Il corto di Volkswagen per salutare il mitico Maggiolino

Il corto di Volkswagen per salutare il mitico Maggiolino

Giulia Pacciardi · 9 mesi fa · Art

Nel febbraio 2019, dopo 70 anni di onorata carriera, Volkswagen ha deciso di terminare la produzione del mitico Volkswagen Beetle, conosciuto ai più con il nome di Maggiolino.

Per dire addio a uno dei suoi modelli più iconici e indimenticabili, la casa automobilista tedesca ha dato vita ad un commovente corto animato in cui si ripercorre la storia dell’auto insieme a quella di un giovane uomo.

Intitolato “The Last Mile”, il corto ripercorre tutti i momenti più importanti del ragazzo, dalla scuola guida a fianco del padre ai viaggi in solitudine, all’arrivo dell’amore, della famiglia fino alla partenza dei figli per l’università.

Il corto termina con il congedo dell’auto in mezzo a una folla in festa, tra cui figurano anche Andy Warhol, che inserì il maggiolino nella sua serie di Ads del 1985 e Ren McCormack aka Kevin Bacon, il protagonista di Footloose. 

Un saluto sentito, reso ancora più emozionante da una cover “Let It Be” dei Beatles eseguita da un coro di voci giovanissime.

Il corto di Volkswagen per salutare il mitico Maggiolino
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Muqarna Mutation, l’ultima opera di Michael Hansmeyer

Muqarna Mutation, l’ultima opera di Michael Hansmeyer

Anna Cardaci · 9 mesi fa · Art

L’architetto e programmatore Michael Hansmeyer il quale, tramite il suo lavoro, esplora l’uso di algoritmi per generare e fabbricare forme architettoniche, ha completato la sua ultima opera presentandola in anteprima al Mori Art Museum di Tokyo: Muqarna Mutation. Quest’ultima rappresenta un pezzo centrale della mostra d’arte ed è un’installazione grande più di 6 metri in larghezza e allo stesso tempo particolarmente alta. Muqarna Mutation potrebbe sembrare un enorme lampadario ed è stata progettata algoritmicamente e fabbricata in modo robotizzato con l’obiettivo di essere installata in una grande sala espositiva. Il progetto esplora come – nel contesto della quarta rivoluzione industriale – il calcolo e la fabbricazione robotica possano aprire le porte a un’arte geometrica basata su regole ben precise e dettagliate.

Muqarna Mutation utilizza un determinato tipo di algoritmo che permette lo sviluppo di un sistema che collega, tramite una massiccia colonna, il centro di una sala espositiva al soffitto. L’algoritmo genera centinaia di migliaia di piastrelle disposte su sedici livelli diversi. Questi creano una transizione ornamentale dalla colonna al soffitto.

Michael Hansmeyer | Collater.al 1

Un prodotto industriale realizzato in serie viene trasformato in un’elaborata struttura ornamentale attraverso un uso radicale dell’informatica: un algoritmo definisce successivamente una forma intricata, e i robot perfezionano e nobilitano semplici elementi tubolari in un insieme effimero.

Sotto la Muqarna Mutation, i visitatori sono colpiti da un mix di sensazioni di smarrimento e curiosità: un sovraccarico sensoriale disorientante che offusca parzialmente la logica compositiva sottostante.

PH: Kyungsub Shin
PH: Kyungsub Shin
Muqarna Mutation, l’ultima opera di Michael Hansmeyer
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Muqarna Mutation, l’ultima opera di Michael Hansmeyer
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La geniale campagna pubblicitaria per la serie Dracula

La geniale campagna pubblicitaria per la serie Dracula

Giulia Guido · 9 mesi fa · Art

Da domani, sabato 4 gennaio, sarà disponibile su NetflixDracula” la nuova e attesissima serie firmata dai creatori di Sherlock, Mark Gatiss e Steven Moffat. Mentre il colosso dello streaming si è occupato della pubblicità online, la BBC, produttrice della serie, ha realizzato una campagna “analogica” attraverso una serie di cartelloni pubblicitari posti a Londra e a Birmingham. 

