dedicato alla fotografia contemporanea con l’obiettivo di offrire uno spazio accessibile a tutti da ovunque che promuovesse la cultura visiva.
Negli anni PhMuseum ha organizzato diverse attività e iniziative, dai corsi fotografici a programmi di formazione, fino a masterclass di alto livello. Quest’anno ha voluto fare le cose ancora più in grande, abbandonando per un po’ la sua forma digitale e diventando un evento fisico. 

Dal 23 al 26 settembre, infatti, il Binario Centrale del DumBo di Bologna ospiterà la prima edizione del festival internazionale di fotografia PhMuseum Days.

Il tema scelto per questa prima edizione è A New Beginning / Un nuovo inizio e si adatta perfettamente sia al momento storico che stiamo vivendo e al nuovo decennio appena cominciato sia perché l’evento rappresenta una nuova avventura per PhMuseum.

Il fitto programma dei 4 giorni prevede mostre individuali, un’installazione collettiva, workshop, revisioni di portfolio, proiezioni, performance e uno spazio dedicato all’editoria indipendente. 

Tra gli ospiti spiccano il fotografo argentino Alejandro Chaskielberg che con Natur-e riflette sul rapporto fra uomo, natura e tecnologia e la fotografa brasiliana Angelica Dass che esporrà Humanae, un progetto che cerca di dimostrare che ciò che definisce l’essere umano è la sua ineluttabile unicità.

Ci saranno anche il progetto Encounter dell’italiana Silvia Rosi che parte dal suo album di famiglia per raccontare storie di migrazione e diaspora attraverso autoritratti e performance e Afterlife del fotografo francese Vasantha Yogananthan che racconta l’eterna sfida fra il bene e il male reinterpretando un passo del poema epico indiano il Ramayana. 

Inoltre, verranno esposti tre lavori scelti fra gli oltre 700 progetti che si sono candidati tramite l’open call del festival: Human dell’ecuadoriana Fabiola Cedillo, incentrato sul bisogno dell’essere umano di riprodursi, naturalmente e attraverso la tecnologia, Fading Senses della polacca Ligia Poplawska, sulle implicazioni della perdita degli ecosistemi sulla nostra salute mentale ed emotiva e, infine, C-R92/BY dell’inglese Samuel Fordham, un progetto che si focalizza su migliaia di famiglie britanniche separate a seguito delle politiche dal Ministero degli Interni. 

Visitate il sito di PhMuseum e seguite il profilo Instagram per non perdere tutti gli aggiornamenti. 

Fading Senses, Ligia Popławska
C-R92_BY, Samuel Fordham
La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days
Photography
La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days
La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days
1 · 13
2 · 13
3 · 13
4 · 13
5 · 13
6 · 13
7 · 13
8 · 13
9 · 13
10 · 13
11 · 13
12 · 13
13 · 13
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 7 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @lured_ph, @sara.carraretto, @alko_imagine, @cristian.perra, @giorgia_congia, @photostrekoza, @_barbarac__, @valerycia, @caterina_cantu, @ale_galimberti.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
Photography
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
1 · 1
La geometria dell’architettura negli scatti di Paul Brouns

La geometria dell’architettura negli scatti di Paul Brouns

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

The music of architecture” (“La musicalità dell’architettura”), è il motto del fotografo olandese Paul Brouns, ma anche ciò che da anni cattura nei suoi scatti. 

Paul Brouns è un fotografo olandese, laureato all’Accademia di Belle Arti di Tilburg e con base ad Almere, vicino ad Amsterdam, il cui lavoro è incentrato completamente sull’architettura

La macchina fotografica e il computer sono solo gli strumenti che Brouns utilizza per sottolineare ed enfatizzare la bellezza di edifici, case, palazzi, facciate, scale. Il fotografo è profondamente convinto del fatto che ogni cosa che facciamo è in qualche modo strettamente collegata ai differenti tipi di strutture architettoniche che ci circondano e che viviamo ogni giorno: gli spazi della casa, l’appartamento, l’ufficio, l’isolato, il quartiere e via dicendo. 

