Style La moda fiabesca e onirica di Tim Walker
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La moda fiabesca e onirica di Tim Walker

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Andrea Tuzio

L’unicità è una caratteristica che solo i grandi raggiungono. L’essere immediatamente identificabile, a prescindere da quale sia il metodo espressivo utilizzato, è forse la più alta delle riconoscenze.
Il fashion photographer britannico Tim Walker è senza ombra di dubbio uno di quei creativi che non ha bisogno di nient’altro, le sue opere parlano abbondantemente per lui, lo rappresentano e lo identificano a pieno.

Un vero e proprio creatore di immagini e di immaginari, capace di evocare e capovolgere interi mondi popolandoli di personaggi fiabeschi, figure uscite direttamente da un trip di LSD, boschi incantati, contesti e scenografie caleidoscopiche e tanta moda.

Walker nasce in Inghilterra nel 1970. Sin da bambino quella necessità di creare mondi tutti suoi era incontenibile, espressa attraverso migliaia di disegni realizzati sui suoi quaderni di scuola. Il suo interesse per la fotografia inizia grazie al lavoro presso la biblioteca Condé Nast di Londra, dove si è occupato per un anno intero, prima di iscriversi all’università, dell’archivio di Cecil Beaton. Si iscrive appunto all’Exeter College of Art and Design, dove consegue un HBC in fotografia, ma poi, lasciati gli studi nel 1994, inizia la sua carriera come assistente fotografo freelance a Londra prima di trasferirsi a New York, dove lavora come assistente a tempo pieno di Richard Avedon. 

Non convinto di poter fare carriera come fotografo, a causa delle lacune tecniche che pensava di avere, e proprio quando iniziava a pensare di abbandonare il mondo della fotografia, a 25 anni arriva la svolta.

Un suo scatto viene pubblicato su Vogue per la prima volta e, da quel momento in poi, la sua carriera prende una piega del tutto inaspettata, anche da Walker stesso, raggiugnendo picchi assoluti nel mondo della fotografia di moda.

Walker è uno dei fashion photographer più geniali e di successo della sua generazione, colmando il vuoto lasciato da David LaChapelle a metà dei 2000. 
Il suo stile estremamente riconoscibile è caratterizzato da un’umanità di fondo, legata a doppio nodo alla fiaba e al sogno, la sua è una narrazione spontanea che racconta una storia unica in ogni scatto.

“La fotografia ha bisogno di una gestazione molto lunga. Anche se si lavora in un paesaggio artificiale, si cerca di far accadere qualcosa di autentico al suo interno. È necessario mantenere la mente libera, altrimenti l’immagine muore. Non vado a fare un servizio fotografico con un’idea fissa dell’immagine finale, ma conosco lo stato d’animo”.

In oltre 25 anni di carriera Walker è sempre rimasto fedele a quella stessa spinta creativa che lo aveva contraddistinto sin dalla giovanissima età. 
Ha realizzato e pubblicato dozzine di editoriali per i più quotati magazine di moda del mondo, oltre ad aver firmato campagne per COMME des GARÇON, Gucci, Yohji Yamamoto, solo per citarne alcuni. Nel 2018 è stato il fotografo del Calendario Pirelli, scegliendo come tema Alice nel Paese delle Meraviglie, scelta questa che racconta perfettamente l’estetica e la filosofia di Walker.

Visionario, surreale, eccentrico, teatrale e romantico. In ogni lavoro di Tim Walker si fondono magia e fascinazione. Le ispirazioni sono le favole, i sogni, i ricordi sbiaditi che tornano in mente sempre diversi da come in realtà li abbiamo vissuti, ed è proprio così che la travolgente e infinita immaginazione del fotografo inglese si fa strada e si manifesta in tutta la sua dirompente bellezza. 

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Scritto da Andrea Tuzio
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