Il team della BBC Creative ha voluto sfidare il digitale, realizzando un cartellone in grado di cambiare immagine senza l’uso di tecnologie, schermi e quant’altro. 

Ma come fare? Semplice, giocando con la luce. 

Ebbene sì, di giorno, con un’illuminazione che viene dall’alto, il cartellone sembra trafitto da dei paletti di legno; di notte, facendo arrivare la luce da sinistra le ombre dei paletti rivelano il profilo di Dracula con tanto di denti affilati. 

Olly Harnett, direttore creativo della BBC Creative ha dichiarato al The Drum: “La nostra campagna per Dracula non lascia dubbi al pubblico, che può aspettarsi qualcosa di fresco e inaspettato da questo straordinario adattamento del classico vampiro”. 

Scopri la campagna qui sotto e anche il trailer di Dracula! 

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Diana Yevtukh, l’artista che ricama gli alberi

Diana Yevtukh, l’artista che ricama gli alberi

Giulia Guido · 9 mesi fa · Art

C’è chi osservando il tronco di un albero non riesce a vedere nulla, chi si perde nelle migliaia di crepe e forme e chi vede infinite possibilità artistiche. Diana Yevtukh fa parte di quest’ultima categoria, per lei i buchi e le parti mancanti delle cortecce degli alberi sono solo vuoti da riempire, cicatrici da sanare. E quale miglior modo di ricucire una ferita se non con ago e filo? 

Come un chirurgo in sala operatoria, Diana realizza dei ricami perfetti e accurati, pensati proprio per colmare quel vuoto. La sua forma d’arte non vuole sostituirsi alla natura, ma vuole completarla, portando nuova vita. 

Con i suoi fili colorati, la giovane artista riempie questi spazi con fiori e composizioni floreali, ma anche con parti del corpo come una mano, un occhio, o un cuore. L’idea su cui si basa la produzione artistica di Diana è che siamo tutti parte della natura e noi esseri umani, che abbiamo la possibilità e le capacità di custodire e prenderci cura di ciò he sta intorno a noi abbiamo anche la responsabilità di guarire le ferite e fermare le violenze. 

Se sei curioso di scoprire altri lavori di Diana Yevtukh vai sul suo profilo Instagram

Diana Yevtukh, l’artista che ricama gli alberi
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Diana Yevtukh, l’artista che ricama gli alberi
Diana Yevtukh, l’artista che ricama gli alberi
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Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020

Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020

Giulia Guido · 9 mesi fa · Art

Si è appena conclusa la lunga notte dei Golden Globes, gli Oscar della televisione, presentati dall’irriverente, schietto e pungente Ricky Gervais che con il suo discorso di apertura non dimentica mai di agganciarsi alla situazione del cinema odierno – che pare non guardi più nessuno a causa di Netflix – alla politica, ai disastrosi incendi in Australia e di punzecchiare alcuni ospiti seduti in sala, da Martin Scorsese a Leonardo DiCaprio. 

La serata di tre ore inizia con un’assenza, quella di Russell Crowe vincitore per il Miglior attore in una miniserie trattenuto nella sua Australia proprio a causa della situazione critica, e con i primi premi alle serie tv e ai personaggi che abbiamo amato durante l’anno come SuccessionFleabag con la magnifica Phoebe Waller-Bridge.

Si passa, poi, al primo premio per il cinema che va a Parasite, il film di Bong Joon-ho, che batte Dolor y gloria nella categoria Miglior film straniero.

Arrivano anche i colpi di scena sia con Tarantino che si porta a casa il Golden Globe per la sceneggiatura, strappandolo al favorito Noah Baumbach, sia con la vittoria di Missing Link, che straordinariamente batte in un colpo solo Il Re Leone, Frozen II, Toy Story 4 e Dragon Trainer. 