Oltre a percepirne l’importanza, Paul Brouns ha fatto qualcosa in più, ne ha colto la bellezza e con una similitudine tanto originale quanto azzeccata ha paragonato la musica all’architettura. 

«Termini come ritmo, composizione, texture, scala e colore possono essere usati per descrivere le caratteristiche del mio lavoro, ma anche per descrivere la musica.»

Fotografando i dettagli degli edifici e ripetendoli all’infinito, Brouns riesce a svelare allo spettatore la bellezza astratta di ciò che ci circonda ogni giorno e che non siamo in grado di vedere da soli. 

«Mi piace vedere l’architettura come spartiti musicali nella nostra esistenza e per esempio i dettagli come le finestre e occasionalmente le persone stesse, possono essere visti come le note che danzano lungo i livelli del pavimento.» 

Scoprite qui sotto una selezione di scatti e visitate il sito di Paul Brouns e seguitelo su Instagram per non perdere i prossimi! 

Paul Brouns
Paul Brouns
Paul Brouns
Paul Brouns
Paul Brouns
Paul Brouns
Paul Brouns
La geometria dell’architettura negli scatti di Paul Brouns
Photography
La geometria dell’architettura negli scatti di Paul Brouns
La geometria dell’architettura negli scatti di Paul Brouns
1 · 17
2 · 17
3 · 17
4 · 17
5 · 17
6 · 17
7 · 17
8 · 17
9 · 17
10 · 17
11 · 17
12 · 17
13 · 17
14 · 17
15 · 17
16 · 17
17 · 17
All for the Gram – Under Milano

All for the Gram – Under Milano

Giulia Guido · 18 ore fa · Photography

Per questo appuntamento di All for the Gram, la rubrica sui profili Instagram da seguire, abbiamo deciso di cambiare un po’. Quello di oggi non è solo un profilo, ma un progetto fotografico portato avanti dal fotografo sardo Tiziano Demuro e il siciliano Sergio Raffaele.
“Under Milano”, questo il nome del progetto, nasce nel 2018 dalla volontà di Tiziano e Sergio di lavorare a un progetto comune, unendo l’interesse di entrambi per l’ambiente metropolitano, dalle banchine, alle scale mobili fino ai treni. 

Senza ombra di dubbio la metropolitana milanese è un posto affascinante dove ogni giorno la vita di milioni di persone di intreccia per qualche minuto, giusto il tempo di arrivare a destinazione.

Un vero e proprio luogo di transizione che ognuno vive in modo diverso: c’è chi la prende tutti i giorni e sa sempre esattamente dove andare, a che punto della banchina mettersi, quanto durano le fermate; chi la usa per la prima volta e tentenna, non sa come infilare il biglietto e si posiziona a sinistra sulle scale mobili; chi ci rimane per poco tempo e chi deve fare viaggi più lunghi, magari in compagnia di un buon libro. 

Insomma, c’è qualcosa di poetico e malinconico: per un breve frangente di tempo non importa cosa stai andando a fare, sei lì, seduto o in piedi cercando di non cadere, con tutti gli altri, ma ognuno per conto proprio. 

Con Under Milano, Tiziano e Sergio ogni giorno si impegnano a catturare quei momenti di quotidianità, quelle piccole cose che caratterizzano la vita che scorre sotto terra, in fotografie che sembrano arrivare da un’altra epoca e che rendono tutto così bello. 

Noi abbiamo selezionato alcuni scatti, ma seguite Under Milano su Instagram per vederli tutti e non perdere i prossimi. 

Under Milano
Under Milano
Under Milano
All for the Gram – Under Milano
Photography
All for the Gram – Under Milano
All for the Gram – Under Milano
1 · 6
2 · 6
3 · 6
4 · 6
5 · 6
6 · 6