Non sono assolutamente passati inosservati i premi Carol Burnett e Cecil B. DeMille, rispettivamente ritirati a Ellen DeGeneres, che con la sua comicità e la sua trasparenza è diventata il simbolo della televisione americana moderna, e Tom Hanks. Rivedere alcune delle memorabili scene che lo hanno fatto diventare l’attore che è oggi ha commosso sia noi, sia tutti i seduti in sala, e sinceramente ci è venuta voglia di rivedere tutti i suoi film. 

Esattamente a metà delle tre ore sale sul palco, accompagnato dal compositore, Bernie Taupin, Sir. Elton John, seguito da Patricia Arquette che per la prima volta durante la serata, senza troppi giri di parole, ha fatto un breve e diretto discorso sulla quasi imminente guerra che vede coinvolti gli Stati Uniti e l’Iran. Ma ai Golden Globe non ci si ferma mai, infatti non abbiamo neanche in tempo di ricercare il suo discorso sui social che Sam Mendes si accaparra il premio alla Miglior Regia.

Gli ultimi globes per la televisione sono la prova che non c’è solo Netflix, come ribadisce nel suo discorso Jared Harris, il protagonista di Chernobyl, la serie firmata HBO e acclamata sia dalla critica che dal pubblico.

Come sempre l’ultima mezz’ora è dedicata ai premi più attesi, che hanno visto vincere Joaquin Phoenix per il suo sconvolgente lavoro in Joker, ma che hanno anche portato C’era una volta a… Hollywood a quota tre Golden Globe, insieme a 1917, vincitore del premio per Miglior film.

In conclusione, nessuno ha stravinto sugli altri, ma qualcuno è rimasto a bocca asciutta, come The Irishman, che a dispetto delle aspettative non ha vinto neanche un Golden Globe.

Scoprite la lista di tutti i vincitori qui sotto!

CINEMA

Miglior film drammatico

1917 
I due papi 
The Irishman 
Joker
Storia di un matrimonio 

Miglior film commedia o musicale

C’era una volta a… Hollywood 
Cena con delitto – Knives Out 
Dolemite Is My Name
Jojo Rabbit
Rocketman

Miglior regista

Sam Mendes – 1917
Bong Joon-ho – Parasite 
Todd Phillips – Joker
Martin Scorsese – The Irishman
Quentin Tarantino – C’era una volta a… Hollywood

Migliore sceneggiatura

Quentin Tarantino – C’era una volta a… Hollywood 
Noah Baumbach – Storia di un matrimonio
Bong Joon-ho e Han Jin-won – Parasite 
Anthony McCarten – I due papi
Steven Zaillian – The Irishman

Migliore attore in un film drammatico

Joaquin Phoenix – Joker
Christian Bale – Le Mans ’66 – La grande sfida 
Antonio Banderas – Dolor y gloria
Adam Driver – Storia di un matrimonio 
Jonathan Pryce – I due papi

Migliore attrice in un film drammatico

Renée Zellweger – Judy
Cynthia Erivo – Harriet
Scarlett Johansson – Storia di un matrimonio
Saoirse Ronan – Piccole donne 
Charlize Theron – Bombshell

Migliore attore in un film commedia o musicale

Taron Egerton – Rocketman
Daniel Craig – Cena con delitto – Knives Out 
Leonardo DiCaprio – C’era una volta a… Hollywood 
Roman Griffin Davis – Jojo Rabbit
Eddie Murphy – Dolemite Is My Name

Migliore attrice in un film commedia o musicale

Awkwafina – The Farewell – Una bugia buona 
Ana de Armas – Cena con delitto – Knives Out
Cate Blanchett – Che fine ha fatto Bernadette? 
Beanie Feldstein – La rivincita delle sfigate 
Emma Thompson – E poi c’è Katherine 

Migliore attore non protagonista

Brad Pitt – C’era una volta a… Hollywood 
Tom Hanks – Un amico straordinario 
Anthony Hopkins – I due papi
Al Pacino – The Irishman
Joe Pesci – The Irishman

Migliore attrice non protagonista

Laura Dern – Storia di un matrimonio 
Kathy Bates – Richard Jewell
Annette Bening – The Report
Jennifer Lopez – Le ragazze di Wall Street – Business Is Business 
Margot Robbie – Bombshell

Miglior film in lingua straniera

Parasite – Bong Joon-ho (Corea del Sud)
Dolor y gloria – Pedro Almodóvar (Spagna)
The Farewell – Una bugia buona – Lulu Wang (Stati Uniti d’America)
I miserabili – Ladj Ly (Francia)
Ritratto della giovane in fiamme – Céline Sciamma (Francia)

Miglior film d’animazione

Missing Link
Dragon Trainer – Il mondo nascosto 
Frozen II – Il segreto di Arendelle
Il re leone
Toy Story 4

Migliore colonna sonora originale

Hildur Guðnadóttir – Joker
Alexandre Desplat – Piccole donne 
Randy Newman – Storia di un matrimonio 
Thomas Newman – 1917
Daniel Pemberton – Motherless Brooklyn – I segreti di una città

Migliore canzone originale

(I’m Gonna) Love Me Again (Elton John, Taron Egerton) – Rocketman
Beautiful Ghosts (Taylor Swift) – Cats
Into the Unknown (Idina Menzel, Aurora) – Frozen II – Il segreto di Arendelle 
Spirit (Beyoncé) – Il re leone
Stand Up (Cynthia Erivo) – Harriet

TELEVISIONE

Miglior serie drammatica

Succession
Big Little Lies – Piccole grandi bugie
The Crown
Killing Eve
The Morning Show

Migliore attore in una serie drammatica

Brian Cox – Succession
Kit Harington – Il Trono di Spade 
Rami Malek – Mr. Robot
Tobias Menzies – The Crown
Billy Porter – Pose

Migliore attrice in una serie drammatica

Olivia Colman – The Crown
Jennifer Aniston – The Morning Show
Jodie Comer – Killing Eve
Nicole Kidman – Big Little Lies – Piccole grandi bugie
Reese Witherspoon – The Morning Show

Miglior serie commedia o musicale

Fleabag
Barry
Il metodo Kominsky 
La fantastica signora Maisel 
The Politician

Migliore attore in una serie commedia o musicale

Rami Yousef – Rami
Ben Platt – The Politician
Paul Rudd – Living with Yourself
Bill Hader – Barry
Michael Douglas – Il metodo Kominsky 

Migliore attrice in una serie commedia o musicale

Phoebe Waller-Bridge – Fleabag
Christina Applegate – Amiche per la morte – Dead to Me
Rachel Brosnahan – La fantastica signora Maisel 
Kirsten Dunst – On Becoming a God in Central Florida
Natasha Lyonne – Russian Doll

Miglior miniserie o film televisivo

Chernobyl
Catch-22
Fosse/Verdon
The Loudest Voice – Sesso e potere 
Unbelievable

Migliore attore in una miniserie o film televisivo

Russell Crowe – The Loudest Voice – Sesso e potere 
Christopher Abbott – Catch-22
Sacha Baron Cohen – The Spy
Jared Harris – Chernobyl
Sam Rockwell – Fosse/Verdon

Migliore attrice in una miniserie o film televisivo

Michelle Williams – Fosse/Verdon
Helen Mirren – Caterina la Grande 
Merritt Wever – Unbelievable
Kaitlyn Dever – Unbelievable
Joey King – The Act

Migliore attore non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo

Stellan Skarsgård – Chernobyl
Alan Arkin – Il metodo Kominsky 
Kieran Culkin – Succession
Andrew Scott – Fleabag
Henry Winkler – Barry

Migliore attrice non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo

Patricia Arquette – The Act
Helena Bonham Carter – The Crown
Toni Collette – Unbelievable
Meryl Streep – Big Little Lies – Piccole grandi bugie
Emily Watson – Chernobyl

Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020
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Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020
Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020
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